Il Milan riparte da Bologna, Gattuso: “Atene deve essere una cicatrice“

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Il tecnico del Milan, Gattuso, parla alla vigilia della sfida di campionato con il Bologna: "Se non c'è rabbia raccogliamo meno di quanto dovremmo".

Messa da parte la delusione per la clamorosa eliminazione dall’Europa League, per il Milan è arrivato il momento di tornare a concentrarsi sul campionato. La compagine meneghina infatti, martedì sera sarà impegnata sul campo del Bologna nel posticipo della sedicesima giornata di Serie A.

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Rino Gattuso, parlando nella conferenza stampa di presentazione del match, ha spiegato: “Io alla squadra chiedo la stessa prestazione di Atene, anche se non voglio vedere gli errori commessi a livello di singoli. Abbiamo regalato la partita, in alcuni casi ci siamo addormentati. E’ vero che ci sono stati degli errori arbitrali, ma non possiamo attaccarci a questo. Se non c’è rabbia non siamo sul pezzo e alla fine raccogliamo meno di quanto seminato. E’ una cosa questa che ci succede da diverso tempo”.

Il tecnico rossonero ha difeso la sua squadra dalle recenti critiche: “Io non ho dubbi sulla professionalità di questo gruppo, i ragazzi meritano rispetto. Ogni giorno sento discorsi su chi viene venduto o su chi viene, io dico che i miei giocatori non si meritano questo. Io mi assumo tutte le responsabilità, Atene deve essere deve essere una cicatrice per noi e sempre guardandola dobbiamo ricordarci perchè l’abbiamo addosso. Adesso non possiamo perdere altre occasioni”.

Il Milan potrà contare sul recupero di alcuni elementi in difesa e a centrocampo: “Conti non possiamo considerarlo un vero rientro, lui è da noi già da un po’ di tempo. E’ pronto, va solo buttato nella mischia. Musacchio e Romagnoli li gestiremo con attenzione. Non possiamo scherzare con il polpaccio di Alessio, eviteremo ogni ricaduta. Domani vedremo se gioca. Mateo viene da un problema serio e, anche se sta bene fisicamente, non avremo fretta. Parliamo di due giocatori importanti per noi, non vogliamo perderli di nuovo”.

Alcuni hanno paragonato Atene ad una piccola Istanbul: “Ho visto gente piangere negli spogliatoi, questo per me è un segnale perchè in questo calcio non ci sono i valori di 20 anni fa. Sono rimasto colpito e per questo ribadisco che questo è un gruppo nel quale i valori umani sono notevoli. Non dobbiamo dimenticarci degli errori fatti e non dobbiamo pensare troppo, quello che dobbiamo fare è giocare con qualità perchè le prossime partite metteranno tanto in palio”.

Gattuso è tornato sulla prestazione di Atene: “Se prendi due goal dal Dudelange e arrivi a giocarti tutto all’ultima partita, vuol dire che qualcosa era già stato sbagliato in precedenza. La qualificazione ce la siamo giocata ad Atene, ma gli errori li abbiamo commessi nelle cinque partite precedenti. Il rammarico quindi non deve essere legato solo all’Olympiacos, anche se la partita era nelle nostre mani e stavano giocando nel modo corretto. In un ambiente come quello di Atene poteva succedere di tutto, ma questo perchè noi l’abbiamo permesso. Ci sarebbe bastato segnare nei primi 25’ visto che abbiamo avuto tante occasioni”.

Il Milan si appresta a sfidare il Bologna del grande ex Inzaghi, un tecnico dato da molti a rischio esonero: “Fa parte del nostro lavoro. Chi sceglie di fare l’allenatore sa che può essere mandato a casa, tutto dipende sempre dai risultati. Non posso dimenticare tutto quello che ho vissuto con lui, l’affetto e l’amicizia resteranno per sempre, ma domani entrambi ci giochiamo molto”.

Higuain non trova la via del goal da quasi due mesi: “Lui è il primo deluso per questa situazione, ma in questo momento prima ancora dei goal deve garantirci esperienza e carattere. Abbiamo bisogno della sua leadership. Si parla tanto di lui, ma sarà sempre così, non possiamo controllare tutto. Abbiamo parlato, gli ho detto che lo apprezzo ma che sappiamo che può fare qualcosa di più”.

Gattuso si è soffermato sulle tante voci di mercato: “Io non ho ancora parlato con la società, ma so che non possiamo fare molto a causa di alcuni vincoli. Posso solo dire che ho letto dei possibili addii di Higuain o Suso ed io questo dai diretti interessati non l’ho mai sentito dire. Se non arriverà nessuno non mi piangerò addosso. Il mancato arrivo di Ibrahimovic? Con lui non ho mai parlato. Io rispetto i  miei dirigenti e penso che ognuno debba fare il proprio mestiere. So che c’era questa possibilità, ma non sono deluso, perchè non era una cosa semplice. Se arriverà qualcuno bene, altrimenti a me vanno bene i miei”.

C’è chi parla di una panchina di Gattuso in bilico: “Fa parte del mio lavoro, anzi è meglio se rompete le scatole a me piuttosto che ai giocatori. Sono il il primo responsabile di tutto, potete sfogarmi su di me. E’ giusto che ci siano dei discorsi dopo un’eliminazione”.

Nelle ultime settimane Calhanoglu è parso in netto calo: “Io sono pronto a buttarmi nel fuoco per i miei ragazzi, quindi difendo lui come il resto della squadra. Devo solo capire se la sua è una stanchezza fisica o mentale. Nel primo caso andrà in panchina, nel secondo devo essere io ad aiutarlo”.

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Il Milan potrebbe avere nella Supercoppa Italiana un obiettivo per migliorare la sua stagione: “Noi dobbiamo pensare al Bologna, in Supercoppa molto dipenderà da come ci arriviamo. Domani però sarà importante capire come abbiamo reagito, alla partita con la Juve avremo poi tempo per pensarci”.

Infine ancora un accenno al cammino in Europa League: “E’ diverso leggere una partita di Serie A da una partita europea. In Europa non puoi concedere mai nulla, a noi invece spesso manca la malizia. Tendiamo a farci sorprendere, ci facciamo intimidire e questo fa la differenza”.

 

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