Football Leaks, la Gestha chiede all'Agenzia delle Entrate di indagare su Ronaldo

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Prosegue il 'caso Cristiano Ronaldo' relativamente a Football Leaks: un sindacato dei funzionari del Ministero delle Finanze chiede vengano avviate indagini sul portoghese.

Prosegue la vicenda che vede il fuoriclasse del Real Madrid Cristiano Ronaldo sul banco degli accusati relativamente allo scandalo, scatenato dai documenti di 'Football Leaks', che riguarda i traffici off-shore di importanti protagonisti del calcio mondiale (il tutto nasce da documentazione pervenuta al giornale tedesco Der Spiegel), e che coinvolge, oltre a CR7, personaggi di primo piano come Josè Mourinho e, secondo quanto riportato dall'edizione dell'Espresso di domenica scorsa, anche club italiani del calibro di Juventus, Roma, Milan, Inter, Torino e Napoli, in particolar modo relativamente al cartellino di Juan Manuel Iturbe, alla gestione dei diritti di immagine di Gonzalo Higuain e alla gestione da parte di un fondo inglese del cartellino di Paulo Dybala ai tempi del Palermo.

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Nonostante la difesa operata dalla Gestifute, l'agenzia che ha la procura di Ronaldo, che sabato scorso attraverso un comunicato rimarcava la totale estraneità alle accuse da parte dell'attaccante portoghese che sarebbe invece perfettamente in regola coi suoi obblighi fiscali, oggi la 'Gestha', un sindacato dei funzionari del Ministero delle Finanze, ha diffuso una nota con la quale afferma di ritenere vi siano, fra i documenti dell'inchiesta Football Leaks pubblicati su 'El Mundo', sufficienti indizi perché vengano avviate indagini in merito su Cristiano Ronaldo e questo chiede formalmente all'Agenzia delle Entrate dello Stato.

"Inoltre - si legge fra l'altro nel comunicato della Gestha - i tecnici delle Finanze ritengono che il direttore dell'Agenzia delle Entrate debba spiegare quale siano i criteri secondo cui debbano essere o meno inviati alla Procura le grandi frodi di questi atleti, così come vengano rese note le conseguenze penali che potrebbero derivare dall'ordinare indagini per soli tre anni e non per più annualità".

Riguardo al particolare caso di Cristiano Ronaldo, l'Agenzia delle Entrate ha già aperto un procedimento ispettivo riguardante tre esercizi finanziari - 2011, 2012 e 2013 - nei quali avrebbe superato i 600 mila euro, oltre ad aver utilizzato società strumentali in paradisi fiscali, infrazioni per ciascuna delle quali è prevista la reclusione da due a sei anni, pena per la quale in caso di ammissione di colpa e pagamento delle somme presumibilmente evase è prevista la riduzione fino a 18 mesi di reclusione, evitando così l'entrata in carcere in quanto la pena sarebbe inferiore ai due anni di reclusione.

 

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