De Rossi rivive la sua storia azzurra: “Rigiocherei la finale di Kiev”

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Daniele De Rossi ripercorre la sua avventura in Nazionale. Guardandosi indietro il romanista rigiocherebbe la finale di Euro 2012: "Eravamo stanchissimi".

Daniele De Rossi e l'Italia. Un rapporto con tanti alti e pochi bassi, con un traguardo di grande prestigio in arrivo: le 100 partite in azzurro. Il centrocampista della Roma, ai microfoni di 'UEFA.com', ripercorre la sua lunga avventura in Nazionale, toccando anche dei tasti dolorosi.

Il capitolo dei rimpianti, ad esempio, è abbastanza corposo. Se potesse rigiocare una partita, De Rossi sceglierebbe "la finale contro la Spagna a Kiev. Eravamo una squadra forte e avevamo giocato sempre a pari livello contro la Spagna, quella partita non ce la siamo giocata come potevamo e come dovevamo. Eravamo stanchissimi fisicamente in parecchi. E’ un grosso rammarico non aver potuto fare l’accoppiata Mondiale-Europeo".

Il futuro dell'Italia, però, è roseo, a giudizio di un ottimista De Rossi: "L’Italia è sempre competitiva a livello europeo. Iniziare un Europeo dicendo che l’Italia non è competitiva significherebbe davvero aver fatto un disastro durante le qualificazioni. Però credo che questo progetto nuovo stia mettendo le basi per fare qualcosa di importante".

Con l'avvento di Conte, secondo De Rossi, in azzurro si respira "un'aria nuova, come succede quasi sempre quando si cambia allenatore. Conte è un grande lavoratore. Si fatica molto sul campo ma poi hai dei ritorni sia a livello tattico che a livello di approccio. Lui non è uno che dice una cosa e poi ne fa un’altra. Questo per un giocatore, ma penso per un uomo in generale, è una cosa molto importante".

Domani l'attesa sfida con la Croazia, a bottino pieno nel girone di qualificazione a Euro 2016 come l'Italia: "E’ una squadra fortissima - si dice sicuro De Rossi - Anche loro al Mondiale sono usciti male secondo me. Erano i favoriti dopo il Brasile nel girone. Avranno anche loro una grande voglia di riscatto. Stanno facendo grandissime cose". Un avversario in particolare lo preoccupa, ed è l'interista Kovacic: "Nel nostro ruolo è il più forte che c’è in Italia in questo momento". 

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Le emozioni della centesima azzurra si annunciano speciali per De Rossi: "Durante la partita sarò molto tranquillo perché cambia poco tra 99 e 100. Però credo che siano cose che apprezzerò moltissimo quando sarò più grande. Vedere questo numero, che spero non sarà 100 ma più grande, mi farà effetto. E’ qualcosa che rimarrà. Vedo i nomi che ci sono sulla famosa bacheca di Coverciano. I record-men di presenze e di goal, nomi di giocatori del 1938. Si resta su questa bacheca, si resta nella storia dell’Italia. Non è una cosa da tutti".

La gara più bella vissuta in Nazionale è di quelle da incorniciare per tutti i tifosi italiani: "Il 9 luglio del 2006. A Berlino. Sono entrato dopo 55/60 minuti - ricorda De Rossi - e ho comunque giocato un’ora e passa della finale di Coppa del Mondo. Anche mettere il piede in campo per un minuto in quella partita sarebbe stato quello che tutti i giocatori sognano da inizio a fine carriera. Io ho avuto l’opportunità di farlo per un’ora confrontandomi con i giocatori più forti che c’erano al mondo. Di segnare il rigore e vincere questa coppa che ancora adesso rappresenta un marchio che ci portiamo dietro".

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