Dani Alves e la ricetta per battere il Real Madrid: "Non serve un c***o"

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Dani Alves non crede che per battere il Real Madrid la Juventus debba assumere un determinato atteggiamento, ma semplicemente puntare sul collettivo.

Il suo apporto nella stagione della Juventus   è stato decisivo soprattutto in Champions League, competizione che d'altronde Dani Alves conosce benissimo per averla già vinta tre volte col Barcellona.

Ecco forse perchè alla vigilia della finale contro il Real Madrid , prima ancora di parlare in conferenza stampa, il brasiliano rilascia due dichiarazioni a ' Mediaset Premium: "Cosa serve per vincere partite come queste? Un c***o, Bisogna solo giocare bene quel giorno, non serve il passato. Non serve a niente".

Quindi ha inizio la conferenza insieme al tecnico Allegri e al capitano Buffon: " Sarà una cosa speciale per me giocare una finale con questi grandissimi giocatori, davanti a tutto il mondo. È un onore essere qui, dobbiamo sfruttare questo momento e fare in modo che questa sia per noi una serata speciale".

Per l'esterno non sarà un'emozione nuova: "Non mi sento speciale per il fatto di essere di nuovo in finale. I momenti sono speciali per il fatto di essere vissuti. Sono soddisfatti perché la vita mi ha dato modo di essere di nuovo qui, per tentare di inseguire un sogno che temevo di non poter più vivere. Vengo qui per vincere".

C'è un pensiero anche per il compagno di reparto Buffon : " Non penso che la Champions cambi qualcosa nella carriera di Buffon, ma sicuramente gli darebbe qualcosa in più. Voglio vivere ogni momento attraverso il lavoro, l’abnegazione, per realizzare questo sogno bisogna spingere ancora di più, siamo molto vicini a trasformare in realtà questo sogno e a entrare nella storia di questo sport. Sicuramente sarebbe bello fare questo regalo a Buffon, ma anche a me stesso. Dobbiamo cercare di fare tutto il possibile per riuscirci”.

L'esperienza ormai maturata permette a Dani Alves di affrontare partite di tale importanza con la giusta tranquillità: "Io dormo benissimo come tutti i giorni, quello che consiglio loro è che dormano perché la sera bisogna lavorare sodo. Non sono nessuno per insegnare qualcosa a qualcuno, tantomeno a persone di grande esperienza nel calcio come i miei compagni di squadra, persone che hanno vinto trofei importanti nella loro vita".

L'umiltà non gli manca di certo: "Io sono un eterno apprendista, sono un principiante, cerco di imparare tanto dai miei colleghi. Credo che questa sia la forza del nostro gruppo. Condividiamo le nostre esperienze, il nostro vissuto e questo ci ha convinti che esiste solo una strada da percorrere, mettere in comune le nostre forze per portare a casa il risultato".

Per il brasiliano la carta vincente della Juventus è il collettivo: "Siamo una squadra che ha come maggior dote la forza collettiva, di squadra. Deve essere maggiore di quella dell’avversario, è questa la nostra maggiore chance di portare a casa la vittoria".

Qualora domani la Juventus riuscisse a battere il Real Madrid, Dani Alves diventerebbe il primo giocatore a vincere tre triplete: "Sono cose che servono per le statistiche, quando si analizzano le traiettorie e le statistiche delle carriere, ma per me non serve molto pensarci. È importante fare qualcosa di nuovo ogni giorno, io non penso a queste cose, se vinco domani non penserò che sono un giocatore che ha vinto tre Triplete".

"Il nostro obiettivo è più grande di tutto questo - ha precisato il giocatore - Non sono una persona che vive pensando a se stessa. Se le persone che mi stanno vicine stanno bene, sto bene anche io. Conta la squadra e conta essere all’altezza del livello dei miei compagni, che loro stiano sempre meglio e che siano più bravi. Questa è la sfida principale della mia vita. Io ho accettato per questo la sfida di venire a giocare nella Juve e di entrare in una squadra di grandi professionisti. Non bisogna pensare a queste cose per non avere gli incubi. Sogniamo e poi in campo facciamo quello che serve per portare a casa il risultato. Dobbiamo giocare per vincere e per festeggiare con i tifosi, rispettiamo l’avversario per la sua storia, ma senza paura".

Dani Alves ci tiene a vendicare la finale persa dai bianconeri negli anni '90 proprio contro il Real: "Vincere contro di loro anche con la Juventus sarebbe la ciliegina sulla torta. Loro sono una squadra fortissima, ma non sono necessariamente i favoriti. Non è uno scontro Dani Alves-Real Madrid, ma Juventus-Real Madrid, due squadre solide e forti. Vogliamo arrivare alla fine del viaggio, la Juventus ha vinto l’ultima volta 20 anni fa, nel ’98 si dice che il gol di Mijatovic sia in fuorigioco, quindi ci sta che ci sia voglia di riscatto. Proveremo a giocare senza paura, rispettando l’avversario, senza paura del pedigree dell’avversario, né del loro palmares. Cercheremo di agguantare la coppa, giocheremo con energia".

Il brasiliano 'sdramatizza' sulla sua carta d'identità: "Tutte le domande sono focalizzate sull’età, ma noi siamo dei giovanotti e non siamo focalizzati sull’età. Dobbiamo affrontare questo momento con allegria, non dobbiamo sentire troppo la pressione. Non si vince con la foga, ma con altre qualità, sappiamo che è una partita speciale ma non dobbiamo cambiare il nostro atteggiamento che ci ha portato qui a Cardiff".

"Dobbiamo lottare, mantenere la maglietta sudata al massimo, sarebbe il coronamento di un grande sforzo durato un anno intero. Dobbiamo fare le cose bene come squadra, l’unica motivazione extra è quella del presidente, che sarebbe felice di sfilare con la Coppa. Questo sarebbe un motivo extra, speriamo di portarla a casa per lui e che possa sfilare con un cavallino rosso” , ha infine concluso il calciatore.

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