Notizie Risultati Live
Champions League

Goal Economy - Real Madrid-Napoli, il divario c'è: ma si sentirà?

11:50 CET 14/02/17
GFX REAL MADRID NAPOLI
Marco Bellinazzo de "Il sole-24 ore" analizza dal punto di vista finanziario le differenze tra Real Madrid e Napoli in vista di mercoledì sera.

Fatturati alla mano, è la sfida più impari degli ottavi di finale di Champions League . Due mondi a parte, quelli in cui si muovono Real Madrid e Napoli , l’una contro l’altra nel primo round ad eliminazione diretta della massima competizione continentale, dopo essersi incrociate trent’anni fa nella vecchia Coppa  dei Campioni. Allora prevalsero i Blancos di Emilio Butragueño detto « El Buitre » (« L'Avvoltoio » ).

Extra Time - Diletta Leotta in rosso incanta Sanremo

Quel Real aveva in campo il centravanti Hugo Sánchez e la cosiddetta Quinta del Buitre , i compagni di squadra dell’Avvoltoio, Míchel, Miguel Pardeza, Martín Vázquez e Manuel Sanchís. Ma il Napoli poteva permettersi di schierare, tra gli altri, Diego Armando Maradona e Careca .  La differenza economica, senza i soldi delle tv, e dato lo sviluppo ancora artigianale delle sponsorizzazioni, la faceva soprattutto il botteghino. E il divario tra il Santiago Bernabeu e il San Paolo da 80mila posti (prima del rifacimento per Italia ’90) era minima. 

Napoli, una sfida Real: il peso della storia

Trent’anni dopo invece si affrontano in gare di andata e ritorno il terzo club più ricco al mondo (alle spalle di Manchester United e Barcellona ) e il quinto club italiano. La distanza di introiti è siderale: poco meno di 480 milioni. Il Napoli, plusvalenze a parte, ha messo in cassa nella stagione 2015/16 una somma vicina ai 140 milioni. Il club di Florentino Perez, invece, ha sfondato per la prima volta la soglia dei seicento milioni con ricavi pari a 620,1 milioni.

Impietoso il paragone sulle diverse tipologie di introiti tra i due club, a partire dai cosiddetti matchday revenues : il botteghino vale circa 129 milioni per il Real, poco più dell'intero fatturato operativo del Napoli, che come ricavi da gare porta a casa appena 14,1 milioni. Un andamento riflesso dall'evidente svuotamento del San Paolo: da due anni l'impianto napoletano ospita in media meno di quarantamila spettatori a partita in campionato e nella stagione in corso la media è crollata a circa 31mila presenti nelle 12 partite fin qui disputate.

Mertens: esame da 9 al Bernabeu

Non va affatto meglio il paragone sul settore commerciale. Tra merchandising ufficiale, sponsorizzazioni e pubblicità il Napoli racimola solamente 28,3 milioni di euro. Tutt'altra storia per le merengues, che fanno di questo settore la principale fonte di ricavo: con 263,4 milioni messi a bilancio nell'ultimo esercizio, il peso sul fatturato operativo è del 42%. L’espansione fuori dall'Europa è il principale motivo di una tale ascesa, con effetti immediati ottenuti dai vari tour in Cina e Australia.


Nel 1987, la differenza economica tra Real Madrid e Napoli non era particolarmente significativa. Trent'anni dopo, il divario è siderale: circa 480 milioni di €


Sulla falsariga di quasi tutte le connazionali, il Napoli si appoggia principalmente ai ricavi televisivi per poter essere competitivo. Il 61,3% delle entrate del club azzurro è da attribuire alle tv (77,1 milioni di euro). Neppure in questo caso, però, il Napoli trova un asset con cui competere col Real in termini economici. Il club spagnolo si è assicurato al termine della stagione 2015/16 una cifra pari a 227,7 milioni di euro (140 nazionali e il resto derivante dalla vittoria in Champions, la seconda nelle ultime tre stagioni).

E mentre il Napoli naviga a vista affidandosi al Comune e a un prestito del Credito sportivo da 25 milioni per un maquillage dell’impianto di Fuorigrotta e tentando le prime incursioni nel mercato cinese, il Real ha da poco pianificato una ristrutturazione dello stadio da 400 milioni. Inoltre, i campioni d’Europa e del mondo in carica stanno per concludere altri affari milionari: Adidas ha offerto per il rinnovo della sponsorizzazione tecnica con il Real Madrid la cifra record  1,4 miliardi di euro in dieci anni (140 milioni all’anno);  e secondo la stampa spagnola il club madridista avrebbe già firmato un protocollo d'intesa con il fondo statunitense Providence Equity Partner per la vendita dei diritti di immagine in Internet dei prossimi 10 anni per 500 milioni di euro.

Inter, freccia a destra: tutto su Henrichs

A livello societario, dunque, non c’è gara (né ci sarà per almeno un decennio). Non resta che sperare nelle capacità tecniche della squadra di Maurizio Sarri. Nei "cento metri" delle gare di Coppa il gap della struttura economica può rivelarsi un dettaglio.  A differenza delle corse sulla lunga distanza in cui chi ha leve più lunghe è ineluttabilmente  avvantaggiato.