Infantino invoca leggi più dure negli stadi: "Bisogna fare come la Thatcher"

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Il metodo Thatcher contro i violenti e leggi più aspre: questa l'idea del presidente della FIFA Infantino per combattere la violenza nel calcio.

Nonostante sia già passata una settimana, gli strascichi di Inter-Napoli sono ancora d'attualità, soprattutto per quanto riguarda le questioni extra-campo. La morte del tifoso dell'Inter e gli ululati a Koulibaly hanno fatto il giro del mondo.

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All'interno del suo intervento ai Globe Soccer Awards, ha detto la sua anche il presidente della FIFA Gianni Infantino, il quale ha invocato leggi più dure per fermare la violenza nel calcio. Il modello, secondo l'ex segretario UEFA, deve essere quello seguito dalla Thatcher in Inghilterra contro gli hooligans.

"È inconcepibile che ancora si possa morire per una partita di calcio. Bisogna fare come fece la Thatcher in Inghilterra. Vanno cambiate le leggi, bisogna cercare le persone violente e farle uscire dal calcio. Non sono migliaia come si vuol far credere, neanche centinaia, ma decine e bisogna isolarle. Ci vuole la collaborazione delle autorità e delle società che in questo senso possono aiutare. Solo così si rompe il ciclo vizioso".

Infantino ha allargato il discorso anche al razzismo e incoraggiato il mondo del calcio a dare segnali concreti in maniera continuativa, cosa che ha già provato a fare all'interno della FIFA dopo la sua nomina a presidente.

"Il razzismo si combatte solo continuando a lavorare. La mia prima reazione da presidente della Fifa è stata tristezza, sdegno, e solidarietà al giocatore. Io stesso avevo proposto una donna senegalese come segretario generale della Fifa. Con degli atti concreti bisogna far passare un messaggio chiaro. E bisogna farlo in modo continuo".

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Segnali e atti concreti, ma anche toni più bassi. Infantino ha chiesto ai dirigenti e a tutti gli addetti ai lavori di smorzare la tensione.

"Questi atti vanno condannati con la massima severità, ma devono essere anche uno stimolo per i dirigenti del calcio ad abbassare un po' i toni, perché questa aggressività che c'è a giro è dovuta anche a toni non proprio consoni. Il calcio è un mondo aperto dove razzismo e violenza non devono avere spazio".

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