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Coppa Italia

Cori razzisti durante Milan-Lazio, Leonardo denuncia: "Partita da sospendere"

07:37 CEST 26/04/19
Paolo Maldini Leonardo AC Milan
Leonardo furioso dopo Milan-Lazio: "Dove sono Gravina e Giorgetti? Salvini usi la parola vergogna per episodi più gravi. Chiederemo provvedimenti".

Milan-Lazio non è ancora finita. Quanto accaduto mercoledì sera a 'San Siro', quando una parte dei tifosi ospiti ha intonato cori e assunto attegiamenti razzisti contro Bakayoko e Kessié, non è stato digerito da Leonardo che ora intervistato da 'La Gazzetta dello Sport' chiede un intervento delle istituzioni. Sportive e non.

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D'altronde già ieri il Milan ha emesso un comunicato ufficiale sui fatti ma adesso Leonardo alza la voce e indica precise responsabilità. A partire dall'arbitro Mazzoleni, lo stesso di Inter-Napoli quando la vittima dei cori razzisti era stato Koulibaly.

"Non parlo perché abbiamo perso. La Lazio ha vinto sul campo e ha meritato la finale. L’arbitro aveva mille ragioni per sospendere quella partita. Doveva farlo. Noi abbiamo diffuso un comunicato e chiederemo provvedimenti. Le norme per intervenire e combattere il razzismo da stadio ci sono. Basta applicarle. Alla prossima saremo più energici. Intanto chiediamo rispetto e giustizia. Meglio i cori che i feriti dopo una partita sospesa? E’ la sensazione che viene".

Peraltro nei giorni precedenti il Milan aveva segnalato la criticità della partita dopo le tensioni della gara di campionato contro la Lazio.

"Abbiamo contattato tutte le componenti, per condividere l’allerta: Federcalcio, Lega, vertici arbitrali, responsabili dell’ordine pubblico… E abbiamo ripetuto appelli alla responsabilità ai giocatori. Sono stati zitti loro, siamo stati zitti noi. Non bastasse, la mattina della partita c’è stata quella manifestazione in piazzale Loreto. Ci doveva essere la massima attenzione. Non era una situazione a sorpresa. Mazzoleni aveva già vissuto l’Inter-Napoli di Koulibaly. Non eravamo noi a doverci muovere per chiedere la sospensione, anche perché non volevamo che sembrasse un alibi per il risultato".

Leonardo quindi parte all'attacco del presidente della FIGC Gravina e del sottosegretatorio Giorgetti, tra i primi a schierarsi contro Bakayoko e Kessié quando al termine della gara di campionato contro la Lazio avevano esposto la maglietta di Acerbi.

"Un grave errore, che abbiamo riconosciuto subito. Ma è il solo episodio venuto alla luce di una partita in cui c’è stato molto altro: insulti, provocazioni e rissa finale... Ma prima ancora che si pronunciasse il Giudice Sportivo, con grande tempestività e grande indignazione, Giorgetti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, e Gravina, Presidente della Federcalcio, hanno commentato in modo duro il comportamento dei nostri giocatori e chiesto pubblicamente dei provvedimenti. Prima ancora che si pronunciassero gli organi competenti... Curioso, per non dire grave. No? Ma dopo gli insulti razzisti a Kessie e Bakayoko di mercoledì non ho visto la stessa reattività e la stessa intransigenza. Giorgetti e Gravina, dove sono finiti?"

Infine nel mirino di Leonardo finisce anche il vicepremier e grande tifoso rossonero Matteo Salvini che aveva parlato di 'vergogna' per il gioco espresso dal Milan.

"Se l’è cavata anche lui con un commento molto generico, ha usato la parola “vergogna” solo per il gioco del Milan. E invece bisogna spendere la vergogna per episodi molto più gravi".