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Chapecoense, ecco la verità sulla tragedia: l'aereo aveva finito la benzina

21:51 CET 26/12/16
Chapecoense plane crash Colombia
Gli investigatori colombiani hanno accertato che la causa del disastro aereo di Medellin è stata la fine del carburante: il serbatoio di riserva era vuoto.

A determinare il disastro di Medellin, con lo schianto dell'aereo che trasportava la squadra di calcio brasiliana della Chapecoense, è stato l'esaurimento del carburante del velivolo. E' questo il verdetto cui sono giunti gli investigatori colombiani al termine dell'informativa preliminare resa nota dall'Aeronautica civile della Colombia.

A causare la tragedia è stato dunque un 'fattore umano'. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, l'aereo della compagnia LaMia decollò dall'aeroporto di Santa Cruz in Bolivia con il combustibile al limite. Se infatti è vero che il serbatoio principale del velivolo era pieno, come sostengono i vertici della compagnia, non altrettanto si può dire di quello di riserva, al momento del decollo completamente vuoto.

Il tutto compiendo una chiara violazione della normativa internazionale, che impone agli aeromobili di imbarcare una quantità di carburante tale da consentir loro di poter volare fino a un'ora e mezza in più del tempo previsto per il viaggio da compiere.

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La quantità insufficiente di benzina sarebbe però soltanto una delle irregolarità riscontrate dagli investigatori. La rotta che appare nell'informativa per il viaggio (da Santa Cruz a Medellin) parla di 1610 miglia con tempo di volo pari a 4 ore e 22 minuti. "Altro errore di valutazione - ha spiegato Freddy Bonilla, segretario della sicurezza aerea della Colombia - perché si doveva specificare un'ora e mezzo in più per la percorrenza, pari al combustibile che doveva essere contenuto nel serbatoio di riserva".

Il piano di volo della compagnia stabiliva inoltre che l'aereo non potesse volare ad un'altezza superiore ai 29 mila piedi, quando invece più volte nel suo tragitto ha superato i 30 mila.

Come se non bastasse, l'aereo volava con un sovraccarico di peso di circa 50 chilogrammi, dato che il carico massimo stimato era di 41800 chili, mentre l'aereo che decollò da Santa Cruz ne pesava 42148. Questa irregolarità, tuttavia, sempre secondo gli inquirenti, non è stata la causa determinante dell'incidente.

Secondo i risultati dell'indagine, dalle informazioni ricavate dalle scatole nere si evince che pilota e copilota sapessero di volare senza carburante di riserva. Inoltre, nello spazio aereo colombiano, il velivolo ha incontrato un forte vento contrario, che li ha costretti ad aumentare la potenza dei motori e di conseguenza a consumare più carburante del previsto.

L'attivazione di un allarme avrebbe dovuto tuttavia portare i piloti a comunicare l'emergenza in tempi utili a evitare la tragedia, cosa invece non avvenuta. "Su questi tipi di aerei - ha spiegato ancora Bonilla - esiste un sistema di allarme sia sonoro, sia visivo. Si attiva 20 minuti prima che finisca il carburante. Ma il pilota non ha mai comunicato al controllo aereo di Medellin che l'allarme fosse scattato...".

La comunicazione di emergenza è arrivata così troppo tardi, appena 6 minuti prima dello schianto. L'allarme della cabina addirittura soltanto 3 minuti prima: "Guasto elettrico totale, siamo senza carburante!".

Senza benzina, i motori hanno smesso di girare e non hanno potuto funzionare nemmeno le batterie di emergenza che permettono agli strumenti base di funzionare anche in situazioni critiche. Per arrivare alle prime conclusioni, gli investigatori colombiani si sono avvalsi della collaborazione di esperti boliviani, brasiliani e britannici. Le scatole nere sono state trascritte invece a Londra.