Cutrone e Lautaro a confronto: riserve di lusso nel derby di Milano

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Goal
Inter-Milan proporrà anche la sfida a distanza tra Patrick Cutrone e Lautaro Martinez, giovani e forti ma in panchina all'ombra di Higuain e Icardi.

Smaltita la pausa delle nazionali, la Serie A ritorna protagonista con un turno tutto da vivere: a spiccare, ovviamente, è il derby di Milano che vedrà contrapposte Inter e Milan, separate da quattro punti in classifica (i ragazzi di Gattuso devono ancora recuperare la gara col Genoa, in programma per il 31 ottobre).

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Match di cartello che offrirà, in primis, la sfida tutta argentina tra Gonzalo Higuain e Mauro Icardi, tema principale che però non deve far passare inosservato il confronto tra le rispettive riserve, due giovani ritenuti il futuro del calcio milanese: Patrick Cutrone e Lautaro Martinez, così simili e allo stesso tempo diversi tra loro.

Il primo punto di contatto è rappresentato dal rispettivo ruolo in rosa: entrambi possono considerarsi riserve di prestigio, alle spalle di due bomber eccellenti da cui possono soltanto imparare i segreti del mestiere, in attesa dell'esplosione definitiva che li consacrerà al grande calcio.

Parità perfetta anche per quanto riguarda le reti in campionato: una a testa, anche se la marcatura di Cutrone (arrivata a venti secondi dal termine del match con la Roma) ha un peso specifico leggermente maggiore rispetto a quella di Lautaro, a segno nel 2-0 con cui l'Inter si è sbarazzato del Cagliari, quando Spalletti lo ha schierato dal primo minuto. La differenza la fa il campo internazionale: se l'argentino non ha ancora esordito in Champions, il ragazzo di Como ha già impresso il proprio marchio in Europa League con la doppietta che ha annientato l'Olympiacos, peraltro da subentrato, come per tutte le presenze accumulate finora.

Il riscatto del classe 1997 nei confronti di Cutrone è rappresentato dal primo sigillo con la maglia dell'Argentina, qualche giorno fa nel 4-0 dell'Albiceleste all'Iraq: gioia arrivata alla seconda presenza in assoluto, mentre il rossonero la maglia azzurra l'ha indossata soltanto lo scorso 23 marzo in amichevole proprio contro i sudamericani, senza timbrare il cartellino. Nazionale a cui Cutrone ha dovuto rinunciare recentemente a causa di un problema alla caviglia che ne ha condizionato questo avvio stagionale, al pari di Lautaro che ai primi di settembre è stato costretto a dare forfait per un fastidio al polpaccio.

Anche un po' di sfortuna quindi, mitigata nel caso del milanista dal fresco rinnovo di contratto fino al 2023, a dimostrazione di quanto la nuova società creda in un talento come lui per i prossimi anni, quando sarà necessario un ricambio generazionale anche nel reparto avanzato.

Contratto quinquennale firmato anche da Lautaro in primavera, qualche mese prima dell'ufficialità e del conseguente esordio in amichevole con il Lugano, bagnato con un goal. Per lui si è trattato di un'estate felice e all'insegna delle soddisfazioni personali, non consacrata però nei mesi successivi e attuali.

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Spalletti ha più volte fatto capire come un modulo a due punte insieme a Icardi non sia nei suoi programmi al momento, pena uno squilibrio di natura tattica che intaccherebbe il gioco della squadra. Nonostante tra i due ci sia un ottimo feeling sia sul campo che fuori, testimoniato dalle uscite e dai ritrovi in casa del capitano nerazzurro. Il padre di Lautaro, Mario, è uscito allo scoperto parlando di un "po' di fastidio" per le continue panchine del figlio, denotando un piccolo malumore che dovrà essere sanato, magari con un maggiore minutaggio.

Situazione simile a quella di Cutrone, il quale però era ben conscio a cosa andasse incontro al momento dell'arrivo di Higuain, sapendo bene come il 'Pipita' fosse in primissima posizione nelle gerarchie, per qualità ed esperienza indubbie. 

Nel derby partiranno con ogni probabilità entrambi dalla panchina, pronti a subentrare in corsa in caso di necessità. L'attesa sta per finire, una città intera sta per paralizzarsi: è quasi l'ora del derby, per quella di Cutrone e Lautaro, invece, meglio aspettare un altro po'.

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