Caso Zozulya, Rayo o niente: "Non può tornare al Betis"

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Roman Zozulya Andrey Shevchenko
Getty Images
Per regolamento Zozulya non potrà tornare al Betis: dovrà decidere lui se restare o meno al Rayo, dove i tifosi lo hanno additato come nazista.

Nella finestra di mercato dove Mounier è stato acquistato e dopo poche ore ceduto dal Saint-Etienne a causa dei tifosi, non passa inosservato nemmeno il caso Zozulya.

L'attaccante ucraino è stato preso di mira dai tifosi del Rayo Vallecano che si sono schierati apertamente contro di lui a causa di una vecchia foto che lo ritraeva con addosso una maglietta apparentemente raffigurante un simbolo dell'estrema destra ucraina.

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Zozulya ha provato a spiegare che in realtà la maglietta raffigurava lo stemma dell'Ucraina con dei versi del poeta Taras Shevchenko, ma è stato comunque inutile. 

"Ho parlato con i presidente di Rayo e Betis  - ha dichiarato il presidente della Liga, schieratosi subito dalla parte di Zozulya - se emergeranno coazioni o violazioni dei diritti prenderemo provvedimenti andando in tribunale. Tutto questo è inammissibile nel 2017".

Il Betis, tramite un comunicato, si è detto disposto a riaccoglierlo in squadra, ma questo per regolamento non è possibile come spiegato da Luis Rubiales, presidente dell'Associazione calciatori spagnola.

"Zozulya avrà tempo da qui a lunedì per decidere se vorrà giocare nel Rayo, con tutte le tutele del caso. In caso contrario rimarrà fermo sino a luglio, quando scadrà il prestito e potrà tornare al Betis".

Una situazione surreale per Zozulya: "Ha un contratto firmato con il Rayo, ma se deciderà di non giocare sarà capito. Al massimo potrà comunque soltanto allenarsi con il Betis. La decisione spetta a lui".

 

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