Caos Driussi: lo Zenit brucia l'Inter, ma lo scandalo-doping blocca tutto

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Télam
La questione doping che potrebbe colpire Driussi ha bloccato l'affare, in dirittura d'arrivo, tra il River Plate e lo Zenit San Pietroburgo.

Poteva essere la giornata della svolta della sua carriera, si è trasformata invece in una delle serate probabilmente più tristi della sua vita. Stiamo parlando di Sebastian Driussi, l'attaccante classe '96 del River Plate, protagonista in tutta la trafila delle nazionali giovanili e con una carriera radiosa davanti ai suoi occhi, coinvolto (anche se il suo club di appartenenza conferma ufficialmente soltanto la positività dei suoi compagni di squadra Mayada e Martinez) nello scandalo doping che ha travolto ieri il club dei Millionarios.

Un predestinato, anche secondo Hernan Crespo, che in una recente intervista l'aveva etichettato come il suo vero e proprio erede calcistico. Motivo per cui in Europa tanti club anche molto importanti, stavano facendo la fila per metterlo sotto contratto. Tra questi soprattutto lo Zenit, che proprio ieri, aveva in programma un incontro con l'agente Simonian, per chiudere l'affare.

Si sarebbero dovuti vedere all'aeroporto di Monaco di Baviera, poco dopo l'incontro che il club russo aveva avuto con la Roma di Monchi e Baldissoni per Manolas. E mentre per il difensore greco la distanza tra domanda e offerta era ampia quel tanto da impedire la chiusura immediata dell'affare (probabilmente se ne riparlerà in questi giorni), per Driussi gli accordi era stati trovato praticamente tutti.

Il River Plate avrebbe incassato 20 milioni di euro, una cifra anche più alta rispetto ai 15 milioni di dollari presenti come clausola. Al giocatore invece sarebbe andato un ricco contratto per le prossime stagioni. Si stava discutendo di quello per chiudere gli accordi, poi le notizie che arrivavano dall'argentina sulla questione doping che riguarderebbe anche "el Gordo Driussi" (il Grasso), come lo chiamano sin da bambino, ha letteralmente congelato l'affare.

Dunque lo Zenit che avrebbe dovuto chiudere il doppio colpo Manolas più Driussi, è tornato a casa con un pugno di mosche in mano. Anzi, anche con la certezza che su Paredes, altro giocatore che piacerebbe a Roberto Mancini per rinforzare la squadra della prossima stagione, ci sarebbe da battere anche la forte concorrenza del Borussia Dortmund. Con la Roma disponibile a venderlo per non meno di 25/30 milioni di euro.

Tornando a Driussi, l'affare che sembrava fatto, a questo punto potrebbe anche saltare definitivamente in quello che sembra uno dei trasferimenti più complicati degli ultimi mesi.

L'Inter ci stava lavorando da mesi per prenderlo in sinergia con la Sampdoria, anche se probabilmente è solo un caso che ieri Ausilio fosse a cena con il presidente Ferrero e il suo braccio destro Romei. Troppo più alta l'offerta presentata dallo Zenit, praticamente il doppio rispetto ai 10 milioni che era pronta ad offrire la Samp con l'Inter alle spalle.

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