Di male in peggio per Guerrero: "Il suo contratto col Flamengo è sospeso"

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Il Flamengo prende posizione in merito alla vicenda doping che ha coinvolto il bomber Paolo Guerrero: "Il suo contratto è sospeso e non sarà pagato".

Si complica sempre più la situazione dell'attaccante peruviano Paolo Guerrero dopo la positività a un controllo antidoping lo scorso 6 ottobre. La FIFA lo ha squalificato per un anno, riducendo poi la sanzione a 6 mesi, ma ora prende posizione anche il suo club, il Flamengo, per bocca del vicepresidente Flavio Willeman in un'intervista al blog 'Ser Flamengo'.

"Il contratto di Guerrero - ha annunciato - è stato sospeso. Questo è previsto nella normativa e anche nel contratto. Dal canto suo il giocatore non sarà pagato dal club". Il Flamengo, spiega 'Marca', ha applicato la cosiddetta 'Legge Pelè', in quanto entrata in vigore quando O'Rey era ministro dello Sport nel 1998.

Tale norma prevede che "un club possa sospendere il contratto di lavoro di un proprio tesserato, venendo sollevato dall'onere del pagamento del suo stipendio durante questo periodo, se lo sportivo è stato sospeso per un periodo superiore ai 90 giorni conseguentemente a un'azione o a un evento di sua esclusiva responsabilità, non collegato all'attività professionale, secondo quanto previsto dal contratto".

Secondo Willeman, la decisione del Flamengo "è stata ben accolta da Guerrero perché giusta". Gli avvocati della punta stanno cercando di ottenere dalla FIFA l'annullamento della sanzione a suo carico, e in tal senso hanno fatto ricorso al TAS. Per il momento il giocatore si trova a Lima con la sua famiglia e non può allenarsi con i compagni. Se la situazione non dovesse cambiare, Guerrero, la cui squalifica di 6 mesi scadrà poco prima dell'inizio del torneo in Russia, rischia di non poter partecipare ai prossimi Mondiali con il Perù.

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