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Goal da bordocampo - 10 cose che non hai visto o sentito su Torino-Juventus

12:44 CET 03/11/19
Torino Juventus Serie A
Il derby Torino-Juventus raccontato dal bordocampista di DAZN Davide Bernardi: il mano di De Ligt, lo sfogo di Dybala e Bonucci contro i tifosi...

1.

Il Toro è nel momento più delicato da quando in panchina c'è Mazzarri. Il riscaldamento granata è figlio legittimo di quella tensione. Pochissime parole, sguardi bassi, concentrati. C'è n'è uno di viso che rompe la regolarità di quella tensione: SALVATORE SIRIGU. Lui si scalda da solo, sarà per quello. Tiri da vicino: li prende tutti, complimenti da Paolo di Sarno, il preparatore dei portieri. Sirigu gli si avvicina, pugno sulla spalla, è carico. Alti tiri, li prende tutti di nuovo, ma uno non lo blocca. Un urlo, animale e poi un pugno ancora, questa volta al pallone, che vola in cielo. Segue la logica del portiere che "quando hai i guanti, è sempre partita". La tua mente deve lavorare così, ogni pallone, anche in allenamento, è come se lo calciasse Ronaldo.

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2.

La squadra rientra. Tutta, tranne uno: Belotti. Va dalla parte opposta, si ferma sulla linea di fondo e io sono a due metri da lui. Mi guarda, ma non mi vede. Mani sui fianchi, la testa che guarda il cielo. Rimane così per due minuti buoni, non ha nessuno intorno, nessun compagno, nessun membro dello staff, solo lui. È un momento che si è preso per lui: prima di avere tutti gli occhi addosso, si ritaglia un minuto in cui il campo non lo deve condividere con altri 21.

3.

Sta per cominciare, ogni bimbo aspetta il suo giocatore. Ce n'è uno che mi prende l'attenzione. Dal momento in cui si mette in fila fuori dal tunnel, fin quando arriva il suo altissimo accompagnatore, Bonucci, guarda tutti i giocatori, anche quelli che andranno in panchina, a bocca aperta. La chiude solo per dire il loro nome, perché li conosce tutti. Il più sveglio però, quello che si prende il premio di migliore (per entrare) in campo è il bimbo che accompagna Dybala. È già fortunato, si è beccato il 10, ma ha di fianco Ronaldo. Finisce l'inno della Serie A, Dybala gli accarezza la testa, lui si gira, ma il 5 lo batte a Cristiano. Scusa Paulo, dovevo farlo.

4.

Nel seguire la partita, esistono allenatori d'insieme e allenatori di giocata. Ognuno allo stress reagisce in maniera diversa. Sarri è un allenatore di insieme, guarda la totalità del gioco, parla poco, mastica e prende appunti. Mazzarri no, lui commenta ogni singola giocata e fa domande, domande che pone a Frustalupi, il suo secondo, che spesso certe risposte non può averle. Tipo: "Ma perché Aina non sale? Perché non accompagna?". Anche dopo la rovesciata mancata di Belotti: "Ma perché non l'ha stoppata di petto? Se la stoppa e la mette giù..". Che poi a pensarci bene, davanti a una partita, c'è un po' di Mazzarri in ognuno di noi.

5.

A bordo campo ci sono anche Willie Peyote e Shade, rapper ogni giorno, tifosi pure. Willie è granata e dietro Mazzarri imita Mazzarri. Si sbraccia, si agita, pesta i piedi di fronte alle azioni della partita. Shade è più stile Juventus: mani in tasca, composto, mastica un po' nervoso una gomma, forse però lo sa che alla fine la vince. Due modi diversi di vivere la partita: Toro-Willie e Juve-Shade. AA BB. Rima baciata.

6.

De Ligt la prende di mano dentro l'area, brividi. Doveri lascia giocare, è rigore o no? Il Toro dice sì, la Juve dice no. Elementare Watson. Alla fine si lascia correre, per De Ligt è il quarto episodio in cui la palla finisce sulle sue braccia dentro l'area di rigore. Va detto: questa volta l'olandese fa di tutto per togliersi dalla traiettoria. Douglas Costa in panchina sorride e imita il verso di tagliarsi le braccia. Difende Matthijs o lo prende in giro? Spirito brasiliano: prendiamola sul ridere.

7.

30" alla fine del primo tempo. La Juve ha la palla e la fa girare, a fatica. Non trova la verticale come fa di solito. Cuadrado-Bentancur-Bonucci-De Ligt-De Sciglio. Ronaldo davanti chiede palla lunga. A giocarcela così l'ultima palla del primo tempo. De Sciglio è schermato, non si fida, torna da De Ligt e Doveri fischia la fine. Ronaldo agita le braccia e scuote la testa. "Ma giochiamola in avanti l'ultima no??!!!". Tutti in the box, no, tutti in the dressing room.

8.

Sostituzione: dentro Higuain, fuori Dybala. Staffetta. A Dybala non piace il cambio, voleva rimanere in campo - elementare again Watson - e magari giocarsela col tridentone. Scuote la testa un momento, esce dal campo, scuote ancora la testa, sfila a qualche metro da Sarri, va in panchina. Dybala non è contento, ma sa di avere mille occhi addosso. Indossa uno scalda collo che gli nasconde la bocca: anche in un momento così, con le pulsazioni a mille e la pentola del fastidio che bolle, sa che farsi sorprendere in un atteggiamento sbagliato farebbe evaporare un mese da migliore della Juventus.

9.

1' alla fine, pieno recupero. Doveri sta fischiando molto, i giocatori Juve portano a casa molti falli e alcune rimesse importanti per spezzare il gioco e perdere tempo. Vicino alla linea laterale capita Bonucci, che da capitano parla con Doveri. Dai distinti lì affianco il tifo granata rievoca la rimessa a proprio favore, Bonucci si gira. Penso ce l'abbia con la panchina aggiuntiva dello staff di Mazzarri, che è proprio lì. Invece no, ce l'ha col pubblico, risponde educato: "Ma come fa ad essere vostra? L'ha toccata Millico". Il pubblico rimane un momento spiazzato: "Ma parla con noi?". SI. Che assist: "Me**a! Co*****e!". Inevitabile Leo.

10.

Finita. La Juventus festeggia, il Toro no. I giocatori di Mazzarri reagiscono ognuno in maniera diversa. Sirigu, che non è capitano, ma è leader morale li tiene a centrocampo, in cerchio e tira le somme a caldissimo, quando ancora il vapore gli esce dalla bocca. Poi i giocatori rientrano, Belotti è quasi in lacrime, il Toro aveva bisogno di un pareggio, dopo una settimana piena di cose. Zaza, che nella Juve ci ha giocato e dopo l'errore nel derby l'anno scorso voleva togliersi un paio di sassolini, prende a calci tutto quel che gli capita a tiro. Dall'altra parte la Juve celebra l'ennesimo confronto vinto a Torino. De Ligt è in mezzo a Higuain e Ronaldo: il primo lo abbraccia, il secondo gli dà schiaffetti sulla nuca. Attento Cristiano, che da vicino, De Ligt è proprio grosso.