Champions League, la Rai potrebbe cedere i diritti per le partite in chiaro

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Trasmessa attualmente da Sky e Rai, la Champions League potrebbe salutare la tv di stato: costi troppo elevati e una situazione da chiarire.

Possibile svolta per quanto riguarda la messa in onda in chiaro della Champions League in Italia a partire dalla prossima stagione. A trasmettere attualmente le gare della massima competizione europea nello stivale sono Sky e Rai, con la tv di stato che potrebbe però decidere di non trasmettere più in chiaro la Champions League.

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Una decisione che deve ancora essere analizzata nel dettaglio, con la Rai che nel gennaio del 2018 aveva firmato un accordo con la pay tv Sky per poter trasmettere in chiaro un match del mercoledì, le due semifinali e la finale della Champions League 2018/19, nonché la Supercoppa Europea. Il tutto con un opzione per altri due anni.

Opzione che la Rai ha poi deciso di esercitare lo scorso gennaio, anche se la mossa compiuta dalla tv di stato potrebbe risultare vana. Infatti secondo Sky, l'esercizio dell'opzione era condizionato dal fatto che per il periodo 2018/21 la pay tv avesse gli stessi diritti tv per la Serie A del triennio precedente: fatto che non sarebbe avvenuto, visto che tre gare a giornata sono trasmesse da DAZN.

L'idea della pay tv sarebbe quindi quella di rendere nulla la richiesta della Rai, la quale potrebbe comunque decidere di rinunciare ai diritti della Champions League per motivi di bilancio. Secondo 'Il Sole 24 Ore' infatti confermare la coppa europea porterebbe i conti della rete pubblica a chiudere a -20 milioni nel 2019, -46 milioni nel 2020 e con 10 milioni di utile nel 2021.

Numeri ben differenti dai -10 milioni per il 2019, -25 milioni per il 2020 e l'utile di 33 milioni per il 2021 che la Rai potrebbe invece avere rinunciando subito alla coppa dalle grandi orecchie. Uno scenario che potrebbe così portare anche a un ritorno in campo di Mediaset.

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