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Serie A

Chievo nei guai: la Procura federale chiede la retrocessione in B

18:09 CEST 17/07/18
Bostjan Cesar Chievo Verona
La Procura della FIGC chiede 15 punti di penalità per il Chievo: 5 per ognuna delle 3 stagioni precedenti. In questo modo, i veneti retrocederebbero.

Adesso sì, il Chievo rischia davvero grosso. Non si è fatta attendere la mano pesante della Procura della FIGC, che in relazione alla vicenda delle plusvalenze fittizie in cui è coinvolto anche il Cesena potrebbe gettare il club veneto nel baratro.

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15 punti complessivi di penalizzazione: è questa la richiesta avanzata dalla Procura al Tribunale Federale Nazionale. Una penalità retroattiva, relativa alle tre stagioni precedenti, quelle al centro delle plusvalenze fittizie, ma da scontare nel 2017/18. Il che porterebbe a una conseguenza inevitabile: la retrocessione del Chievo in Serie B.

La formazione di Rolando Maran, e successivamente di Lorenzo D'Anna, ha infatti concluso il torneo al tredicesimo posto con 40 punti: se le richieste della Procura dovessero essere accolte, scenderebbe in penultima posizione assieme al Verona, a quota 25, consentendo così il ripescaggio del Crotone.

La medesima penalizzazione è stata chiesta anche per il Cesena, compartecipe nella vicenda delle plusvalenze fittizie. Ma, come noto, il club romagnolo è sull'orlo del fallimento. Non si è iscritto al prossimo campionato di Serie B, e dunque non sarà in ogni modo toccato dalle decisioni del Tribunale.

Chi rischia di essere colpito, oltre al Chievo, è il suo presidente, Luca Campedelli: per il patron veneto la Procura della FIGC ha infatti chiesto 36 mesi, ovvero tre anni, di inibizione.

La sentenza di primo grado del Tribunale Federale Nazionale dovrebbe essere emessa in tempi relativamente rapidi, al massimo all'inizio della prossima settimana. Il Chievo, protagonista di giorni durissimi e delicatissimi, incrocia le dita.

Per sottolineare come le argomentazioni della Procura siano infondate è stato pubblicato sul sito ufficiale della società un parere ad hoc da parte di esperti del settore: "Il ChievoVerona comunica di avere oggi discusso la propria difesa presso il Tribunale Federale nell’ambito del dibattimento relativo al deferimento per Presunte Plusvalenze fittizie.Il ChievoVerona ha ribadito di avere sempre agito nel rispetto della legalità e delle norme federali ed ha respinto ogni accusa.

Fra le argomentazioni portate dal ChievoVerona si segnala la produzione di un Parere dei professori Angelo Provasoli e Pietro Mazzola dove viene rilevato - fra gli altri - un errore effettuato dai Consulenti della Procura Federale di euro 29,2 milioni su un totale di circa euro 32 milioni in uno dei calcoli relativi alla presunta sovrastima. Il ChievoVerona comunica che procederà in ogni sede competente per il riconoscimento degli ingenti danni derivanti da questa grossolana ed errata valutazione da Parte della Procura Federale che ha ingiustamente screditato la reputazione della Società".

Ai microfoni dell'Ansa, ha parlato il legale dei veneti, l'Avv. Marco De Luca: "Di solito quando si ha torto si fanno sempre delle richieste così pesanti in maniera tale da creare un po' di suggestione ai Tribunali. E' un deferimento fragile che contiene degli errori marchiani anche nei numeri.

Di sicuro gli errori che sono stati commessi in sede procedurale verranno fatti notare e saranno sanzionati. Non dimentichiamo inoltre che l'improcedibilità sta nei fatti in primis perchè la Procura si è rifiutata per ben due volte di ascoltare il presidente Campedelli. Siamo fiduciosi ripeto, si tratta di un qualcosa di totalmente infondato".