Iaquinta non ci sta: "La 'ndrangheta mi fa paura, io e mio padre siamo innocenti"

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Dopo la condanna in primo grado Vincenzo Iaquinta si sfoga: "Ai media interessiamo solo io e mio padre, ma siamo innocenti. La verità verrà fuori".

La condanna subita in primo grado nel processo 'Aemilia', il più grande di sempre sulle infiltrazioni della 'ndrangheta nel Nord Italia , non va proprio giù a Vincenzo Iaquinta .

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L'ex attaccante di Udinese e Juventus, intervistato da 'Le Iene' nella puntata che andrà in onda domenica sera, si sfoga: " Senza il sottoscritto e mio padre questo processo non sarebbe interessato a nessuno . Lo stiamo tenendo su noi, ai media interessa solo questo”.

"Sui giornali si parla solo di me e mio padre. Ci sono state 119 condanne, ma non le hanno nemmeno citate. Ci sono altri due gradi giudizio e la verità verrà fuori per forza" , continua Iaquinta per il quale è stata esclusa l'aggravante mafiosa ma è arrivata la condanna per aver ceduto delle armi regolarmente detenute al padre Giuseppe.

Iaquinta però non ha dubbi: "Sono sicuro al 100% dell’innocenza di mio padre. Credo nella giustizia e lotterò fino alla fine. A essere famosi ci sono i pro e i contro. I giornali mettono solo: due anni a Iaquinta per ’ndrangheta, maledizione! Solo sentire la parola ‘ndrangheta mi fa paura ”.

Infine l'ex attaccante, campione del mondo con l'Italia nel 2006, rivela un bruttissimo episodio: “Un giorno mi sono fermato al McDonald’s. Una signora che era alla cassa mi ha riconosciuto: ‘Ah, c’è Iaquinta’. E di là quello che lavava i piatti ha detto: ‘Ah, quel mafioso!’. E io c’avevo i bambini in macchina, vi rendete conto?”.

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