Inter-Juve, Conte affronta il suo passato: caccia al primo successo

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Nella passata stagione il tecnico salentino ha perso entrambi i match contro la Vecchia Signora: battere il passato per consolidare il presente.

"Nessuna squadra ha ancora colmato il divario, loro hanno dominato e operato per nove anni in maniera importante. Riuscendo a cambiare e a ringiovanire. Anche quest’anno su una struttura che ha sempre vinto hanno messo Chiesa, Morata, McKennie e Kulusevski. In Italia oggi non c’è ancora una squadra che ha ridotto il gap. Ma attraverso il lavoro, squadre come l’Inter stanno facendo cose importanti e si stanno avvicinando".

Alla vigilia di Inter-Juventus, Antonio Conte ha voluto fotografare la situazione. Doveroso, sì, pensare in grande. Ma vietato sottovalutare la caratura di un avversario che, anche grazie al tecnico salentino, ha saputo costruire un'egemonia nostrana caratterizzata da 9 scudetti di fila e svariati trofei.

La sensazione, mai come questa volta, è che il gap tra bianconeri e nerazzurri si siano ridotto sensibilmente. Vuoi perché Madama, all'insegna di una netta politica di ringiovanimento, ha deciso di rinfrescare l'organico puntando principalmente, appunto, sulla linea verde.

Vuoi perché a Milano, vedi tra gli altri l'arrivo di Achraf Hakimi dal Real Madrid, hanno alzato considerevolmente l'asticella. Portando avanti, così, quanto di ottimo costruito nella passata stagione. Avanti tutta sempre con lo stesso condottiero che, dal canto suo, sa come si vincono i campionati: tre alla guida della Juve e uno con il Chelsea. Insomma, poco non è.

Ma ora conta esclusivamente l'attualità. Facendo tesoro, magari, della passata annata calcistica. Con due ko rimediati dalla Signora guidata da Maurizio Sarri, alle prese con un ibrido - in termini di organico - che ha funzionato pienamente proprio solo contro i nerazzurri.

Acqua passata per chi, da giocatore, è stato capitano della Juve con 419 presenze e 44 goal. In definitiva, un esponente illustre della storia bianconera. Che, domani, se la dovrà vedere con il Maestro, ma che in questo caso rappresenta puramente l'allievo:

"Da Conte ho imparato tanto, gli sono grato, mi ha insegnato tante cose e mi ha fatto venir voglia di fare l'allenatore. Ha un grande spessore anche umano, ma domani saremo avversari. Abbiamo due caratteri diversi, forse per questo siamo sempre andati d'accordo. Ci siamo sentiti a inizio campionato, restano grande stima e grande affetto. Ha fatto la storia della Juventus e mi ha dato tanto. Cerca di togliere pressioni sui suoi per metterla a noi ma vinciamo da nove anni ed è normale avere pressioni: anche loro sono stati costruiti per vincere lo scudetto, domani si affronteranno due squadre con la stessa ambizione".

Stima reciproca, dunque, all'insegna dell'ottimo rapporto instaurato nel capoluogo piemontese. Adesso, però, ecco la prova del nove per entrambi. Con Conte chiamato a riprendere confidenza con il successo dopo la sconfitta di Genova e il pareggio di Roma.

E con Pirlo proiettato a trovare il secondo successo ravvicinato a San Siro. Uno stadio che, in qualità di calciatore, lo ha visto assoluto protagonista. Eccome.

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