Che bestia nera per l'Italia: una vittoria in 7 sfide contro la Croazia

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Dopo un 4-0 nel 1942, il buio: l'Italia non ha più battuto la Croazia, avversaria domenica sera. Perdendo, in compenso, 3 volte. L'ultimo incontro? L'1-1 agli Europei 2012.

Dario Srna lo ha detto nell'intervista apparsa ieri sulla 'Gazzetta dello Sport': "Italiani, non ci battete mai". Ahimé, ha proprio ragione. Perché i precedenti contro la Croazia, nostra avversaria domenica sera per le qualificazioni agli Europei di Francia 2016, non sono esattamente incoraggianti. Anzi.

In 7 confronti diretti contro i biancorossi, l'Italia ha conquistato solo una vittoria: un 4-0 in un'amichevole disputata nel 1942, quando la Croazia ancora faceva parte della Jugoslavia. Poi, il buio, con 3 pareggi e altrettante sconfitte. E quella sensazione sgradevole di non riuscire mai ad avere la meglio su un avversario obiettivamente inferiore, pur avendone le possibilità.

L'ultima sfida tra le due nazionali ce la ricordiamo tutti: l'1-1 di Poznan, giugno 2012, Europei polacco-ucraini. Pirlo porta in vantaggio gli azzurri con una delle sue punizioni, ma Mandzukic pareggia nella ripresa. Anche se poi sarà l'Italia a passare ai quarti (e poi in semifinale, e poi in finale) mentre la Croazia dovrà tornarsene a casa anzitempo, eliminata dalla Spagna.

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Anche due mostri sacri della panchina, e non solo in chiave azzurra, si sono dovuti inchinare ai croati: con Arrigo Sacchi l'Italia perse in un altro 16 novembre, stavolta del 1994, 2-1 a Palermo per le qualificazioni a Inghilterra '96 prima di andare a pareggiare a Spalato, mentre Giovanni Trapattoni venne sorpreso da Olic (ancora presente, 12 anni dopo) e Rapajc ai Mondiali nippocoreani del 2002.

Il problema, per noi, è che anche stavolta la Croazia arriva piena di fiducia, punti (9, come gli azzurri) e mezzi per far bene. Gli uomini ci sono, e alcuni li conoscono e apprezzano in tutto il mondo: dall'interista Kovacic al madridista Modric, passando per i vari Mandzukic, Perisic e Lovren.

Inutile sottolineare come la squadra di Antonio Conte non debba pensare a nulla, in vista della gara di San Siro. Né ai nomi presenti nella rosa avversaria, né ai precedenti sconfortanti. In ballo c'è una qualificazione a un Europeo, e anche se non dovrebbe trattarsi che di una formalità (passano le prime 2, la terza va ai playoff), è bene iniziare a chiudere la pratica il prima possibile.

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