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Drenthe e il suo Real Madrid: “Lo scantinato di Robinho era un mini-night club”

11:47 CEST 22/05/19
Drenthe Real Madrid
Il centrocampista olandese, Royston Drenthe, ricorda il suo periodo al Real Madrid: “Andavamo nello scantinato di Robinho, fu dura andar via”.

Ad inizio anni 2000 era considerato uno dei più grandi talenti del calcio mondiale, la sua carriera però non è stata all’altezza delle aspettative. Royston Drenthe le qualità per sfondare le aveva tutte e non è un caso che appena 20enne fu acquistato dal Real Madrid, ma proprio nel corso della sua avventura in Blanco qualcosa iniziato a non andare per il verso giusto.

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Il centrocampista olandese, che la scorsa estate si è unito allo Sparta Rotterdam dopo circa un anno e mezzo di inattività, parlando a FourFourTwo, ha ricordato il suo approdo al Real.

“C’erano 16 club che mi volevano, avevo parlato sia con il presidente del Barcellona Laporta che con il direttore sportivo del Real Madrid Mijatovic e scelsi proprio il Real. Tutti mi offrivano contratti da cinque anni a condizioni più o meno simili, ma quando sono arrivati i Blancos ho presto la mia decisione definitiva”.

Il salto in un grandissimo club come il Real Madrid non ha rappresentato un problema ed anzi l’adattamento è stato piuttosto rapido.

“Guti con me è stato eccezionale, si è comportato benissimo e lui era l’’uomo’ del Real, una leggenda. Ho sviluppato un ottimo rapporto anche con Robinho poco dopo il mio arrivo. Lui aveva trasformato il suo scantinato in un mini-night club e noi spesso ci andavamo”.

In campo però le cose non sono andate propriamente per il meglio.

“Credevo di giocare molto e non c’erano motivi per lasciarmi fuori, decisero di puntare però su Marcelo probabilmente perché piaceva di più a Valdano. Mourinho di disse che mi avrebbe fatto giocare, ma poi il direttore sportivo scelse di mandarmi in prestito, pensavano che fosse la cosa migliore per me. A Madrid avevo tutto, anche la mia casa, fu difficile andare via. Molti club erano interessati a me, ma il Real era sempre nella mia testa”.