Ferencvaros-Juventus, il doppio ex Lanzafame: il debutto a Torino, top in Ungheria

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Lanzafame Juventus 2010
Dal grande sogno nato alla corte della Vecchia Signora, passando anche per le esperienze in Ungheria. Con, questa sera, il cuore diviso a metà.

Predestinato. Finito. Rinato. Tre fasi hanno accompagnato, fin qui, la carriera di Davide Lanzafame. Uno che, dal nulla, ha saputo arrivare alle giovanili della Juventus. Sognando in grande, diventando in grande. Ma con un errore, e che errore, non di poco conto: il coinvolgimento nell’ambito del processo sportivo al Calcioscommesse relativo al filone d’inchiesta Bari bis. 

Uno stop duro, ormai lontano, estinto con dignità e responsabilità. Proprio come ricordato dal diretto interessato intervistato da 'Goal' nel 2013:

" E’ un sistema sbagliato. Nel calderone sono finite alcune persone mentre altre ne sono rimaste fuori. Ma qui entrano in ballo anche vicende politiche, servirebbero ore ed ore per affrontare queste tematiche. Preferisco non commentare determinate situazioni. Io mi prendo le responsabilità di ciò che ho fatto. Ho sbagliato e ho pagato ".

Il passato è passato. Ora, attraverso qualità tecniche importanti, Lanzafame vive un'esperienza intrigante tra le fila dell'Adana Demirspor, fresco di primo lampo, nella seconda divisione turca. Dal 2016, ormai, l'Italia è un po' più lontana per Davide, che all'estero è riuscito a togliersi soddisfazioni importanti. Vedi, ad esempio, i campionati ungheresi vinti con l'Honved e il Ferencvaros.

Insomma, l'ex bianconero s'è rivelato un grande lusso per il campionato ungherese. Che, da vicino, ha potuto gustarsi le prodezze di un giocatore che - con il tempo - ha imparato a interpretare diligentemente svariati ruoli offensivi. Il tutto, e non è poco, vedendo spesso e volentieri la porta.

Lanzafame

Questa sera il Ferencvaros ospiterà la Juventus. Due squadre che sono rimaste nel cuore di Lanzafame, diviso dunque a metà nel tifo. Da una parte, a Budapest, 19 goal in 34 partite. Dall'altra, invece, i primi approcci con il mondo professionistico e, soprattutto, l'esordio con i grandi. Avvenuto in Serie B grazie a Didier Deschamps, che sulla linea verde ha sempre puntato senza remore.

" Con i “se” e con i “ma” nel calcio non si va avanti. Ognuno ha la propria storia, eventi, meriti e demeriti. Ho disputato delle annate positive e negative, questo è il calcio. Bisogna pensare sempre a ripartire, proiettando lo sguardo sistematicamente al futuro ”.

E Davide, questo concetto, lo ha capito perfettamente. Trovando al Ferencvaros un rendimento di livello sopraffino. Insomma, l'Ungheria ai piedi di un calciatore che - senza intoppi nel percorso - avrebbe potuto proporre tutt'altra carriera. Con un ruolo da protagonista, magari, proprio in Italia.

Anche perché gli sponsor di lusso non sono mancati, affatto. Da Deschamps che ha deciso di lanciare all'epoca un talento (assai) interessante. Passando per Antonio Conte che, ai tempi del Bari, sul piemontese ha fatto grande affidamento, tanto da concedergli un ruolo da assoluto protagonista.

Lanzafame Tuttosport

Come detto, quindi, cuore diviso a metà. Sullo sfondo due compagini che, seppur in maniera completamente differente, hanno segnato indelebilmente la carriera di Lanzafame. Fatta di alti, bassi, momenti bui e altri decisamente rosei.

Ora, a 33 anni, è tempo di bilanci. Ma senza perdere l'entusiasmo, mancato per qualche mese qua e là, ritrovato salutando il Belpaese. E, soprattutto, abbracciando culture differenti; nonché fondamentali - in questa storia - per far sì che un'anima perduta abbia avuto la forza di ritrovarsi. 

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