Il Torino mostra i muscoli: Baselli rinnova, Cairo trattiene Belotti

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Baselli ha prolungato il proprio contratto con il Torino: dal 2019 al 2022. E il patron dice: "Voglio Belotti motivato, ma non dubito che lo sia".

Se "la Roma non è un supermercato", come affermato dal ds Monchi durante la conferenza di presentazione di Di Francesco, fino a questo momento anche il Torino ha dimostrato di non esserlo. Un paio di addii per fine prestito, un acquisto pesante e un rinnovo altrettanto pesante: non male.

Gli addii illustri sono quelli di Joe Hart e Leandro Castan: impossibile riprenderseli da Manchester City e Roma. L'acquisto pesante è quello di Salvatore Sirigu, tornato in Italia dopo essere stato messo da parte dal PSG. E il rinnovo di lusso è quello firmato oggi da Daniele Baselli: un altro pezzo pregiato tolto dal mercato dalla dirigenza granata.

"Il Torino Football Club è lieto di comunicare di aver rinnovato il contratto per le prestazioni sportive del calciatore Daniele Baselli fino al 30 giugno 2022", ha annunciato il club sul proprio sito ufficiale. Il precedente vincolo del centrocampista sarebbe scaduto nel 2019.

E poi c'è Andrea Belotti. Uno dei grandi protagonisti non solo del calciomercato del Torino, non solo di quello italiano, ma di quello europeo e di conseguenza mondiale. La sua clausola per l'estero spaventerebbe chiunque, anche i più ricchi: 100 milioni. Senza contare che Urbano Cairo non ha per nulla intenzione di disfarsi del proprio simbolo.

"Una maxi offerta del Chelsea? Se ascoltiamo tutto quello che circola perdiamo la testa... - le parole del presidente granata a margine della presentazione dei palinsesti di La7 - Io so soltanto che Belotti è un nostro giocatore. Lo incontrerò per capire se è contento di rimanere da noi. Lo voglio motivato".

L'incognita maggiore è proprio questa: la motivazione di Belotti, assediato dalle sirene del mercato. "Stabiliremo un giorno per parlarne e oltre a quello non andremo. Ma non ho motivo di dubitare che rimanga". Perché il Torino, un Torino che sogna l'Europa, non vuol essere un supermercato.

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