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Il Contropiede di LFM - E se De Sciglio fosse una truffa? Candreva invece...

12:50 CET 17/11/14
Mattia De Sciglio Italy Croatia
Ancora una prova insufficiente per Mattia De Sciglio: inizia a balenare il pensiero che, forse, l'etichetta di "nuovo Maldini" fosse un bluff.

  Luca Momblano
Corrispondente Goal Italia


Italia-Croazia è finita in parità con la palla sempre agli altri. Un risultato all'italiana, che fa comodo (per pensarla all'italiana), che comunque rimette la qualità media azzurra al centro del dibattito. L'autocritica della critica fa parte delle dinamiche del gioco, funziona così anche all'estero, e se poi mancano anche stelle da ammirare o frantumare (i Rivera, i Rossi, i Vialli, i Baggio, i Totti, i Del Piero, i Vieri) il tiro al bersaglio viene a tutti più naturale. In attesa che i campioni in erba diventino alberi su cui poggiare in vista dell'Europeo, siamo un po' tutti costretti a restare al lato pratico della cosa e quindi fermarci sui singoli nomi. Uno su tutti? Mattia De Sciglio.

Ecco, De Sciglio, l'uomo che s'è beccato come in pochi prima di lui l'etichetta di nuovo Maldini (a proposito: che fine ha fatto Davide Santon?), ammiratissimo da Carlo Ancelotti che vede in lui cose che il ragazzo non sta più facendo vedere, simbolo del presunto rinnovamento milanista che tarda ad arrivare. Diciamolo: tra i peggiori in campo contro i croati. Perché timido, insicuro, impreciso, costretto spesso ad inseguire. Il capo chino e il modo di stare in campo non aiutano nella sensazione di aver di fronte invece un calciatore con forte personalità. Ma lui è storicamente, per chi l'ha seguito nelle parabole giovanili rossonere, uno dei classici "comandanti silenziosi". Un giorno lo capiranno. E intanto gioca. Anche in Nazionale. A destra, a sinistra, basso o fluidificante, dimenticando che può fare il centrale esattamente come Matteo Darmian, che anzi è un centrale e anche questo un giorno tutti lo scopriranno.

De Sciglio è un bluff, un "truffa". Oggi viene da pensarlo. La soluzione è ripartire, non da zero, ma da conquiste che il ragazzo, un ragazzo d'oro, deve sentire di tornare a fare. È il metodo migliore per spazzare via le dicerie. Lo deve capire anche Antonio Conte, che intanto invece riscopre Antonio Candreva, unico calciatore alternativo a Cuadrado che lui avesse in mente per la sua possibile Juventus 4.0. Il laziale, uno che ha saputo ripartire dopo difficoltà e bocciature sull'asse Udine-Torino, è stato invece il migliore.

Non che una partita dica tutto, ma inizia Candreva inizia ad avvicinarsi al concetto di certezza che questa Nazionale ha bisogno per iniziare a superare i soliti tre nomi. Tornando poi alla qualità, il discorso non cambia: negli anni di Causio, Sala e Conti uno come Candreva poteva puntare alla nazionale olimpica come fuoriquota. Oggi, però, è meglio tenerselo stretto...

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