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Gary Lineker, 'Il gentiluomo del goal' che si esaltava ai Mondiali

08:32 CET 30/11/21
GFX Lineker
Capocannoniere di Messico '86, Lineker è uno dei migliori attaccanti inglesi della storia. Ha giocato con Leicester City, Everton, Barça e Tottenham.

Aveva classe, agilità, tecnica, fiuto del goal e un'intelligenza calcistica superiore alla media, che, unita ad una grande velocità sul breve e alla rapidità d'esecuzione, gli permetteva spesso di arrivare sulla palla prima dei difensori avversari e di essere un giocatore letale in area di rigore. Grazie a queste qualità è stato capace di realizzare la bellezza di 329 goal in 541 partite giocate fra squadre di club e Inghilterra, venendo universalmente riconosciuto come uno dei più forti attaccanti di sempre prodotti dal calcio inglese.

Ma la caratteristica che rendeva unico Gary Lineker rispetto a tutti gli altri era la sua sportività e correttezza in campo: mai una frase o un atteggiamento fuori posto, sempre rispettoso verso i suoi compagni, gli avversari e gli arbitri. Tanto che, pur avendo calcato i campi di tutto il Mondo per circa 15 anni, nella sua carriera l'attaccante inglese non è mai stato ammonito o espulso. 

L'ESPLOSIONE AL LEICESTER CITY 

Gary Winston Lineker nasce a Leicester il 30 novembre 1960. Mamma  Margaret Abbs e papà Berry gli danno anche il nome Winston in onore dello statista inglese Churchill. Suo papà gestisce un banco di frutta e verdura al mercato della città e Gary inizia a giocare a calcio con un club professionistico piuttosto tadi. I primi calci al pallone gli tira infatti con suo fratello maggiore a 10 anni alla Caldecote Road School a Braunstone Park, e si contraddistingue da subito come un attaccante piuttosto prolifico.

Poi prosegue gli studi  presso il City of Leicester College, a Downing Drive, nel distretto di Evington, restando sempre nella sua città natale, perché a differenza di altri istituti, gli permette di continuare a giocare a pallone. Inoltre  inizia a praticare diversi sport, fra cui il rugby e il cricket, disciplina che lo vede anche rappresentante della squadra della scuola come capitano. 

"Dagli 11 ai 16 anni - rivela in un'intervista a 'The Independent' - pensavo che avrei avuto più possibilità nel cricket che nel calcio".

Le cose invece per lui andranno diversamente da quanto pensava. A 15 anni, nel 1976, per Gary arriva infatti la chiamata del Leicester City, con cui inizia a giocare nelle Giovanili. Nel 1977 consegue il diploma di istruzione secondaria, ma alcuni dei suoi insegnanti non mancano di sottolineare nel giudizio finale sulla pagella che "si concentra troppo sul calcio" e che per questo "non si guadagnerebbe mai da vivere".

Le sue qualità calcistiche sono però importanti e dal 1978 Gary passa nella Prima squadra delle Foxes , diventando un calciatore professionista. Al Leicester resta 7 anni (4 di Second Division, 3 di First Division), fino al 1985, e il suo rendimento va di stagione in stagione crescendo. Nel 1981/82 diventa un titolare e segna 17 goal in Championship, 'esplosione definitiva arriva nel 1982-83, quando va a comporre una straordinaria coppia d'attacco con Alan Martin Smith.

Con 26 goal si laurea capocannoniere della Second Division e trascina il Leicester City in Prima Divisione. L'anno seguente, il suo primo da titolare nel massimo campionato inglese, si piazza subito 2° nella classifica dei bomber con 22 reti, preceduto soltanto da Ian Rush. Il percorso di Lineker con le Foxes si completa nel 1984-85, la sua miglior stagione con la squadra, la terza di fila in tandem con Smith, che lo vede autore di 24 goal e vincitore della classifica marcatori.

IL BOOM CON L'EVERTON

Ormai il nome di Lineker e sul taccuino di tutti i più importanti club inglesi e ad aggiudicarselo è l'Everton, campione d'Inghilterra in carica, che per portarlo nel Merseyside sborsa 800 mila sterline, poco meno di 900 mila euro attuali. Gary, dopo 103 goal in 216 partite con il Leicester City, con i Toffees vive quella che sarà la stagione più bella della sua carriera a livello personale. Vince il  Charity Shield  e segna 30 goal in First Division (con 3 triplette rifilate al Birmingham, al Manchester City e al Southampton), bissando il titolo di capocannoniere, pur non riuscendo a vincere il campionato: l'Everton infatti si piazza al 2° posto a 2 lunghezze di ritardo dal Liverpool.

