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Serie A

Gli inizi di João Pedro: dal flop al Palermo al Santos con Neymar

10:59 CEST 19/06/20
Joao Pedro Palermo
Oggi è un grande protagonista della Serie A con la maglia del Cagliari, ma l'inizio della carriera per João Pedro non è stato semplice...

In questa stagione, la migliore in assoluto della sua carriera, ha avuto un rendimento particolarmente elevato, e con 16 goal in 25 presenze di campionato ha trascinato il Cagliari nelle zone alte della classifica di Serie A fino a dicembre, prima del calo avuto dalla squadra di Maran, che ha condotto all'avvicendamento in panchina con Walter Zenga. João Pedro Geraldino dos Santos Galvão, per tutti  João Pedro , ha sfoggiato colpi da grande giocatore.

In grado di cambiare ritmo e di sfuggire alla marcatura con la sua velocità, si è rivelato particolarmente letale nelle conclusioni in porta, abile nei colpi di testa, nonché un affidabile rigorista. In poche parole un attaccante completo, in grado di svariare su tutto il fronte offensivo, sulla trequarti e all'occorrenza persino a centrocampo. Ma gli inizi della carriera non sono stati così semplici per il brasiliano di Ipatinga, che ha nel suo passato anche una deludente esperienza in Serie A con il Palermo , oltre ad una stagione nel Santos di Neymar .

I MONDIALI UNDER 17 E L'ATLETICO MINEIRO

Classe 1992, João Pedro si rivela come giovane talento nell'Academia dell' Atletico Mineiro . È così convocato nel Brasile Under 17 che disputa il Campionato Sudamericano di categoria in Cile. Di quella squadra, che viene tuttavia eliminata nella fase a gironi, facevano parte fra gli altri anche due futuri campioni come Neymar e Coutinho.

Dopo aver fatto tutta la trafila con le Giovanili del club, il futuro rossoblù passa in Prima Squadra nel 2010. L'esordio arriva a poco più di 18 anni, e in quell'anno colleziona in tutto 11 presenze nella Serie A brasiliana, oltre a 2 gare nella Coppa Sudamericana. Sufficienti per essere notato dal D.s. del Palermo Walter Sabatini, che in viaggio in Sudamerica in cerca di talenti, decide di portarlo in Italia.

JOÃO PEDRO AL PALERMO E IL DEBUTTO IN SERIE A

Sabatini convince il presidente rosanero Maurizio Zamparini a investire 5 milioni di euro sul giovane brasiliano, che firma con i siciliani un contratto quinquennale da 200 mila euro a stagione. Il vulcanico patron liquida l'operazione, ufficializzata il giorno prima della chiusura del calciomercato estivo, con poche parole.

"L'ho preso. Non ricordo il nome ma mi è costato un sacco di soldi".

João Pedro sceglie la maglia numero 7 e debutta con la Prima Squadra rosanero il 16 settembre in Europa League nella trasferta di Praga. Il brasiliano subentra a Nicola Rigoni a 12 minuti dal 90', in una gara difficile per i siciliani di Delio Rossi, che soccombono 3-2 contro lo Sparta nel primo impegno del Gruppo F.

Il 21 ottobre trova di nuovo spazio nel finale della sfida con il CSKA Mosca, vinta dai russi 3-0 al Barbera. Non riesce a mettersi in evidenza e viene giudicato ancora troppo acerbo per stare stabilmente in Prima Squadra. Così, anche per la difficile collocazione tattica, viene spesso aggregato da fuoriquota alla squadra Primavera dei rosanero . Qui trova la sua giornata di gloria nel Derby siciliano contro il Catania del 27 novembre 2010, quando realizza una tripletta e trascina i suoi al 4-2 finale sui rivali.

La crescita dimostrata induce Delio Rossi a richiamarlo in Prima Squadra. Così il brasiliano colleziona la sua 2ª presenza europea, la prima da titolare, contro il Losanna il 15 dicembre (1-0 per i rosanero in trasferta), venendo impiegato da esterno destro di centrocampo nel 3-5-2. Il 16 gennaio 2011 fa in tempo anche ad esordire in Serie A. Avversario, quasi un segno del destino, proprio quel Cagliari che qualche anno dopo rappresenterà la svolta della sua carriera.

