Copenaghen, l'incubo di Cornelius: dopo l'Atalanta, k.o anche col Bordeaux

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Copenaghen, l'incubo di Cornelius: dopo l'Atalanta, k.o anche col Bordeaux
Sia nel preliminare con l’Atalanta che nella fase a girone con il Bordeaux, Cornelius ha affrontato il Copenaghen, la sua ex squadra, perdendo in entr

Nel Copenaghen ci è cresciuto, ci ha collezionato 176 presenze e ha segnato 61 goal. Ora però Andreas Cornelius per il club danese è diventato l’avversario preferito. L’attaccante nel giro di 36 giorni ha perso due volte contro la sua ex squadra con due maglie diverse, nella stessa competizione, l’Europa League.

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La prima sconfitta è stata quella nel playoff del 30 agosto, quando ancora vestiva la maglia dell’Atalanta: la sfida è terminata ai rigori dopo lo 0-0 dei regolamentari. Il danese ha anche sbagliato il penalty decisivo che ha di fatto sancito la dolorosa eliminazione dei bergamaschi. Il giorno seguente è stato girato in prestito al Bordeaux, mentre l’urna di Nyon, quasi in contemporanea alla sua firma, lo metteva nuovamente di fronte al Copenaghen con la maglia dei Girondins.

Questa sera al Matmut Atlantique è arrivata la seconda sconfitta, anche stavolta bruciante: il goal di Skov in pieno recupero ha permesso al Copenaghen di vincere per 1-2 in Francia e guadagnare il primo posto nel girone C alla pari con lo Zenit. Come 36 giorni fa, Cornelius è partito dalla panchina ed è entrato intorno all’ora di gioco.

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Questa volta è riuscito a incidere positivamente: è stata sua la sponda per il sinistro potentissimo dalla distanza di Sankharé, che ha momentaneamente pareggiato la partita prima del gol-vittoria del club danese nel recupero.

Dopo aver lasciato il Copenaghen nell’estate del 2017, Cornelius non è più riuscito ad esprimersi su alti livelli: a Bergamo ha fatto molta fatica a imporsi nonostante i 7 goal segnati nei mesi passati in nerazzurro. Aveva fatto ancora peggio nel 2013, quando era stato acquistato dal Cardiff neopromosso in Premier League.

La sua esperienza inglese, durata solo un anno, si era conclusa con 11 presenze e nessuna rete all’attivo, oltre che con il ritorno a casa. Anche con il Bordeaux finora è a digiuno. Non solo la lontananza dalla città in cui è nato e dalla squadra in cui è cresciuto sembrano fargli male: ora è anche diventato un avversario. E, a giudicare dai risultati, al Copenaghen forse non dispiace nemmeno troppo.

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