Napoli aggrappato a mega-Mertens, centravanti per caso alla prova del Bernabeu

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Dries Mertens è diventato il punto di riferimento del Napoli a suon di goal: al Bernabeu l'esame definitivo da centravanti contro il Real Madrid.

"Se è più forte da attaccante centrale che da esterno? Se dovesse continuare su questi livelli, forse sì". Parole e musica di Maurizio Sarri, in un intervento televisivo al termine di Napoli-Genoa. L'oggetto delle valutazioni del tecnico azzurro non può che essere lui, quel Dries Mertens che da numero nove atipico (nella grafica sottostante i suoi numeri da punta centrale) sta vivendo una nuova e luminosissima fase della propria carriera.

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Da quarta scelta a eroe: sono serviti tre eventi concomitanti per avviare un esperimento che, partito come tale, si è rivelato più che azzeccato. La cessione, tra mille polemiche, del 'traditore' Higuain; il grave infortunio di Milik (protagonista di un'ottima partenza napoletana); l'inadeguatezza, per limiti caratteriali più che tecnico-tattici, di Gabbiadini; tutto ciò ha contribuito all'esplosione di un Mertens che nell'area avversaria ha dimostrato di trovarsi come nel giardinetto di casa.

Un esperimento, come detto, partito un po' per caso, in una serata di Champions al San Paolo contro il Besiktas, peraltro vittorioso per 3 a 2. Un'occasione sfruttata appieno da un Mertens stile Kurt Russell nel film 'Grosso guaio a Chinatown'. "Sei pronto?", deve avergli chiesto Sarri. "Io sono nato pronto", la replica, dimostrata con i fatti, da parte del belga che contro i turchi segna la rete del provvisorio 1-1 e si procura ben due rigori: uno sbagliato da Insigne e l'altro realizzato da Gabbiadini.

Era stata proprio la deludente prova fornita dall'attaccante bergamasco contro la Roma a spalancare le porte dell'area di rigore allo scalpitante Mertens, che raccoglierà poi i frutti di un altro segno del destino: l'espulsione rimediata a Crotone da un Gabbiadini fin troppo nervoso, espulsione che convincerà definitivamente Sarri a lanciare il belga nel ruolo di falso nove.

Falso per modo di dire, perchè l'attaccante di Lovanio, partita dopo partita, inizia a ricoprire le nuove mansioni in maniera sempre più convincente. Un'interpretazione personale e brillante del centravanti a tutto campo, quella fornita da un Mertens che, fatte le dovute proporzioni, sembra ispirarsi al Messi del primo Barcellona guardioliano: baricentro basso, accelerazioni improvvise ad attaccare la profondità ed anche un'insospettabile abilità nel difendere palla col corpo.

L'ex PSV segna anche contro l'Empoli al San Paolo, per poi accusare una lieve flessione. Nulla di preoccupante, un semplice calo atletico, del tutto fisiologico nell'arco di una stagione, come confermato a quel tempo da Sarri. La riesplosione di Mertens si verifica a Cagliari, dove l'imprendibile folletto delle Fiandre realizza una fragorosa tripletta.

PS stats Mertens centravanti

Un exploit bissato e addirittura migliorato nel turno successivo di campionato, in casa contro il Torino. Il nuovo idolo del San Paolo, l'inaspettato erede di Higuain, realizza ben quattro reti, di cui una di stampo maradoniano, con una palombella che è un'autentica carezza al pallone, una pennellata d'autore che fa risplendere d'azzurro il pomeriggio.

"Voleva crossare", dirà perfidamente il possessore del copyright, l'inimitabile Diego. Per una volta, però, un po' meno inimitabile, perchè quel pallonetto mertensiano è un'autentica opera d'arte e ricorda davvero alcune delle opere realizzate dal genio argentino. Il Mertens 'vero nove' ha aggiornato e arricchito a dismisura il proprio repertorio, già in origine tutt'altro che povero.

Segna di forza e di rapina a Firenze e si procura il rigore che porterà al definitivo 3-3, realizzato con freddezza da un Gabbiadini con le valigie in mano. A San Siro contro il Milan, dopo aver colpito anche contro Sampdoria e Pescara, il sempre ispirato Dries sforna due assist capolavoro: il primo con un no look alla Ronaldinho e il secondo con un esterno chirurgico.

Sempre in trasferta, al Dall'Ara di Bologna, dà vita ad un memorabile spettacolo 'a quattro piedi' assieme a capitan Hamsik: 3 goal a testa per lo slovacco e per un Mertens sempre più trascinatore. L'ennesima riprova arriva nell'ultima uscita del Napoli pre-Madrid, a Fuorigrotta contro il Genoa.

Il Nostro sonnecchia per un tempo, poi ad inizio ripresa decide di tagliare in due la difesa del Grifone inventando dal nulla entrambe le reti della vittoria. Le statistiche premiano alla grande il 'nuovo' Mertens. 15 gare (tra campionato e Champions) giocate dal 1' da punta centrale con 15 centri a corredo, con un'alta precisione nelle conclusioni: su 76 tiri totali ben 35 vengono scoccati verso lo specchio.

Lo scatenato belga può presentarsi al Santiago Bernabeu senza timori reverenziali, con la calma dei forti e il conforto dei numeri. Com'era quella storia sul giocatore da venti minuti?

 

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