Goal Economy - Sky vince il ricorso contro Mediapro: e adesso?

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Marco Bellinazzo de "Il sole-24 ore" ci spiega le conseguenze dell'accoglimento da parte del Tribunale di Milano del ricorso di Sky contro Mediapro.

Bellinazzo

Al 19 agosto, quando si giocherà la prima giornata del campionato 2018/19, mancano quattro mesi. Sarebbe un diritto dei tifosi-abbonati sapere dove vedranno le partite della propria squadra del cuore nella prossima stagione. Ma così non è. Mai nella storia dei diritti tv si è giunti così in prossimità di un torneo senza avere certezze in proposito. Un altro primato di cui la Serie A si pregia e che rende bene l’idea di quale si la confusione sotto il cielo di Lega e Figc, istituzioni tuttora commissariate.


A quattro mesi dall'inizio della stagione 2018/19, gli abbonati-tifosi-spettatori ancora non sanno dove potranno vedere alla TV le partite della loro squadra del cuore


Sky ha infatti ottenuto dal Tribunale di Milano la sospensione d’urgenza del bando pubblicato da Mediapro alla vigilia di Pasqua fino al 4 maggio, quando i giudici si esprimeranno nel merito del ricorso. Ovviamente slittano i tempi per l'assegnazione dei diritti 2018/21. La scadenza del 21 aprile, data entro la quale si potevano presentare le offerte per acquistare i diritti tv da Mediapro, salta. Mentre la stessa Mediapro entro il 26 dovrebbe presentare alla Lega una fideiussione da 1,2 miliardi. Cosa faranno i catalani?

Sky Sport

Sky Italia in una nota ha fatto sapere che “prima di lanciare la propria offerta ha deciso di chiedere per vie legali al Tribunale di Milano una verifica dell’aderenza del bando di Mediapro alle leggi italiane, alla Legge Melandri e alle recenti indicazioni dell’Autorità della concorrenza. Il bando di Mediapro solleva così tante perplessità da rendere necessario verificarne la legalità prima di presentare importanti offerte. Sky intende continuare a garantire agli abbonati un prodotto di qualità, nella piena libertà e autonomia giornalistica e editoriale in un sistema non discriminatorio e di libera concorrenza fra gli operatori. La nostra volontà è di continuare a contribuire alla crescita del calcio italiano, per lanciare nei prossimi giorni una grande offerta economica che possa garantire il futuro dei club sportivi, oltreché la qualità, la creatività e l’autonomia editoriale e giornalistica, la competizione industriale, agendo, senza scorciatoie, sempre nel rispetto dei valori della libertà di mercato e di tutte le leggi".


Sky imputa a Mediapro soprattutto la proposta di pacchetti "chiavi in mano" di 270', dunque non solo strettamente legati alla copertura dei 90' dell'incontro


Sky imputa a Mediapro di voler gestire la raccolta pubblicitaria e soprattutto la parte editoriale offrendo pacchetti chiavi in mano da 270 minuti (di cui solo 90 legati ai match) e di non aver fissato nel bando i prezzi minimi. Per Mediapro “l’unico che sarà danneggiato è il calcio italiano, non crediamo che situazioni come questa siano buone per la sua immagine e stabilità".

Mediapro

Fatto sta che la battaglia legale in tribunale potrebbe essere solo all’inizio. Al netto di ricorsi e controricorsi che potrebbero impegnare in aule le parti per mesi, gli scenari che si aprono sono questi: il tribunale conferma la correttezza del bando di Mediapro e allora si dovrà fissare una nuova data per le offerte e verificarne la congruità; se il bando viceversa dovesse essere bocciato o l’asta andare deserta, la Lega potrà pretendere un nuovo bando da Mediapro ovvero decidere per il piano B del canale autonomo, a patto che i 20 club della Serie A siano tutti d’accordo.


Due scenari: il Tribunale dà via libera a Mediapro e si dovrà fissare una nuova data per le offerte, oppure il Tribunale boccia il bando e allora sarà necessario un nuovo bando, con la prospettiva concreta del canale autonomo della Lega Serie A


Anche in questo caso servirebbe però un bando per scegliere eventuali partner, perché l’assegnazione diretta di questo ruolo a Mediapro o ad altri sarebbe con ogni probabilità contestata da Sky in giudizio. Senza una regia imparziale le dispute in atto rischiano di trascinarsi ancora a lungo e quattro mesi potrebbero non bastare per definire tutto. Il rischio di un campionato senza tv cresce di giorno in giorno. E quello che appare come un incredibile paradosso potrebbe risolversi in una triste realtà per tutto il sistema tricolore. 

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