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Ligue 1

FUT Rising Stars - Giovani Lo Celso, sulle orme di Di Maria

12:42 CET 07/03/17
Lo Celso PSG
Andiamo alla scoperta dei migliori giovani del panorama calcistico con Fifa Ultimate Team: è il turno di Giovani Lo Celso, nuovo acquisto del PSG.

Difficilmente chi si mette in mostra a Rosario è destinato a un percorso di secondo piano nel calcio. Il Re per eccellenza del calcio moderno è nato lì: Lionel Messi, cresciuto nel Newell's Old Boys prima di spiccare voli altissimi a Barcellona. Anche Giovani Lo Celso è rosarino nel cuore e nel sangue. Anche se, prima di essere inserito dal PSG nella sua quasi infinita collezione di stelle, il piccolo mancino ha avuto il tempo di farsi notare nell'altra squadra della città: il Rosario Central.

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È lì che Lo Celso, 21 anni ad aprile, è nato e cresciuto. Portato da Jorge Griffa, storico scopritore rosarino nella cui Accademia ha mosso i primi passi veri nel mondo del calcio. Tifoso del Central, dopo aver vinto il campionato Riserve nel 2014 corona il sogno di esordire nella squadra del cuore il 19 luglio 2015: poco più di una decina di minuti nello 0-0 interno contro il Velez Sarsfield. E ben presto diventa imprescindibile per il Chacho Coudet, allenatore giovane ed eccentrico che, proprio come lui, è un tifoso canalla. Il Monito inizia a ingranare, a prendersi uno spazio sempre maggiore, e il 28 febbraio 2016 segna, nel 3-0 esterno al Colon, il suo primo goal con la prima squadra.

Le caratteristiche sono quelle dell' enganche puro, del trequartista in stile argentino da piazzare tra un centrocampo a tre e un attacco a due. Ma Lo Celso può essere impiegato anche in un 4-2-3-1, al centro o a sinistra. Baricentro basso, altezza ridotta (non arriva al metro e 80) e struttura fisica non eccezionale (una settantina di chili), Giovani ha le proprie armi migliori nell'imprevedibilità, nel dribbling e nel controdribbling, nell'elettricità che produce in ogni giocata. E in un sinistro che ricorda quello di un altro prodotto del Rosario Central: Angel Di Maria, fuoriclasse a cui il nostro non ha mai nascosto di ispirarsi. Il termine 'erede', spesso usato senza una base solida, in questo caso sembra essere particolarmente appropriato.

Anche perché i due si sono ritrovati al Paris Saint-Germain, che nell'agosto del 2015 ha acquistato Lo Celso sborsando la non indifferente - per un ventenne - cifra di 15 milioni di euro, e lasciandolo a Rosario per altri sei mesi. Il talento argentino piaceva anche alla Roma e in particolare a Walter Sabatini, noto conoscitore di quelle terre. Ma, in generale, mezza Europa si era mossa sulle sue tracce. Spinta anche, ma non solo, dalla convocazione per le Olimpiadi di Rio de Janeiro: tre presenze, le tre di una deludente Argentina, e immediato ritorno a casa.

A Parigi ha giocato solo in amichevole nella pausa invernale, ma intanto ha già mostrato di che pasta sia fatto, segnando con uno splendido cucchiaio in una partitella d'allenamento. La concorrenza spietata, la massiccia presenza di campioni, gli stanno per il momento impedendo di esplodere. Ma Lo Celso è convinto in cuor suo di aver fatto la scelta giusta, e non un triplo salto mortale. E la presenza del modello Di Maria, uno che "quando gioca, mi siedo a guardarlo", potrà aiutare a diventare qualcuno anche in Europa. Del resto, chi cresce a Rosario difficilmente fallisce.