Da Cubillas a Farfan, il Perù sogna: ai Mondiali 36 anni dopo l'ultima volta

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ERNESTO BENAVIDES
Battendo la Nuova Zelanda nello spareggio intercontinentale, il Perù torna ai Mondiali e punta in alto: l'ultima volta fu nel 1982.

I goal di Jefferson Farfan e Christian Ramos nella ribollente cornice dello Stadio Nacional di Lima hanno regalato al Perù del Ct Gareca lo scorso 16 novembre la quinta storica qualificazione ai Mondiali della sua storia calcistica, ponendo fine a una lunga assenza e mandando in delirio un intero popolo, pronto a festeggiare un risultato che attendeva ormai da tanto tempo.

2017-11-16 Farfan PERU

Dopo aver dato filo da torcere alle più grandi Nazionali al mondo negli Anni Settanta, la Blanquirroja, considerata la quarta potenza calcistica del Sudamerica dietro a Brasile, Argentina e Uruguay, dopo il Mundial di Spagna 1982 ha attraversato una lunga fase negativa, anche a causa dell'incidente aereo nel Pacifico che nel 1987 si portò via tutta l'Alianza Lima, la squadra che costituiva l'ossatura del Perù.

Il ritorno ai Mondiali dopo oltre 3 decenni segna il riscatto calcistico di un Paese che ora sogna di ritagliarsi un ruolo da protagonista al prossimo torneo iridato in Russia.


IL DEBUTTO AI MONDIALI E I FAVOLOSI ANNI SETTANTA


La prima volta del Perù ai Mondiali è una fugace apparizione nell'edizione inaugurale del 1930 in Uruguay. si gioca in Sudamerica e la Blanquirroja è presente come del resto tutte le Nazionali sudamericane. I risultati sono però molto deludenti: inserita nel Gruppo 3, la squadra sudamericana perde nettamente contro la Romania e di misura con la Celeste, salutando il torneo con 2 ko.

Per il riscatto bisogna attendere ben 40 anni, ovvero l'edizione del 1970. Le qualificazioni sono un trionfo: la Blanquirroja il 31 agosto 1969 stacca il biglietto per il Messico con uno spettacolare 2-2 alla Bombonera, con cui elimina l'Argentina. Era quella la squadra della cosiddetta 'generazione d'oro' del calcio peruviano.

Approdato in Messico alla fase finale, il Perù stavolta è uno dei grandi protagonisti. Inserita nel Gruppo D, la squadra guidata in panchina dal brasiliano Didì e in campo da Teofilo Cubillas, che in tanti iniziano a paragonare a Pelè, supera all'esordio la Bulgaria, battuta 3-2 in rimonta proprio grazie a un goal del suo campione, quindi per 3-0 il Marocco, rendendo inifluente la sconfitta nella terza gara contro la Germania Ovest di Gerd Müller.

Teofilo Cubillas Peru Morocco World Cup 1974

La Blanquirroja si guadagna il palcoscenico mondiale, ottenendo il diritto di sfidare ai quarti di finale niente meno che il Brasile di Pelè. Contro quella Seleçao, considerata una delle squadre più forti di sempre, il Perù è protagonista di una partita spettacolare. I verdeoro si portano sul 2-0 con Rivelino e Tostao, ma Gallardo accorcia le distanze. Ancora Tostao firma il 3-1, ma a quel punto sale in cattedra Cubillas, che prima accorcia le distanze con un bel tiro dal limite dell'area, poi sempre dalla distanza fa venire i brividi a Felix. 

Il Brasile chiude i giochi al 75' con una prodezza di Jairzinho, ma il Perù esce dal campo fra gli applausi scroscianti del pubblico e degli avversari. Quattro anni dopo non riesce a ripetersi, con il Cile che ha la meglio nello spareggio sudamericano. Poco male, perché nel 1975 la squadra di Cubillas conquista la Seconda Copa America della sua storia.

Cubillas Peru x Polônia 18 06 78

La terza partecipazione arriva dunque ai Mondiali del 1978 in Argentina. Il gruppo è più maturo e vince in scioltezza il raggruppamento con Scozia, Olanda e Iran. Nella seconda fase però il giocattolo si rompe e la Blanquirroja, inserita nel Girone di ferro con i padroni di casa, il Brasile e la Polonia, ne esce con le ossa rotte. Perde infatti le gare con i verdeoro e gli europei, e successivamente con la celebre 'marmelada peruana' con protagonista in negativo il portiere di origini argentine Quiroga, spianerà la strada per la finalissima all'Albiceleste.


L'ULTIMA VOLTA: SPAGNA 1982


Quello del 1978 fu un primo severo campanello di allarme che le gerarchie del calcio sudamericano stavano cambiando. La riprova la si ha ai Mondiali del 1982 in Spagna, gli ultimi per il Perù prima di Russia 2018.

Italy Peru World Cup 1982

La Blanquirroja, inserita nel Gruppo A con Italia, Polonia e Camerun, colleziona due pareggi contro i Leoni africani e con gli azzurri di Bearzot, ma poi, stritolata dal dualismo fra Cubillas e Uribe, il nuovo talento emergente, crolla con la Polonia e saluta prematuramente il torneo da ultima del proprio raggruppamento. Allora i peruviani non potevano immaginare che sarebbero trascorsi altri 36 anni prima di rigiocare un Mondiale.


CUBILLAS E LA GENERAZIONE D'ORO


Il momento migliore a livello calcistico del Perù coincide con l'ascesa della cosiddetta 'generazione d'oro', un gruppo di talenti che nel Paese sudamericano tutti assieme non si erano mai visti. L'uomo simbolo della squadra degli Anni Settanta era Teofilo Cubillas. Per capire la sua importanza, basti dire che l'attaccante rappresenta per il calcio peruviano quello che Maradona rappresenta per l'Argentina e Pelè per il Brasile. 

