FIGC, Carlo Tavecchio si è dimesso: "Colpa di ambizioni e sciacallaggi politici"

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Getty Images
In un Consiglio Federale lampo, durato appena 15 minuti, Carlo Tavecchio si è dimesso da capo della FIGC, lasciando il tavolo.

E' durato soltanto dieci minuti il Consiglio Federale, tanto è bastato a Carlo Tavecchio per rassegnare le proprie dimissioni da numero uno della FIGC. Non è ancora chiaro quale sia stata la ragione principale per questa scelta, visto che l'ormai ex presidente non si era inizialmente presentato dimissionario questa mattina.

Secondo quanto riportato da 'Sky Sport', queste sarebbero state le parole di Tavecchio ai consiglieri: "Ambizioni e sciacallaggi politici ci hanno impedito di confrontarci sulle motivazioni dell'eliminazione, per questo mi dimetto".

Probabilmente è mancato l'appoggio di qualche consigliere federale che inizialmente era con Tavecchio: potrebbe essere o la Lega Dilettanti di Sibilia o l'AIA di Nicchi. Tavecchio ha comunque capito di essere rimasto quasi solo e che era inutile prolungare questo mandato.

Di certo il Consiglio Federale, iniziato alle 12.20, si è concluso dopo appena 15 minuti alle 12.35. "Le ambizioni e gli sciacallaggi politici hanno impedito di confrontarci sulle ragioni di questo risultato - avrebbe detto Tavecchio in Consiglio Federale - e ho preso atto del cambiamento di atteggiamento di alcuni di voi". Il presidente uscente ufficializzerà comunque la sua decisione e le sue motivazioni nella conferenza stampa convocata nel pomeriggio alle 14.30.

"Non vogliamo un uomo solo al comando, - ha spiegato l'ex numero uno della Federcalcio e vicepresidente UEFA Giancarlo Abete - Tavecchio ha preso atto di un cambio di scenario".

"L'atto di responsabilità è costruire un progetto condiviso, - ha spiegato invece il presidente dell'Assocalciatori Damiano Tommasi - per tornare a parlare di calcio, dando tempo alle Leghe di ricostruire gli ordini. Tavecchio ci ha comunicato le dimissioni, ha parlato solo lui e si è presentato con queste decisioni. Non ci ha permesso di parlare e di esprimere i nostri pareri". 

"Ieri ho sentito Allegri ed eravamo concordi di aspettare le Leghe. - ha detto Renzo Ulivieri, presidente dell'Assoallenatori - Poi sono state prese altre scelte, la nostra posizione di grande responsabilità era questa. Se c'è chi ha corso per appuntarsi una medaglia sul petto, è un errore".

"Tavecchio, come atto politico, aveva chiesto le dimissioni del Consiglio. - ha rivelato l'ex tecnico del Bologna - Io non le dò le dimissioni, se si fa tutti c'è il pericolo che arrivi Malagò. Tavecchio resta il presidente in carica per la gestione ordinaria, con tutti i consiglieri federali. Ci poteva essere il pericolo del commissariamento, una iattura".  

Come vi abbiamo raccontato in precedenza, le intenzioni di Carlo Tavecchio erano quelle di temporeggiare fino a dicembre, per poi chiedere il voto al suo nuovo programma quando ci sarebbero stati anche gli esponenti federali delle Leghe di A e B, che al momento sono commissariate.

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Adesso invece la situazione di è capovolta ed il calcio italiano vive ore di grande trasformazione, d'altronde era inevitabile dopo il disastro che ha visto protagonista la Nazionale italiana di calcio, uscendo sconfitta dallo spareggio Mondiale contro la Svezia. Le notizie sono comunque in costante aggiornamento.

Secondo quanto riporta 'Sky Sport', entro 90 giorni la FIGC indirà le elezioni presidenziali per eleggere il nuovo numero uno del calcio italiano. "Il presidente ideale? È da mesi, se non sa anni che diciamo che serve tornare a parlare di calcio. - ha commentato Tommasi - Se il presidente della FIGC posso farlo io?  Parliamo di progettualità; se siete così tanti attorno a me è perché abbiamo posizioni che speriamo possano esserci sbocchi a livello di presidenza. Io svolgo il mio lavoro in AIC per rappresentare i calciatori, mi auguro che con noi ci siano altri che abbiano a cuore il progetto sportivo".

Perplesso sull'ipotesi Tommasi si è espresso il numero uno degli allenatori, Renzo Ulivieri: "Tommasi? Questo periodo ha aperto un solco con l'AIC. Io non ho mai risposto alle dichiarazioni fatte per senso di rispetto ma qualcosa si è rotto. Dovremo vedere e valutare".

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