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Serie A

Dopo San Siro è gelo a Trigoria: a Totti non è andato giù lo sgarbo di Spalletti

09:32 CEST 09/05/17
Francesco Totti Roma
Il mancato ingresso nel finale di Milan-Roma è ritenuto da Totti un grave affronto da parte del tecnico giallorosso Spalletti, fra i due ora è gelo.

Era l'ultima sua partita a San Siro, la 'Scala del calcio', ma Francesco Totti l'ha dovuta passare tutta in panchina. Domenica sera, dopo l'omaggio concessogli dallo speaker dello stadio nel presentare la formazione giallorossa, anche i tifosi del Milan , al momento dell'ingresso in campo del numero dieci della Roma , era pronto a tributargli l'ovazione riservata ai grandi, riconoscimento dovuto a chi ha segnato un'epoca a prescindere dalla maglia indossata. Invece, anche quando sul 3-1 a favore dei giallorossi il momento per Totti sembrava fosse arrivato, Spalletti all'84' ha deciso di effettuare l'ultima sostituzione a sua disposizione mandando in campo Peres al posto di Dzeko.

Per Totti un rospo davvero duro da mandar giù e infatti gli è rimasto sul gozzo. Il calciatore non si è lasciato andare nelle dichiarazioni ai media, ma che fosse furente era evidente. Come riferisce poi 'Il Messaggero', durante il ritorno a Roma e il giorno dopo a Trigoria il gelo fra Totti e Spalletti era palpabile, col giocatore che ormai comunicherebbe solo con Domenichini, l'allenatore in seconda.

Per Totti è stato un affronto, tanto più che il tecnico nelle dichiarazioni del post-partita non ha risparmiato critiche al giocatore, facendo capire di non aver creduto al mal di schiena per il quale Totti si era rifiutato di andare in campo a Palermo ma anche di non ritenerlo più in grado di dare un contributo utile alla squadra, affermando che con lui in campo contro il Villarreal il gioco ha sofferto.

Totti in questa stagione ha disputato 837 minuti, fra campionato e coppe, mettendo a segno 3 goal e 7 assit. L'ultima partita da titolare risale al 21 settembre scorso, contro il Crotone. E con tutta probabilità rimarrà anche l'ultima della stagione, visto che a dar man forte a Spalletti ci ha pensato il presidente Pallotta. "La squadra viene sempre prima di tutto - ha dichiarato al Messaggero - L'allenatore ha fatto il cambio giusto, perché stiamo combattendo per l'accesso alla Champions. E se avesse messo Totti gli ultimi 5-6 minuti qualcuno avrebbe detto che non sarebbe stato rispettoso".

I compagni confortano Totti, ma fra lui e Spalletti c'è ormai un muro e con il numero dieci che, a meno di clamorose sorprese, dalla prossima stagione sarà un nuovo dirigente del club, per il tecnico il futuro sembra segnato e sarà lontano da Roma.