Di Francesco ha già mollato: "La Roma non è da Scudetto"

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Eusebio Di Francesco getta la spugna per il bersaglio grosso in campionato: "Per puntare allo Scudetto serviva un salto di qualità che non c'è stato".

Non solo il caso Nainggolan - prontamente fatto rientrare, "Radja sarà titolare contro l'Inter" - ma un bilancio complessivo sulla sua Roma in questa prima parte di stagione nelle parole rilasciate da Eusebio Di Francesco alla 'Gazzetta dello Sport', in occasione di 'Pitti Uomo' a Firenze.

"Fino a 20 giorni fa eravamo la squadra più in forma del campionato, adesso siamo in crisi. Non c’è equilibrio in questo calcio - premette il tecnico giallorosso, che poi tuttavia non nasconde i problemi della squadra - Certo, l’inizio della gara contro l’Atalanta non mi è piaciuta. Credo che il problema sia più psicologico che fisico. Ma sono convinto che torneremo presto ai livelli della vera Roma".

Livelli che però, ammette esplicitamente Di Francesco, non sono quelli massimi: "La Roma ha dimostrato di non essere da Scudetto, per puntare a questo grande obiettivo serviva un salto di qualità che ancora non c’è stato. Però non è tutto sbagliato. Non dimenticate che, da esempio, abbiamo ancora una gara da recuperare. Mi dà fastidio essere giudicato per i risultati ottenuti nelle ultime quattro giornate. Vorrei che la valutazione fosse più completa, che tenesse conto anche dei risultati che abbiamo ottenuto in Europa. Dobbiamo migliorare ancora, questo lo sappiamo. Ma abbiamo tutte le carte in regola per conquistare un posto nella prossima Champions League".

Obiettivo Champions dunque da ora in avanti, e nessun cambio tattico: "Il sistema vale molto meno dell’aspetto psicologico e parlarne è relativo. La Roma utilizza il 4-3-3 che fino a 20 giorni fa era un modulo perfetto, che ci dava molte soddisfazioni. Io non sono prigioniero di un modulo ma prima di cambiare rotta devo pensarci bene, bisogna credere in quello che si propone. Qualsiasi squadra avrebbe bisogno di tempo per digerire un nuovo assetto tattico. Per il momento lascio parlare la gente. A volte si parla tanto per parlare. Ora sta a noi superare questo momento...".

Parole banali anche sul mercato, sia in entrata che in uscita: "Non mi occupo di mercato. Io sono l’allenatore della Roma e da allenatore offro delle indicazioni tecniche a Monchi, che è il mio interlocutore. È prematuro dire cosa decideranno, ma penso che potrebbero esserci degli avvicendamenti... Chi non è felice di stare alla Roma è normale che chieda di andarsene. Però fino a qualche settimana fa tutti erano contenti. Badelj? Un buon elemento. Ma la Roma a centrocampo ha ottimi giocatori, anche se qualcuno di loro non ha ancora reso al meglio. Schick? Ha potenzialità importanti, diamogli tempo. Roma è solita costruire e distruggere grandi giocatori. Schick va aspettato...".

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