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Goal Economy - Modric, la strategia dell'Inter e la rabbia del Real Madrid

11:05 CEST 08/08/18
Luka Modric Real Madrid
Marco Bellinazzo de "Il sole-24 ore" analizza la strategia con cui l'Inter spera di ingaggiare Luka Modric restando nei limiti imposti dalla UEFA.

Il Real Madrid sarebbe pronto a denunciare l’Inter alla Uefa nella vicenda legata al possibile addio di Luka Modric. Il croato, 33 anni, Pallone d’oro del mondiale russo non fa mistero di volersi liberare dai Blancos e di avere una certa predilezione per i nerazzurri. A tal proposito, secondo il quotidiano El mundo deportivo, il Real Madrid sarebbe pronto a rivolgersi alla Uefa essendo l’Inter ancora sotto monitoraggio per il fair play finanziario.

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Modric ha una clausola da 750 milioni che potrebbe essere vanificata da un eventuale accordo tra il procuratore e Florentino Perez. Ma dopo la partenza di Cristiano Ronaldo il presidente dei Campioni d’Europa sembra poco propenso a liberare un altro big. Secondo El Mundo Deportivo, i dirigenti interisti vorrebbero acquisire Modric con una formula di convenienza, pagando subito 15 milioni per il prestito oneroso e 20 per il riscatto del cartellino.

Cifre che - secondo quanto scrive il giornale spagnolo – il Real Madrid considera assolutamente ridicole. Ma il quotidiano spagnolo offre un altro dettaglio interessante: Suning sarebbe intenzionata a ricoprire d’oro Modric attraverso sponsorizzazioni delle proprie aziende pur di portarlo a Milano. Una strategia, che sarebbe appunto vietata, perché considerata doping finanziario. Da qui l’idea di allertare Nyon.

Esattamente come stanno le cose? L’Inter è ancora parzialmente sotto monitoraggio della Uefa. Lo scorso giugno i giudici contabili di Nyon hanno accertato che il break even per la stagione 2016/2017 è stato raggiunto. L’Inter dovrebbe aver chiuso il bilancio al 30 giugno 2018 in pareggio grazie a plusvalenze per circa 45 milioni ottenute vendendo prevalentemente molti giovani della Primavera, una pratica che ha mietuto molti titoli in ambito nazionale.

Ma il settlement agreement firmato nel 2015 resterà in vigore fino a giugno 2019 per quanto riguarda “le restrizioni per la rosa delle competizioni europee a 22 giocatori, oltre alla necessità di mantenere un equilibrio tra i valori dei calciatori acquisiti e ceduti”. Questo è accaduto perché è stato infranto uno degli obblighi dell’accordo transattivo: nel bilancio del 2017 gli ammortamenti sono saliti da 49 a 83 milioni.

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Dal 1° luglio 2018 l’Inter per quanto concerne i risultati economici dovrà sottostare alle ordinarie regole del fair play finanziario e dunque potrà contemplare perdite nei limiti dei 30 milioni del triennio. L’aggravio dei costi per ingaggi e ammortamenti al di là di Modric dovrà essere compensato da un proporzionale incremento dei ricavi.

I ricavi nel 2017 rispetto al 2016 sono aumentati infatti del 33% e si attestano sui 320 milioni di euro. Al netto delle plusvalenze da calciomercato che hanno portato incassi per circa 40 milioni e dei “bonus” legati alla partecipazione al girone dell’Europa League (una quindicina di milioni complessivi) significa che il fatturato strutturale del club nerazzurro – diritti tv, stadio e area commerciale – è cresciuto di circa 60 milioni rispetto alla stagione 2015/16 quanto si era fermato a poco più di 200 milioni.

È questo l’”effetto” Suning. Considerata la partecipazione alla Champions nella prossima stagione, l’Inter potrà portare il fatturato strutturale nettamente sopra i 300 milioni. Un miglioramento che ne farà la vera antagonista dalla Juventus che viaggia “strutturalmente” sopra i 400. Questo non vuol dire che potrà fare pazzie per Modric e dovrà trovare formule per il cartellino e per l’ingaggio (15/20 milioni lordi a stagione) per ammorbidire l’impatto di una eventuale acquisizione del play croato.

Ecco allora che potrebbero essere messe in atto strategie commerciali da parte di Suning: proprio quelle che preoccupano Florentino Perez. È evidente che Suning non può immettere direttamente risorse nell’Inter per coprire l’operazione. Ma anzitutto può contribuire a incrementare le entrare commerciali del club con contratti di proprie società “correlate”. Questi contratti di sponsorizzazione sono stati e potranno essere molto utili per mettere benzina nel motore nerazzurro. Il Real Madrid può denunciarle l'Inter alla Uefa, ma i nerazzurri restano inattaccabili nel limiti del cosiddetto fair value. E al momento sembrano avere più un effettivo valore di mercato i contratti di sponsorizzazione “interni”  Suning-Inter rispetto a quelli, tanto per fare un esempio, Psg-Qatar.    



Ma probabilmente, a turbare i sonni di Florentino sono i contratti di sponsorizzazione commerciale individuale che Suning potrebbe garantire a Modric assoldandolo come proprio testimonal a livello internazionale. Per questi proventi potrebbero esserci le condizioni in Italia per applicare l’imposta forfettaria di 100mila euro all’anno. La stessa, introdotta dalla legge di Stabilità 2017, di cui beneficerà Cristiano Ronaldo.

Anche per Modric tutti i guadagni fatti all’estero (dividendi di società, proventi immobiliari o legati allo sfruttamento del diritto di immagine) anziché subire la tassazione standard, a cominciare da quella con aliquota al 43% per i redditi di persona fisica, possono essere liquidati al Fisco con la mini-tariffa. Si dovrà trattare però di pubblicità fatte all’estero, senza un collegamento con il territorio italiano, che al contrario farebbe scattare la tassazione normale.

Ma su questo, come per CR7, è facile immaginare che i consulenti chiariranno tutto preventivamente con l’agenzia delle Entrate per non incorrere in brutte sorprese come avvenuto in Spagna. Ma denunciando questa prassi alla Uefa Florentino potrà fare ben poco, visto che la legislazione fiscale resta nella sovranità nazionale. Verrebbe da dire per il calcio spagnolo ripensando alla “legge Beckham” e alla loro aliquota Irpef agevolata del 23% applicata negli anni Duemila, che chi di Fisco ferisce di Fisco rischia di perire.