João Pedro fa il suo ingresso in campo allo Stadio Sant'Elia davanti ai suoi futuri tifosi al 70' della ripresa, subentrando allo sloveno Ilicic. La gara termina 3-1 per i sardi, e il giovane rosanero non può sapere che da lì a poco dovrà salutare l'Italia. Ad appena 5 mesi dal suo acquisto, infatti, e dopo sole 4 presenze in Prima Squadra, il Palermo lo cede in prestito ai portoghesi del Vitoria Guimarães.

DAL PORTOGALLO ALL'ESPERIENZA AL SANTOS CON NEYMAR

Per João Pedro inizia un lungo peregrinare calcistico in giro per il mondo. Dopo poche gare nel massimo campionato portoghese, ad agosto del 2011 cambia ancora maglia, venendo ceduto in prestito dal Palermo agli uruguayani del  Peñarol . Qui il brasiliano inizia a trovare una sua identità, oltre ai primi goal da professionista, visto che chiude l'avventura in giallonero con 7 reti realizzate in 23 presenze complessive (15 in quello di apertura e 2 in quello di clausura).

"Fu un'esperienza pazzesca, bellissima. Giocavo in una della squadre più grandi del Mondo. In Uruguay, infatti, il 60% della Nazione tifa Peñarol, vivi intensamente ogni giorno e poi l'esperienza di giocare la Libertadores è fantastica" , ha ricordato di recente in un'intervista al 'Guerin Sportivo.  

Nonostante la crescita del ragazzo sia sotto gli occhi di tutti, il Palermo non vuole però più puntarci e arriva per lui la rescissione del contratto.

"A volte all'estero si pesca bene, altre volte male..." , dichiara laconicamente Sabatini dopo la separazione dal giocatore.

All'improvviso João Pedro, che aveva sognato di affermarsi in Serie A, si ritrovava così senza una squadra. Ma durante l'estate 2012 per il brasiliano di Ipatinga, grazie al Santos , si concretizza il ritorno a casa.

"Trovatomi libero firmo un contratto di 3 anni e mezzo con il Santos. Fu una grande gioia, visto il blasone della squadra e dei miei che mi vedevano tornare, anche se la distanza dalla mia città è di più di 500 chilometri" , ha raccontato João Pedro al 'Guerin Sportivo'.

Passato alla squadra che fu del grande Pelé, può nuovamente giocare a fianco a Neymar e ad altri grandi giocatori .

"Ritrovo Neymar, con cui avevo giocato nel Brasile Under 17, e di quella squadra, che ha appena vinto la Copa Libertadores, fa parte ancora Ganso. Personalmente avevo bisogno di tranquillità e tornare in Brasile mi rasserenava molto. Purtroppo durò solo un anno, perché molti andarono via e così feci anch'io...".

"Neymar è il più forte con cui ho lavorato. - ha assicurato in seguito in un'intervista a 'La Gazzetta dello Sport' -  Mi mandava in porta, ma non segnavo. La sua forza è l’umiltà, poi ha tecnica, velocita, è forte di testa, è completo. Sono stato a vederlo quando giocava a Barcellona e mi ha dato i biglietti. Ma non voglio disturbarlo, sono fatto così". 

L'ex Palermo, in un Santos molto competitivo, riesce a mettere insieme appena 10 presenze senza reti, ma quell'esperienza sarà per lui la base per il futuro successo in Europa. Così nel 2013, mentre il suo blasonato compagno di squadra si accasa al Barcellona, João Pedro firma con l'Estoril.

In Portogallo il brasiliano si sblocca, e i 10 goal complessivi in 45 presenze fanno da trampolino di lancio per il ritorno in Serie A. A fare l'affare è il Cagliari, che grazie all'abilità del D.s. Marroccu, se lo assicura scambiandolo con la meteora Cabrera nel settembre 2014.

In Sardegna, superati alcuni momenti difficili come la retrocessione in Serie B e la squalifica per il 'caso doping', João Pedro trova la sua identità e il suo ambiente ideale. Il resto è cronaca recente, con i 55 goal in 181 partite che lo collocano al 7° posto assoluto fra i bomber rossoblù di sempre, e che fanno intravedere un finale di carriera brillante e molto diverso dai suoi difficili inizi.