E' morto il piccolo Bradley, baby-tifoso che ha commosso il calcio

Getty Images
Il piccolo Bradley non ce la fatta: affetto da un rara forma di neuroblastoma, il giovane tifoso del Sunderland e amico di Defoe è scomparso oggi.

Era stato lo stesso grande amico Jermain Defoe ad annunciarlo qualche giorno fa. Nonostante stesse lottando con tutte le forze, per il piccolo Bradley Lowery non c'era più nulla da fare: oggi il giovanissimo e sfortunato tifoso del Sunderland, di 6 anni, è scomparso.

"Il nostro piccolo eroe è volato in cielo con gli angeli, tra le braccia di mamma e papà, circondato dall’amore della sua famiglia" hanno scritto i genitori di Bradley su Facebook. "Era il nostro eroe. Ha provato a combattere la sua battaglia ma di uno come lui c'era bisogno da un’altra parte. Non ci sono parole per descrivere il nostro dolore. Grazie a tutti".

Affetto da una rara forma di neuroblastoma, Bradley era diventato un simbolo di speranza del calcio inglese, mascotte del Sunderland in cui ha militato Defoe fino allo scorso maggio. L'attaccante e il bambino avevano stretto una grande amicizia, tanto da vedere il piccolo in campo con il classe 1982 prima del fischio d'inizio nelle gare dell'Inghilterra e dei Black Cats.

Le condizioni di Bradley si sono aggregate a inizio luglio, visto e considerando il tumore in fase terminale già da tempo: nella conferenza stampa andata in scena giovedì in quel di Bournemouth, nuova squadra di Defoe, il giocatore inglese è scoppiato in lacrime, alla domanda sullo stato di salute del piccolo.

La storia di Bradley e Defoe ha commosso il mondo calcistico e non solo, basti pensare a quanto raccontato dall'attuale bomber del Bournemouth qualche tempo fa: una delegazione del Sunderland, comprendente Mannone, Larsson, O'Shea e lo stesso Defoe, andò a visitarlo in ospedale.

 

Bradley with @vito_mannone1 & @iamjermaindefoe @sunderlandafcofficial

Un post condiviso da Bradley Lowery Official (@bradleysfight) in data:

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Bradley si emozionò a tal punto nel vedere Defoe che chiede al giocatore di domire con lui nel letto dell'ospedale: "Mi ha messo addosso le coperte, voleva solo essere coccolato. Non voleva che andassi via, l’ho abbracciato e si è addormentato. Sua madre, scherzando, mi ha detto che sarei dovuto rimanere tutta la notte e allora le ho risposto Qualcuno chiami David Moyes e gli dica che non posso giocare nel weekend. E’ stato speciale".

Nella conferenza stampa di Bournemouth, Defoe non ha potuto trattenere le lacrime ricordando questo e altri episodi riguardanti Bradley: "Non potevo credere che fosse malato. Sprizzava energia da tutti i pori e la trasmetteva agli altri. Da quel momento tra noi, è nato un feeling particolare. Sono stato da lui pochi giorni fa, pensavo di essere preparato ma vederlo soffrire così è difficile".

"Bradley lotta, ma posso dire che purtroppo è una questione di giorni prima che la malattia abbia la meglio. Sono e siamo vicini alla famiglia e li aiuteremo ad andare avanti. Brad sarà nel mio cuore per tutta la vita. Ogni mattina mi sveglio e controllo il telefono pensando a lui e al suo amore e all’energia che gli ho visto negli occhi"

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