Giulini, replica su razzismo e caso Kean: "Venerdì Pisacane non ha 'sfidato' la curva del Chievo"

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Getty Images
Il presidente del Cagliari torna sulle polemiche di Cagliari-Juventus: "Anche un solo “buu” va condannato, sempre. Ma serve rispetto".

Nuovo capitolo di Cagliari-Juventus. Chiuso il match della Sardegna Arena, coi bianconeri vincitori per 2-0, si è aperto il post, con tutte le polemiche derivanti dal caso Kean. Dagli attacchi di Sterling, Depay e Balotelli a Bonucci, colpevole di non aver completamente difeso il compagno, all'attacco nei confronti della Curva Nord sarda

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A fare scalpore anche le dichiarazioni del presidente del Cagliari, Giulini, che nell'immediato post gara non aveva giudicato come razzismo i fischi nei confronti dell'attaccante della Juventus. Giù di polemiche per il numero uno rossoblù, e spaccatura tra la tifoseria sarda.

Tramite il sito ufficiale del Cagliari, Giulini ha voluto espandare, a freddo, il proprio pensiero sul caso Kean:

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"L’argomento merita una profondità che capisco sia complicato esprimere in uno studio televisivo in pochi concitati minuti. Detto questo ci sono due aspetti da tenere in considerazione:

1. Anche un solo “buu” va condannato, sempre. Ma non basta una condanna, per sconfiggere il razzismo ci vuole impegno, cultura e iniziative. Tutto quello che il Cagliari fa, dalla Scuola di Tifo alla Curva Futura per i bambini, dalla Quarta Categoria alla Football Academy e alle altre numerose attività, è proprio volto a creare un contesto culturale diverso. E la realizzazione della nostra nuova casa va in quest’ottica. Il razzismo si condanna ma soprattutto si sconfigge. E per farlo occorre aggiungere fatti alle parole".

Nel secondo punto, invece, Giulini ha ricordato a tutti quanto successo nel match contro il Chievo, ricordando allo stesso tempo quello che il Cagliari insegna e vorrebbe vedere anche dagli altri giovani:

"2. C’è un secondo aspetto, che non è minimamente legato al primo e che riguarda un ambito molto sensibile e si chiama Rispetto. Noi insegniamo ai ragazzi del nostro settore giovanile che il calcio è gioia, divertimento. E che il fine di tutto, il gol, è un momento di condivisione meraviglioso. Lo facciamo tutti i giorni cercando di imparare da club come il Barcellona o il Manchester City, che da tempo lavorano con i giovani su questi aspetti. Venerdì scorso Fabio Pisacane dopo il gol non è andato a “sfidare” una tifoseria già tesa per la situazione di classifica, ma ha mimato il gesto del pancione condividendo con i compagni questa gioia. Ma nonostante ciò, tutti dobbiamo impegnarci a lavorare perché a partire dai più giovani si capisca che rispettare il prossimo, il suo stato d’animo, la sua frustrazione è un gesto lodevole. Sempre".

Giulini però condanna completamente il razzismo, anche se come successo alla Sardegna Arena, arrivato da uno sparuto e decisamente in minoranza gruppo di persone all'interno della Curva Nord:

"Ribadisco non è un rapporto causa effetto giacché non c’è nulla che possa in alcun modo giustificare un solo “buu”. Il razzismo è da condannare sempre in ogni sua anche infinitesimale forma.

Ma gli anticorpi si creano anche insegnando soprattutto alle nuove generazioni che il calcio è gioia e che il rispetto per gli altri fa di noi delle persone migliori. Il Cagliari negli ultimi anni sta facendo un importante lavoro in termini di cultura condivisa e di diffusione di valori positivi, anche attraverso azioni concrete come la realizzazione di infrastrutture atte a favorirli".

 

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