Inter, l'ex Pistone racconta: "Io preferito a Roberto Carlos? Leggenda metropolitana"

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L'ex terzino dell'Inter Pistone dice la sua verità sul retroscena secondo cui l'allora tecnico nerazzurro Hodgson lo preferì a Roberto Carlos.

Nel suo periodo all'Inter, dal 1995 al 1997, ha avuto come allenatore l'inglese Roy Hodgson e per Alessandro Pistone è stato quasi un segno del destino, visto che proprio in Inghilterra ha poi trascorso gran parte della sua carriera. Newcastle e, soprattutto, Everton sono state le sue successive squadre, con una breve parentesi in prestito al Venezia.

Intervistato dalla 'Gazzetta dello Sport', Pistone ha svelato un retroscena legato proprio al suo periodo all'Inter. In nerazzurro, infatti, il calciatore milanese prese il posto nientemeno che a Roberto Carlos... "Io preferito a lui? E' solo una leggenda metropolitana - ha raccontato Pistone - La verità è che Roberto Carlos volle andar via, avendo richieste dal Real Madrid. E la società, a mio parere, non fece nulla per trattenerlo".

Dal 2000 al 2007 Pistone ha poi vestito la maglia dell'Everton, cui è rimasto evidentemente legato e durante le quali ha avuto modo di calcare lo stesso terreno di gioco di grandi campioni, come Paul Gascoigne... "Lui era il numero uno - ha raccontato ancora Pistone - Faceva ancora giocate che hanno solo i grandi. Tra infortuni e una forma un po' così, giocava poco. Ma era uno di quelli a cui non potevi non voler bene. Però aveva veramente grossi problemi personali".

Pistone ha poi visto nascere Wayne Rooney... "Usciva dall'Academy, aveva 16 anni - ha ricordato l'ex interista - A inizio stagione si aggregò con noi e fece un ritiro incredibile. Già dalle amichevoli si vedeva che era un fenomeno. Veniva da una zona periferica di Liverpool non facile, però, in quegli anni, fuori dal campo non era come il Gazza che ho conosciuto a fine carriera".

Fra gli avversari, invece, Pistone ha dovuto affrontare anche un certo Cristiano Ronaldo, che allora giocava nel Manchester United... "Giocava proprio dalla mia parte - ha raccontato - Allora era anche più spettacolare di oggi in termini di movimenti e dribbling. Molto veloce e forte di testa. Il più forte che ho incontrato? No. Quello che mi ha fatto in assoluto ammattire è stato Thierry Henry".

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