Dzeko spaventa la Roma: "Futuro? Ho contratto, ma adesso vedremo..."

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Dzeko: "A Roma sto bene, non rimpiango di non essere andato al Chelsea o a Milan nel 2009. Futuro? Ho due anni di contratto, ma vedremo...".

Tra i protagonisti della buona stagione disputata dalla Roma c'è stato sicuramente l'attaccante bosniaco Edin Dzeko, vero e proprio trascinatore dei giallorossi soprattutto in Champions League con ben 8 goal (16 in campionato).

Ai microfoni di Face Tv il giocatore ha parlato del suo mancato trasferimento al Chelsea: "Dopo essere stato al Manchester City, non ero pronto la scorsa estate a trasferirmi al Chelsea, così ho deciso di restare alla Roma. E' stato un periodo molto complicato dove come sempre sono state tirate in ballo tante cose false. Tante cose mi sono passate per la testa, non ero sicuro di niente in quel frangente".

E del suo futuro che, nonostante un contratto in scadenza nel giugno del 2020, potrebbe non essere in giallorosso: "Ora giocherò due partite con la nazionale bosniaca e successivamente vedremo quello che succederà. Ho altri due anni di contratto, quindi bisogna chiedere anche alla Roma".

Nonostante a Roma si trovi molto bene e non rimpianga al fatto la circostanza di non essere passato al Milan nel lontano 2009. "Quando giocavo con la maglia dello Zeljeznicar il mio sogno era quello di giocare nel Milan. Dopo aver vinto il titolo con il Wolfsburg sono stato molto vicino al Milan, ma la squadra tedesca non mi ha voluto lasciare andare. Ma per fortuna la mia carriera è comunque andata bene ed in questo momento sono molto contento a Roma".

Grande rammarico per non essere arrivato in finale di Champions contro il Real Madrid dopo quanto fatto contro il Barcellona e nella gara di ritorno contro il Liverpool. "Contro il Barcellona siamo stati super, in semifinale contro il Liverpool non siamo stati in grado di raggiungere la finale a causa della partita di andata giocata ad Anfield. Non siamo forse ancora consapevoli dell'occasione che abbiamo perso: segnare 6 goal in una semifinale e non riuscire ad andare in finale".

Chiusura dedicata alla sua infanzia, non del tutto facile avendo avuto a che fare con la guerra. "La mia vita e la mia carriera sono molto interessanti, potrei farne un film. Molti mi dicono di scrivere un'autobiografia, ma non credo che sia ancora il momento. Durante e dopo la guerra giravano molte storie sul mio conto, ma per fortuna i miei genitori sono stati sempre vicino a me.

Passare il periodo della guerra a Sarajevo non è stato facile, ma loro hanno sempre cercato di darci il massimo. Adesso quello che posso fare nella mia posizione è dare degli aiuti dal punto di vista umanitario. Non do la colpa a nessuno, queste storie mi hanno motivato maggiormente".

 

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