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Serie A

Goal Economy - Milan-SES, cosa resterà dei 200 milioni?

10:38 CET 22/03/17
AC Milan Berlusconi
Marco Bellinazzo de "Il sole-24 ore" ci aggiorna sulla situazione attuale nella trattativa SES-Fininvest per il passaggio di proprietà del Milan.

Entro la fine di questa settimana Fininvest e controparte cinese (per ora è rimasto il solo Yonghong Li) sperano di avere le idee più chiare sul proprio futuro. Tra oggi e venerdì ogni giorno è buono per vedere comparire sui conti Fininvest il bonifico da 100 milioni della terza tranche di caparra promessa dal potenziale acquirente in cambio del posticipo del closing al 7 aprile.

Galliani forma una cordata per comprare il Milan?

È evidente che senza la certezza di avere nella propria disponibilità i restanti 220 milioni necessari a completare il pagamento da 520 milioni per il 99,9% del Milan, il Signor Li non metterà sul piatto altri soldi. Per cui se dovesse versare i 100 milioni quasi certamente vorrà dire che ha già in portafoglio anche la quota residua. Altrimenti saremmo nel campo della follia o di pratiche che poco hanno a che vedere con quelle finanziarie.


Se Li dovesse versare i 100 milioni, vorrà dire che ha già in portafoglio anche la quota residua. Altrimenti saremmo nel campo della follia o di pratiche che poco hanno a che vedere con quelle finanziarie


Dal punto di vista della Fininvest, impegnata nella battaglia con Vivendi e nella ricollocazione di Mediaset Premium in vista dei bandi sui diritti tv sul calcio europei e nazionali, veder passare il treno cinese senza costrutto potrebbe rivelarsi non proprio piacevole. I soldi dell’affare fanno comodo in tempi di tensioni commerciali e incertezze industriali. Tanto più che i 200 milioni già in cassa non sono un incasso “netto”.

Qualora per un qualsiasi motivo l’operazione dovesse saltare, infatti, Fininvest passerebbe all’incasso, ma anzitutto dovrebbe pagare le relative imposte. Tra Ires e Irap parliamo di un prelievo di quadi il 30% (chiaramente qualora la Fininvest chiudesse i conti in rosso, nonostante l’entrata straordinario da 200 milioni, non si materializzerebbe il presupposto reddituale per la tassazione). Dei restanti 140 milioni poi andrà senza dubbio decurtata la quota di finanziamenti concessi dalla Fininvest al Milan dal 5 agosto 2016 (data del contratto preliminare) ad oggi. Il club rossonero ha bruciato cassa per almeno 70 milioni di euro.


I 200 milioni già in cassa non sono un incasso “netto”: va tolto il 30% di tasse e la quota finanziamenti concessa da Fininvest al Milan dal 5 agosto 2016


Fininvest ha anticipato questa somma  per assicurare la continuità dell’attività aziendale dovendo poi essere ristorata dai cinesi subentranti in virtù della concessa cogestione. Qualora non si giungesse al closing tutto resterebbe a carico di Fininvest per cui il gruzzoletto delle caparre già pagate si assottiglierebbe a una settantina di milioni. Un bonus sufficiente ad andare avanti, a cose invariate, un altro anno. Non certo a rilanciare investimenti e a programmare un futuro di alto livello.

Futuro radioso che, rebus sic stantibus, neanche l’eventuale proprietà cinese sembra avere il patrimonio adeguato per garantire. Il Signor Li, in altri termini, potrebbe anche recuperare i finanziamenti per comprare il club, ma al momento non si capisce come e dove possa trovare i famigerati 350 milioni in tre anni da investire nella nuova società (senza dimenticare l’accollo dei 220 milioni di debiti rossoneri).