Fra i Toffees e il successo si mettono di mezzo i cugini dei Reds anche per quanto riguarda l'FA Cup. Lineker e compagni arrivano infatti a giocarsi la finale proprio contro il Liverpool, e Gary porta in vantaggio la sua squadra nel confronto decisivo. Poi però il Liverpool rimonta e si aggiudica il Double. Lineker, che in totale segna nel suo anno da record ben 38 goal totali, va via dopo appena una stagione, dopo esser nominato 'Calciatore dell'anno'.

"Sono stato nel Merseyside solo per poco tempo, nove o 10 mesi in totale, - ricorda - ma personalmente è stato comunque un periodo felice, mentre professionalmente è stato uno dei periodi di maggior successo della mia carriera".

BOMBER DEI MONDIALI '86

Grazie alle ottime prestazioni a livello di club, Lineker già il 26 maggio 1984 aveva debuttato con l'Inghilterra nella partita amichevole contro la Scozia. Nelle Qualificazioni ai Mondiali '86 si mette in evidenza con una tripletta alla Turchia, che conferma la sua propensione a far goal a prescindere dalla maglia indossata. Per i Mondiali del 1986 il Ct. Bobby Robson non può fare a meno di convocare anche il capocannoniere degli ultimi due campionati inglesi. 

A Lineker è affidata la responsabilità dell'attacco dei Tre Leoni, e all'inizio gli viene affiancato come partner il centravanti del Milan, Mark Hateley. Ma la coppia non funziona e l'Inghilterra rischia una clamorosa eliminazione nel Gruppo F avendo perso la partita inaugurale con il Portogallo e pareggiato 0-0 la seconda sfida con il Marocco. Per la terza e decisiva gara contro la Polonia, Robson decide di cambiare: fuori Hateley, dentro al suo posto Peter Beardsley, attaccante del Newcastle.

E la musica in casa dei Tre Leoni cambia radicalmente: fra Lineker e Beardsley, infatti, si sviluppa subito una grande intesa e l'attaccante dell'Everton è l'assoluto protagonista della partita con la Polonia, cui rifila una bella tripletta. È solo l'inizio perché agli ottavi si ripete in stile Paolo Rossi di Spagna 1982 e fa doppietta al Paraguay (la terza rete la segna Beardsley). L'Inghilterra ha una rosa competitiva che può arrivare in fondo, ma i Tre Leoni hanno la sfortuna di incrociare sul loro cammino l'Argentina del più forte, Diego Armando Maradona nei quarti di finale.

Dopo un primo tempo tutto sommato equilibrato, a inizio ripresa, in 5 minuti, il Pibe de Oro segna prima il goal più discusso, la celebre 'Mano de Dios', quindi 'Il goal del secolo' saltando mezza Inghilterra prima di battere Shilton. Lineker, che gioca l'intero torneo con un gesso leggero all'avambraccio destro per una frattura (fatto che rende ancora più impressionante il suo rendimento) guida poi la riscossa dei Tre Leoni, ma non riesce a ribaltare l'esito della gara.

Il goal del 2-1 arriva all'80' ed è merito di una bella giocata del nuovo entrato John Barnes, che salta sulla sinistra due argentini e crossa al centro, dove Lineker schiaccia bene di testa, battendo Pumpido. I minuti finali sono combattuti ma il pareggio non arriva. 

La delusione è tanta, ma l'attaccante inglese, che porta sulle spalle il numero 10, può consolarsi con il titolo di capocannoniere di Messico '86, che conquista con 6 reti, realizzate tutte su azione, pur avendo giocato solo 5 partite. Precede Maradona (grande protagonista del torneo), Careca e Butragueño, che si fermano tutti a 5 goal, e viene premiato con la Scarpa d'Oro, primo e finora unico calciatore inglese ad essere insignito con questo riconoscimento.

IL BARCELLONA 'BRITANNICO'

Conclusi i Mondiali, Lineker può consolarsi con il trasferimento al Barcellona, che lo porta in Catalogna sborsando 2,8 milioni di sterline, oltre 3 milioni di euro per il suo cartellino.

La decisione matura nel giocatore dopo la squalifica delle formazioni inglesi dalle Coppe europee in seguito alla strage dell'Heysel.

Il club blaugrana, reduce dalla finale di Coppa dei Campioni persa contro lo Steaua Bucarest e allenato da Terry Venables, completa con il suo arrivo nel 1986/87 la composizione di un tridente tutto britannico con

il gallese Mark Hughes e lo scozzese Steve Archibald. 

