Inter, lo sfogo di Spalletti non è piaciuto: Suning infastidita

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Lo sfogo dopo Inter-Napoli di Spalletti non sarebbe piaciuto a Suning, disorientata dalle frasi che potrebbero avere ripercussioni sulla squadra.

"Non abbiamo tutta questa qualità che si dice, non abbiamo mai giocato bene. Il Napoli sì che ce l'ha la qualità": con queste parole Luciano Spalletti si era espresso nel dopogara di Inter-Napoli, terminata sullo 0-0, risultato che comunque mantiene i nerazzurri ancora in lotta per la zona Champions.

Toni seri che hanno fatto discutere, soprattutto perché arrivati in un momento delicato della stagione, in cui l'obiettivo prefissato è ancora raggiungibile: c'è chi parla di modo per spronare la squadra a fare sempre meglio, chi invece sostiene che il tecnico di Certaldo volesse mettere le mani avanti in caso di mancato approdo alla massima competizione europea.

In tal senso anche queste altre dichiarazioni: "Difficile migliorare una prestazione così in allenamento, se non ci sono riuscito finora...". Uscite che però, come riportate da 'La Gazzetta dello Sport', non sarebbero affatto piaciute a Suning.

La proprietà cinese sarebbe rimasta un po' infastidita e in questa settimana servirà una solida presenza societaria ad Appiano Gentile per evitare che la situazione possa degenerare, facendo cadere nuovamente nel baratro una squadra che da dicembre in poi non è stata più la stessa.

Possibile anche che le parole di Spalletti possano essere ricondotte ad un'insoddisfazione riguardante il mercato di gennaio ("Dei dieci giocatori di cui si parlava è arrivato il solo Rafinha", ha detto in conferenza) e che i mancati arrivi di Ramires e, soprattutto, di Pastore gli abbiano un po' fatto perdere la pazienza.

L'allenatore ha poi però corretto il tiro, forse conscio che queste sue uscite potessero rivelarsi pericolose: "Siamo in grado di giocarcela con chiunque, quando affrontiamo le grandi squadre acquisiamo la loro mentalità".

Il rischio che la squadra possa risentire di tutto ciò resta alto (più volte ha mostrato limiti psicologici) e questa frase appare più come un freno che altro in un momento decisivo del campionato in cui tutti devono dare il massimo. Altrimenti si parlerà nuovamente di fallimento.

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