Chevanton e Giacomazzi a DAZN: "A Lecce si sta bene, il primo Natale birra e noccioline"

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Chevanton e Giacomazzi, due simboli del Lecce del nuovo millennio, si sono raccontati a DAZN: "Il primo Natale è finito a birra e noccioline".

Javier Chevanton e Guillermo Giacomazzi non sono soltanto due simboli del Lecce del terzo millennio. Sono anche due leccesi in tutto e per tutto: a dichiararlo sono loro stessi, in un'intervista a DAZN.

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I due uruguagi più famosi di Lecce, simboli in campo, ora vivono in Salento e si sentono salentini fino in fondo. Giacomazzi in giallorosso ha collezionato 329 presenze, Chevanton si è fermato a 122, ma con 58 goal, tutti pesanti.

Oggi che il Salento è la loro casa raccontano il loro presente, che per l'attaccante passato anche da Siviglia e Monaco è da allenatore. Ma non dei grandi, bensì dei ragazzi.

"Sono più portato per il settore giovanile, perché io sono ancora un po' bambino. Anche quando giochiamo a calcetto tra di noi, quando mi arrabbio lui mi passa il pallone subito..."

Chevanton non ha perso il tocco, tanto che l'anno scorso ha anche giocato in terza categoria con la società in cui allena i giovani. Poche partite, ma sfruttate bene: con 10 goal tutti in una gara.

"L'anno scorso ho giocato in terza categoria: ho fatto 16 goal in 3 partite, 10 in una sola partita, volevo vincere il titolo di capocannoniere. Io sono competitivo, mi ero fissato. Poi l'ho perso."

A Lecce sono arrivati insieme, nel 2001, e sono partiti col botto: goal alla prima per Chevanton, doppietta alla seconda per Giacomazzi. Le prime difficoltà sono arrivate d'inverno, in particolare a Natale. I due uruguagi lo hanno passato in maniera alternativa, non potendo tornare a casa.

"Il primo Natale qui è stata una cosa brutta, stavamo tornando in Uruguay ma non ci hanno fatto partire. Siamo stati a casa di Guillermo: birra, noccioline. Sembravamo due scemi... Ha pagato tutto Guillermo!"

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Il più bel ricordo che Chevanton ha legato all'amico Giacomazzi e a Lecce è racchiuso in una foto del maggio 2011, dopo un 2-1 al Napoli decisivo per la salvezza del Lecce.

"Ho una foto di una partita che abbiamo giocato in casa, siamo tutti e due a terra e ci stiamo abbracciando. Era una partita contro il Napoli, ci ha dato la possibilità di rimanere in Serie A. La foto la tengo ancora a casa. Quella foto mi emoziona, per me Guillermo è come un fratello. E quell'anno per me era stato difficile."

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