Pur non essendo la squadra ancora all'altezza della grandezza di quella di metà anni Novanta e degli anni Duemila, Lineker segna 21 goal in 50 partite, di cui 20 nella Liga spagnola. L'annata è positiva per l'attaccante sul piano personale: la prestazione più bella è quella nel Clasico con i rivali del Real, deciso da una tripletta di Gary, ma la classifica marcatori va ad Hugo Sánchez con 34 reti e il Barcellona non vince nulla, piazzandosi 2° in campionato e uscendo ai quarti di finale sia in Coppa UEFA, sia in Copa del Rey.

Il 1987/88 è l'anno che regala a Gary il primo titolo in Spagna. L'attaccante inglese si separa dai suoi compagni britannici, il numero dei goal cala a 20 in 49 presenze ma in bacheca, dopo l'arrivo di Luís Aragonés in panchina, può freggiarsi della Copa del Rey, bissata l'anno seguente dalla Coppa delle Coppe, conquistata sotto la guida di Johan Cruijff superando in finale la Sampdoria.

Il 1988/89 è tuttavia una stagione piuttosto deludente per Lineker sotto il profilo personale, visto che le sue reti calano drasticamente a 11 complessive, anche perché Cruijff lo sacrifica come ala destra, e al termine della stagione l'attaccante di Leicester, dopo 52 reti in 137 presenze totali, decide di far ritorno in Inghilterra per rilanciare la sua carriera.

AL TOTTENHAM CON GAZZA

Alex Ferguson prova a portarlo al Manchester United per ricomporre la coppia da urlo con Mark Hughes, ma non ci riesce. Anche i club italiani provano a convincerlo a venire in Serie A, senza successo.  Gary firma infatti con il Tottenham, dove si trasferisce per un milione e 100 mila sterline (oltre un milione e 200 mila euro).  Molti si aspettano il declino definitivo del bomber di Messico '86, invece Lineker, che beneficia degli assist e delle giocate di classe del giovane 'Gazza' Gascoigne, rinasce.

Con 24 goal in 38 presenze, si laurea per la terza volta nella sua carriera Capocannoniere della First Division e porta i londinesi al 3° posto finale in campionato.  Con gli Spurs Gary gioca fino al 1991/92, continuando a segnare tante reti nonostante la squadra non sia all'altezza delle big del torneo. Si toglie la soddisfazione di vincere da protagonista l'FA Cup nel 1990/91, l'8ª in bacheca per il club.

In semifinale stende i rivali dell'Arsenal nel Derby con una doppietta, in finale con il Nottingham Forest dà il suo apporto alla squadra nel successo per 2-1 ma si vede annullare un goal molto dubbio per fuorigioco e parare un rigore dal portiere avversario Mark Crossley. 

IL 4° POSTO A ITALIA '90

Parallelamente continua per Lineker anche l'avventura con la Nazionale inglese, dove gioca sempre più spesso in coppia con John Barnes.  Nel 1987, contro la Spagna, realizza addirittura una storica quaterna al Bernabeu, portando i Tre Leoni a uno storico successo contro le Furie Rosse del suo rivale Butragueño. L'Inghilterra è tuttavia protagonista in negativo di Euro '88, torneo nel quale è eliminata nella fase a Gironi, ma si rifà con gli interessi ai Mondiali di Italia '90.

Il torneo iridato vede ancora una volta Lineker fra i protagonisti con 4 goal totali e i Tre Leoni conquistare un buon 4° posto. La prima rete arriva nella sfida del Sant'Elia di Cagliari contro l'Irlanda, terminata 1-1, gara che l'attaccante ricorda anche per un episodio imbarazzante che lo ha riguardato: l'attaccante ha infatti accusato un malore ed è costretto a defecare in campo.

"Durante l’intervello non mi ero sentito troppo bene. - racconterà  - Poi ho provato a entrare su un avversario, mi sono sforzato troppo, mi sono rilassato e… mhhhhhh! Ho avuto la fortuna che aveva piovuto e mi sono arrangiato per pulirmi, però è stato imbarazzante. C’è un video nel quale mi si vede steso sul campo come un cane che cerca di pulirsi. È stata l’esperienza più brutta della mia vita.  Dopo l’accaduto ho avuto tanta libertà di movimento come mai mi è capitato durante una partita, non ho mai visto i difensori marcarmi così da lontano!".

Superati i problemi intestinali, Lineker decide con una doppietta dal dischetto i quarti di finale contro il Camerun e segna con un bel diagonale  il provvisorio vantaggio dei Tre Leoni nella semifinale con la Germania Ovest. I tedeschi però pareggiano e ai rigori hanno la meglio sugli inglesi, tanto da far coniare all'attaccante di Leicester una celebre massima:

"Il calcio è un gioco semplice: 22 uomini rincorrono un pallone per 90 minuti, e alla fine la Germania vince".

