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Champions League

Fu cacciato da 'La Masia', Icardi torna a Barcellona con la fascia al braccio

09:13 CEST 24/10/18
Mauro Icardi Barcelona
Mauro Icardi, cresciuto nel Barcellona ma mai riuscito a sposare la filosofia del club catalano, ritrova la squadra blaugrana da capitano dell'Inter.

“In guerra con i dirigenti del Barcellona ci sono entrato ben presto. E non ne sono più uscito fin quando non mi sono trasferito in Italia, alla Sampdoria. In Catalogna avevano voluto impormi di parlare anche la loro lingua, il catalano. E a me questa cosa dava molto fastidio. Il catalano è una specie di dialetto che parlano solo loro: un mix di spagnolo, italiano e francese. Io non volevo parlare questa lingua, perché non mi sarebbe servita in nessun’altra parte del mondo. In più, da noi allievi pretendevano un comportamento serio e responsabile, senza preoccuparsi minimamente delle nostre esigenze relazionali. Per loro dovevamo essere solo delle macchine da guerra, da perfezionare e modellare a loro piacimento per ottenere un solo risultato: la vittoria”.

Mauro Icardi racconta così, nell’autobiografia pubblicata due anni fa ("Sempre avanti"), il suo controverso rapporto col Barcellona, club che per primo ha creduto in lui ma non abbastanza per lanciarlo nel calcio vero.

Stasera Mauro Icardi calcherà per la prima volta in una gara ufficiale il terreno del Camp Nou, quello stadio che ha visto tante volte da vicino ma che mai ne ha ospitato le gesta. 

Eppure il Barcellona era stato appunto il primo club a comprendere il potenziale di quel giovane ragazzino nato a Rosario e cresciuto calcisticamente nell’Uniòn Deportiva Vecindario, piccolo club delle Canarie, dove la famiglia Icardi si era trasferita in seguito alla crisi economica che aveva colpito in quegli anni l’Argentina.

A ‘La Masia’, però, laddove il Barcellona forgiava e continua a forgiare tuttora i suoi talenti più puri, il giovane Maurito faticava a trovarsi a proprio agio. “I miei compagni erano come tanti soldatini telecomandati che obbedivano agli ordini dei capi, come soltanto uno stupido robot sa fare. Io invece pensavo co la mia testa e cercavo di reagire alle ingiustizie. Mi sentivo in gabbia, la sera sentivo il bisogno di trasgredire”. Come quella volta che organizzò una festa proprio a 'La Masia', decidendo di svuotare un estintore in camera.

E fu proprio quell’eccessiva attitudine alla trasgressione a segnare la fine del rapporto tra Mauro Icardi e il club catalano. “Scappavo quasi tutte le notti”, racconta ancora l’attaccante che, in seguito ad una ‘marachella’ un po’ più grave delle altre, fu allontanato da ‘La Masia’. “Al mio rientro non mi hanno più voluto. Il direttore mi ha trovato un posto letto in un appartamento abitato da altri giocatori delle giovanili del Barcellona più grandi di me”.

Alla fine fu la Sampdoria ad assicurarsi il talento argentino che adesso fa godere la tifoseria interista. E così, oggi per Mauro sarà la prima volta da protagonista sul terreno di gioco di quello stadio magico dove per anni ha sognato di correre e fare goal. Lo farà con addosso la fascia da capitano e poco importa se la casacca che indosserà non sarà più quella blaugrana. Quella ormai appartiene al suo passato, un passato che ha contribuito alla maturazione di quello che oggi è uno degli attaccanti più forti al Mondo.