26 anni dopo, il sogno è realtà: la Cremonese è promossa in Serie A

Un sogno accarezzato e cullato per un'intera stagione. Un traguardo che sembrava in procinto di sfumare proprio sul più bello e che invece stava solamente riservando alla città di Cremona il più dolce dei finali: dopo 26 lunghissimi anni dall'ultima volta, la Cremonese torna in Serie A.

La promozione diretta in massima serie è divenuta solida realtà sul palcoscenico del 'Sinigaglia' di Como, nel corso dell'ultima emozionante giornata di uno dei campionati di Serie B più belli di sempre. In terra lacustre, i grigiorossi hanno coronato un'annata strepitosa, capace di sovvertire gerarchie e pronostici di un torneo che - ai nastri di partenza - non annoverava la squadra di Fabio Pecchia tra le favorite. Approdato al timone dei lombardi il 7 gennaio 2021 al posto di Bisoli, un anno e mezzo dopo l'allenatore nativo di Formia - che aveva già vinto la Coppa Italia di Serie C alla guida della Juventus Under 23 - centra la seconda promozione da tecnico dopo quella ottenuta alla guida del Verona nella stagione 2016-2017.

pecchia cremonese
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L'ex timoniere bianconero ha avuto il merito di plasmare una squadra capace di trovare la giusta alchimia attraverso una sapiente miscela tra giovani di grandi prospettive e profili decisamente più navigati, capaci di far valere il peso specifico della propria esperienza in un campionato complicato come quello della Serie B.

Da un lato, il contesto grigiorosso ha favorito la piena espressione di tanti prospetti, sapientemente parcheggiati in quel di Cremona dalle grandi della nostra Serie A. Le parate di Marco Carnesecchi - portiere classe 2000 in prestito dall'Atalanta - hanno infuso sicurezza e solidità ad una squadra che all'interno del proprio impianto di gioco ha ammirato la crescita di un altro prodotto del vivaio nerazzurro: Caleb Okoli, perno difensivo del 2001, diventato, in corso d'opera, certezza granitica. La Cremonese versione 2021/2022 è stata soprattutto la grande vetrina di Nicolò Fagioli, centrocampista di proprietà della Juventus - per il quale Allegri si è speso in prima persona - e protagonista di un campionato di alto profilo condito da 3 goal e 7 assist.

fagioli cremonese
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Sulle stesse frequenze si sono sintonizzati anche l'altro juventino, Luca Zanimacchia - 8 reti e 6 assist a referto - e il napoletano Gianluca Gaetano, 7 volte a segno.

La proverbiale new age salita alla ribalta e sorretta da un'ossatura di grande spessore. Non meno meritevole, infatti, è stata la stagione dei cosiddetti senatori. A partire dai 16 goal complessivi del duo Ciofani-Buonauito, passando per le fiammate di Jaime Baez, senza tralasciare l'enorme mole di lavoro in mediana affidata a Luca Valzania e Michele Castagnetti.

Morale della favola, tanti tasselli collocatisi al posto giusto e al momento giusto per dare forma ad un campionato che dalle parti di Cremona verrà difficilmente dimenticato. Decisamente il punto più alto della storia recente del club fondato nel 1903.

Per la Cremonese, infatti, si tratta della quinta risalita assoluta dalla B alla A: dopo quattro promozioni al vertice del calcio nostrano tra il 1984 e il 1993, i lombardi hanno disputato il loro mancano dalla massima serie nella stagione 1995-1996 con Gigi Simoni in panchina, successivamente insignito della carica di presidente dal 2014 al 2016. A fine torneo fu retrocessione, nonché il prologo a venticinque anni di enormi difficoltà sportive e finanziarie. Una caduta verticale che ha affossato la Cremonese a misurarsi persino con il palcoscenico della vecchia Serie C2 a cavallo dei primi anni duemila.

Proprio così perché tra il 1996 e il 2000, la Cremo passa dalle sfide contro Milan, Inter e Juventus ad annaspare sui campi dell'ultimo livello professionistico italiano. Un crollo totale. Gli anni trascorrono inesorabili, la C2 sparisce e arriva la Lega Pro, ma di uscire dalle sabbie mobili il club lombardo proprio non ne vuole sapere.

Nel 2005 è di nuovo Serie B. Il proverbiale lampo nel buio, per intenderci. A seguire, infatti, arriva un'ulteriore sfilza di delusioni e ridimensionamento nei meandri della Serie C, prima della rinascita. Nel 2017 balzo in cadetteria. E cinque anni più tardi, in quel di Cremona si torna a toccare il cielo con un dito. Perché 26 anni dopo è tutto meravigliosamente vero. E' Serie A.