La massima sarà cambiata dallo stesso Lineker nella parte finale dopo il flop tedesco di Russia 2018, con "e alla fine i tedeschi non vincono più" , così come dopo il 2-0 a Wembley nei quarti di Euro 2020 ("forse è ora di metterla via..." ha twittato ) ma per molti anni sarà considerata profondamente vera. Eliminata dalla Germania Ovest, l'Inghilterra deve accontentarsi della 4ª piazza dopo il k.o. nella finalina di Bari con l'Italia, ma Lineker diventa con 10 goal il giocatore inglese più prolifico nella fase finale dei Mondiali.

L'avventura in Nazionale si conclude per lui con la gestione di Graham Taylor, che non lo chiama più al termine dei deludenti Europei di Svezia del 1992, e una serie di 5 gare senza trovare il goal. La leggenda inglese chiude con 48 goal in 80 presenze, dopo aver realizzato una seconda quaterna in amichevole con la Malesia nel 1991  (unico giocatore a realizzarne due con la maglia dei Tre Leoni), fermandosi non senza rammarico a un solo passo dal record allora detenuto da Bobby Charlton e in seguito superato da Wayne Rooney.

In tal senso non prende bene la sostituzione decisa da Taylor ad Euro '92 nella terza gara contro la Svezia e rimpiangerà sempre un rigore fallito in amichevole contro il Brasile.

DAL GIAPPONE ALLA TELEVISIONE

Nel 1993 Lineker è uno dei primi giocatori europei a decidere di chiudere la propria carriera in Giappone. A soli 32 anni firma dunque con il Nagoya Grampus,  con cui colleziona in due stagioni 8 goal in 24 gare, prima di appendere definitivamente gli scarpini al chiodo e dedicarsi all'attività giornalistica. Dalla fine degli anni Novanta del secolo scorso conduce infatti il noto programma 'Match of the day' su 'BBC One', una sorta di Novantesimo minuto inglese dove vengono trasmesse, coadiuvato da Alan Hansen e Mark Lawrenson, le sintesi delle gare di Premier League.

Ma non mancano escursioni radiofoniche e sulla carta stampata, dove spesso ha scritto in qualità di opinionista. Già negli anni Ottanta aveva prestato il suo nome ad un popolare videogioco per computer a 8 bit, denominato 'Gary Lineker Hot Shot'. Rimasto sempre grande tifoso del Leicester City, è in disaccordo con la società quando nel 2015 assume come manager Claudio Ranieri, e arriva a promettere che condurrà in mutande il suo programma se le Foxes avessero vinto la Premier. 

Dovrà suo malgrado ricredersi a fine stagione, vista la straordinaria impresa compiuta dall'allenatore romano e dai suoi giocatori. Lineker, uomo di parola, nell'agosto 2016 si presenta in mutande, o meglio in calzoncini, a condurre il programma di cui è lo storico presentatore.

Nella vita privata è stato sposato due volte. Nel 1986 è convolato a nozze con la sua prima moglie Michelle Cockayne, da cui ha avuto 4 figli.  La coppia ha divorziato nel 2006, dopo 20 anni di unione, per volontà di Michelle. Nel 2009 Gary si è quindi sposato una seconda volta con Danielle Bux il 2 settembre 2009 a Ravello, in Italia. Il matrimonio in questo caso è durato poco più di 6 anni, con il divorzio nel 2016 perché l'ex calciatore non voleva avere altri figli.

Negli ultimi mesi Gary ha contribuito alla ricerca sul Coronavirus, staccando un assegno da 140 mila sterline (circa 156 mila euro) alla Croce rossa britannica. Da anni sostiene anche la lotta contro il cancro,  dopo che suo figlio George è sopravvissuto a una forma rara di leucemia.

Appreso della  morte di Diego Armando Maradona,  affianco a cui ha giocato in una gara con il  Resto del Mondo, nonostante in Inghilterra molti non abbiano mai perdonato al Diez il goal di mano del 1986, ha voluto esprimere un commosso pensiero di cordoglio per il campione argentino.

"Dall'Argentina riferiscono che Diego Armando Maradona è morto. È stato di gran lunga il miglior giocatore della mia generazione e probabilmente il più grande di tutti i tempi. - ha scritto su Twitter - Dopo una vita benedetta ma travagliata, spero che tu possa trovare un po' di conforto nelle mani di Dio".

Parole significative, quelle del bomber di Leicester, che fanno capire, ancora una volta, le qualità umane di Gary, considerato a ragione 'Il gentiluomo del goal'.