Felipe Anderson non esce dal tunnel: al Porto non gioca quasi mai

Felipe Anderson Porto
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Gran colpo del Porto, Felipe Anderson non è mai entrato nelle grazie di Conceição: "Bisogna correre". Fatale una serata storta contro lo Sporting.

6 ottobre 2020: Felipe Anderson lascia il West Ham e passa in prestito al Porto. E tutti pensano la stessa cosa: ragazzi, che colpaccio. Poi uno va a guardare le statistiche collezionate nei primi mesi in Portogallo e rimane basito: l'ex funambolo della Lazio, sostanzialmente, non gioca mai.

Com'è possibile? Domanda fondata: in Italia ci ricordiamo di Felipe Anderson come di un esterno incostante ma potenzialmente devastante, a volte pigro e svogliato ma imprendibile se in giornata giusta. Arrivato a Roma da semisconosciuto nel 2013, se n'è andato cinque anni più tardi al West Ham in cambio di 38 milioni di euro circa, record storico di spesa per gli Hammers, superato 12 mesi più tardi dai 40 spesi per Haller.

L'avventura in Premier League non si è risolta nel migliore dei modi per Felipe, che ha alternato guizzi a pause, non riuscendo a cambiare le sorti di un club da metà classifica. E così il matrimonio si è ben presto deteriorato. Fino alla decisione di separarsi, anche se solo in prestito.

Il problema è che pure al Porto, come detto, Felipe Anderson sta faticando enormemente a ritrovare la strada perduta. Basta dare un occhio ai numeri: appena quattro spezzoni di partita in campionato, solo uno nei gironi di Champions League (il 9 dicembre in casa dell'Olympiakos, a qualificazione già conquistata), più qualche comparsata nelle coppe. Poco, troppo poco.

La motivazione è principalmente una: Felipe proprio non riesce a entrare nelle grazie dell'allenatore, che altri non è che Sergio Conceição, come lui ex laziale ma per nulla intenerito dai trascorsi comuni a Roma. Il tecnico ha puntato e sta puntando su altri elementi per gli esterni: il Tecatito Corona, oppure il colombiano Luis Diaz, o ancora Otavio. Tutti maggiormente funzionali alla propria idea di calcio. Mentre Felipe Anderson parte dalle retrovie.

Felipe Anderson Porto

Certo, anche lui ci ha messo del suo. Per esempio: lo scorso 17 ottobre il Porto sta vincendo per 2-1 in casa dello Sporting, attuale capolista. In campo per l'ultima mezz'ora Felipe Anderson, che però perde il pallone che avvia l'azione del definitivo 2-2 di Luciano Vietto. E al termine della gara Conceição non ci vede più dalla rabbia:

"Il secondo goal dello Sporting riflette l'andamento della partita. Abbiamo avuto una mancanza di aggressività che non è normale. Qualcuno mi chiede perché faccia giocare sempre quelli che sono qui da molto tempo: ecco, questa è la risposta. Molti sottovalutano questo campionato, ma qui ci sono buoni giocatori e buoni allenatori. Bisogna correre. Chi non lo capisce non può stare nel nostro gruppo".

Il nome di Felipe Anderson non compare mai nello sfogo di Conceição, ma in Portogallo appare chiaro a tutti come il destinatario del messaggio sia lui. Un piccolo strappo che diventa sempre più ampio: l'allenatore non lo fa giocare nelle quattro partite seguenti, e qualche settimana più tardi la sorella del calciatore, Juliana Gomes, che ne ha appena assunto la procura, chiede e ottiene pubblicamente un incontro con la dirigenza del Porto:

"Vogliamo capire se possiamo far qualcosa per far sì che Felipe realizzi il più rapidamente possibile l'obiettivo per cui è venuto in Portogallo, ovvero giocare e aiutare il Porto. Come lo stesso Sergio Conceição ha chiarito pubblicamente, fino a questo momento Felipe Anderson non sta avendo molte opportunità di giocare esclusivamente per scelta dell'allenatore. Garantisco che sta lavorando con grande tenacia e che non ha avuto nessun tipo di problema personale con nessuno fuori dal campo".

Difficile, in questo modo, che un rapporto possa funzionare. E non è un caso che a gennaio si sia parlato con insistenza di un ritorno immediato in Premier League: non tanto al West Ham, ancora padrone del suo cartellino, quanto all'Everton, dove Felipe Anderson avrebbe colmato la possibile partenza di Bernard.

Alla fine non è accaduto nulla. Bernard è rimasto a Liverpool e il connazionale non si è mosso da Oporto. Dove, volente o nolente, sarà costretto a terminare l'annata. Negli scorsi mesi Conceição è andato di frasi di circostanza: "Fino a quando sarà qui conterò su di lui", "Fino alla fine della stagione è un giocatore del Porto", e via dicendo. I tifosi sono divisi: c'è chi lo considera inutile alla causa e chi dissente: "Se non gioca mai come può mostrare le proprie qualità?".

Intanto il Porto ha regolarmente mantenuto Felipe Anderson nella lista UEFA per la fase a eliminazione diretta di Champions League. A disposizione per la doppia sfida contro la Juventus, c'era anche l'ex laziale, che però in entrambe le gare coi bianconeri ha scaldato per l'ennesima volta la panchina senza trovare spazio nemmeno ai quarti contro il Chelsea. 'Desaparecido'.

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