Proprio a 'O Rey' El Nene ('Il bambino'), come era soprannominato, è spesso paragonato in Sud America. Il classe 1949 si afferma prima con l'Alianza Lima, poi va a giocare in Europa con una breve parentesi al Basilea e il trasferimento al Porto, quindi tenta la fortuna in Nord America con i Lauderdale Strikers, i South Florida Sun e i Miami Sharks, con 2 nuovi intermezzi all'Alianza Lima. Tecnica sopraffina e fiuto del goal, segna 273 reti in 475 partite. Si ritira nel 1989.

Teofilo Cubillas Peru Stars 2014

In Nazionale realizza 26 goal, di cui 10 ai Mondiali, in 86 gare giocate. È il miglior cannoniere di sempre della Blanquirroja, con il titolo di vicecapocannoniere dei Mondiali del 1978 dietro Kempes. Nel 1972 viene premiato come 'Miglior giocatore del Sudamerica' davanti a Pelè.

Assieme a lui quel Perù poteva contare su un gruppo solido di giocatori importanti: il difensore Hector Chumpitaz, il trequartista Hugo Sotil e l'attaccante Alberto Gallardo, tanto poco concreto nella sua esperienza italiana con le maglie di Milan e Cagliari, quanto letale in Nazionale.


LA LUNGA MALEDIZIONE: IL FLOP DI URIBE E IL DECLINO


Dopo i Mondiali del 1982 la Blanquirroja svanisce lentamente dai vertici del calcio Mondiale: conquista per la verità un 3° posto in Copa Amel rica nel 1983 e sfiora la qualificazione ai Mondiali del 1986, ma il declino è già avviato.

Per giunta, l'8 dicembre del 1987, il volo con a bordo l'Alianza Lima, la squadra più rappresentativa del Paese i cui giocatori compongono l'ossatura della Nazionale, precipita nell'Oceano Pacifico portandosi via le vite di tutti i passeggeri. Fra questi il centrocampista José Casanova e gli attaccanti Alfredo Tomassini e Luis Escobar, pilastri della Blanquirroja, oltre al tecnico Marcos Calderò, Ct del Perù ai Mondiali del 1978.

A questo si aggiunge che chi era stato designato come possibile erede di Cubillas, quel Julio Cesar Uribe che approda in Italia ocn le credenziali di fenomeno nel 1982, per vestire la maglia n°10 del Cagliari, non mantiene le promesse dopo essersi piazzato al 3° posto nel 1982 fra i Migliori giocatori sudamericani dietro Maradona e Zico. Per strapparlo all'agguerrita concorrenza si scomoda addirittura Gigi Riva, che vola in Sud America per convincerlo di persona a trasferirsi in Sardegna. Dopo averlo visto in azione, di lui dirà: "Uribe è un giocatore di un altro pianeta". 

Julio Cesar Uribe PS ita

Purtroppo per il club rossoblù non sarà così: in 3 stagioni fra Serie A e B il peruviano colleziona appena 69 presenze e 11 goal, senza riuscire ad affermarsi. Anche in Nazionale, di cui sarà in futuro il Ct, 'El diamante negro' non riuscirà a ripetere le gesta del suo predecessore Cubillas, fallendo nel 1986 l'occasione più ghiotta nella sfida decisiva contro l'Argentina, che avrebbe permesso alla Blanquirroja di andare in Messico. Per il Perù è l'inizio di un lungo anonimato, fino all'exploit del 2017.


LA BLANQUIRROJA IN RUSSIA E LA CORTE A LAPADULA


Per rivedere la Blanquirroja protagonista ai Mondiali bisogna attendere così l'edizione di Russia 2018, ben 36 anni dopo l'avventura in Spagna. La Selezione peruviana, guidata in panchina dal Ct argentino Gareca, ha nell'esterno Jefferson Farfan e nell'attaccante Paolo Guerrero gli elementi di maggior blasone, ed è protagonista di una girone di qualificazione sudamericano in crescendo.

La squadra supera la Bolivia in casa e l'Ecuador in trasferta, prima di pareggiare con l'Argentina alla Bombonera e con la Colombia a Lima, e chiude al 5° posto che le vale l'accesso al playoff intercontinentale. Nel doppio confronto con la Nuova Zelanda, i sudamericani, dopo il pari senza goal all'andata, e pur privi di Guerrero, squalificato per doping, staccano il biglietto per la Russia imponendosi 2-0 nel match di ritorno.

2017-11-16 PERU

All'indomani è proclamata dal Governo una giornata di festa nazionale. I tifosi, in delirio, riempiono le strade della capitale. La Blanquirroja, nonostante dovrà quasi sicuramente rinunciare al suo bomber anche per la fase finale, è stata inserita in 2ª fascia nel sorteggio, che l'ha vista inserita nel Gruppo C con Francia, Australia e Danimarca, ed è convinta di poter fare un grande Mondiale.

A Russia 2018 non potrà esserci Guerrero, squalificato per un anno per la positività alla Benzoilecgonina, e anche per questo il Ct Gareca iniziato una corte serrata all'indirizzo dell'attaccante del Genoa Gianluca Lapadula, la cui madre è appunto originaria del Perù. "Le porte sono aperte - ha dichiarato il Ct interrogato sull'argomento - basta volerlo".

E chissà che l'ex rossonero, che con l'Italia è stato soltanto convocato senza scendere mai in campo, e che già disse di no prima dell'ultima Copa America, alla fine non pronunci il sospirato sì, dando grande gioia a un intero popolo, pronto a tifare a squarciagola per il nuovo bomber della Nazionale.

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