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Goal Economy - Milan e Sino Europe Sports, serve chiarezza

12:15 CET 30/11/16
Berlusconi Han Li Milan
Marco Bellinazzo de "Il sole-24 ore" ci fa il punto della situazione sulla trattativa, in perenne stallo per il passaggio del Milan al gruppo Sino-Europe Sports.

Il closing per la vendita del Milan fissato al 13 dicembre resta in bilico. Fra la fine di questa settimana e l'inizio della prossima sarà chiaro se i cinesi avranno bisogno di prorogare i termini per l’acquisto in coincidenza con l'assemblea dei soci del club convocata lo stesso giorno per ratificare il passaggio di proprietà del 99,9% delle quote. Il presidente Silvio Berlusconi, che ha esternato più volte sul closing in questi giorni nel corso del suo tour elettorale in vista del referendum, ha ribadito che la società rossonera è "già venduta" e che bisogna solo attendere le autorizzazioni del governo di Pechino per il trasferimento dei capitali.

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Qualora i cinesi di Sino-Europe Sports (Yonghong Li e Haixia Capital) dovessero formalizzare la richieste di un rinvio il closing potrebbe avvenire tra la fine di gennaio e l’inizio di febbraio. Il nodo da sciogliere in queste ore è legato però all’extra “caparra” che Fininvest chiede per concedere più tempo alla controparte, oltre ai 100 milioni di euro già versati dopo il preliminare.

La richiesta di Fininvest (che ieri ha incontrato Marco Fassone, l’ad in pectore del Milan), si aggirerebbe sui 100 milioni, oltre alla garanzia sulla disponibilità dei restanti 320 milioni concordati per il buon fine chiusura dell'operazione. Una cifra eccessiva per i cinesi che si fermerebbero alla metà, con l’impegno di rendere nota quanto prima la lista degli investitori che compongono la cordata. Si sta lavorando per trovare un’intesa, anche perchè al momento non ci sono altre trattative in piedi (Berlusconi non ha incontrato Mister Bee in visita in Italia nei giorni scorsi).

Sabato sera Sino-Europe Sports, che fino a pochi giorni fa aveva ribadito che il closing ci sarebbe stato il 13 dicembre, ha emesso una nota per ringraziare il presidente Berlusconi “per le sue parole e conferma il proprio forte impegno a concludere la trattativa nel più breve tempo possibile”.

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Dal 13 dicembre si passa ora al “più breve tempo possibile”, che non è dato sapere quando si riterrà esaurito. Un mese? Un mese e mezzo? La “scusa” ufficiale è legata al ritardo nella concessione da parte del Governo di Pechino delle autorizzazioni per l’esportazione dei 420 milioni di euro. Ritardo che risulta sempre meno credibile alla luce del fatto che dalla firma del preliminare, il 5 agosto, sono trascorsi ormai quattro mesi. E soprattutto perché la paventata rigidità del Governo nel rilasciare questi visti mal si concilia con un coinvolgimento diretto delle autorità politiche cinesi nell’operazione.

Dubbi. Tanti dubbi che si affastellano. E che imporrebbero una vera e definitiva disclosure sulla cessione del Milan. Nel bene dei tifosi, della credibilità del calcio italiano e delle istituzioni che lo governano. Il Milan non è solo un bene della Fininvest e di Silvio Berlusconi. Figc e Lega hanno il dovere di tutelarne la storia, il futuro e l’intera tifoseria, pretendendo finalmente chiarezza.