Capello lascia il calcio: "Jiangsu ultima esperienza"

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Fabio Capello annuncia l'addio alla panchina dopo la rottura con il Jiangsu Suning: "E' stata la mia ultima esperienza, farò il commentatore".

Fabio Capello, 72 anni il prossimo giugno, dice basta. Il tecnico friulano dopo la rottura con il Jiangsu Suning ha infatti annunciato l'addio definitivo alla panchina.

"Ho già fatto delle esperienze con le nazionali inglese e russa, ho voluto provare ad allenare ancora una volta una squadra di club e il Jiangsu è stato la mia ultima esperienza calcistica. Ho fatto tutto quello che volevo, sono molto felice di quello che ho fatto e ora mi diletto a fare il commentatore: si vince sempre in questo ruolo", dichiara Capello a 'Radio Anch'io Sport'.

La sua carriera da allenatore iniziò negli anni '80 grazie al Milan di Berlusconi che gli affidò la squadra rossonera dopo l'addio di Sacchi e con cui Capello tra il 1991 e il 1996 vinse quattro Scudetti e una Champions League

Capello però si è confermato un vincente anche lontano da Milano conquistando la Liga con il Real Madrid e altri tre Scudetti (due revocati) con Roma e Juventus prima di provare l'esperienza da CT.

Ruolo in cui, a dire il vero, le cose non sono andate benissimo nè con l'Inghilterra nè con la Russia e che Capello non intende ricoprire in azzurro.

"Noi allenatori siamo bravi quando abbiamo giocatori di primo livello, è difficile fare bene con giocatori mediocri. E in questo momento mancano giocatori di grandi livello, mancano i leader, i giocatori che facciano la differenza", ha spiegato Capello.

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Capello invece promuove l'eventuale scelta di Mancini: "E' un allenatore di esperienza, che ha girato il mondo, e questo lo aiuterà nelle relazioni con i giocatori ma mancano i talenti". 

La conferma d'altronde arriva anche dalle difficoltà che incontrano le squadre italiane nelle coppe europee: "In serie A c'è poca qualità. Il calcio italiano non ha dei buoni insegnanti, dei buoni giocatori da cui copiare qualcosa.

Ai ragazzi bisogna insegnare a giocare a calcio, a controllare la palla. In Italia si parla loro di tattica già a 12 anni, in Spagna danno sempre e solo il pallone. Bisogna avere delle persone che insegnano calcio, che insegnano la tecnica".

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