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Calciomercato

Juventus, Marotta svela: "Per Witsel aspettiamo la risposta dello Zenit"

09:57 CET 19/12/16
Giuseppe Marotta Andrea Agnelli
L'a.d. della Juventus, Beppe Marotta, spazia dagli obiettivi stagionali al calciomercato di gennaio: "Caldara e Gagliardini sono interessanti, vogliamo reclutare i migliori giovani".

Con 7 punti di vantaggio sulla Roma, seconda in classifica, la Juventus arriva alla Supercoppa Italiana nel miglior modo possibile. L'a.d. bianconero Beppe Marotta, intervenuto questa mattina ai microfoni della trasmissione 'Radio Anch'io lo Sport' su 'Radio Uno', ha spaziato su vari temi caldi di attualità, soffermandosi in particolare sul calciomercato.

Juve-Roma in numeri: il possesso palla

"Witsel è un'opportunità, - ha dichiarato - va in scadenza a giugno e abbiamo avuto dei contatti con lo Zenit per vedere se possiamo anticipare questo acquisto. Nell'attesa di risposte, valutiamo attentamente quello che il mercato può proporci. Anche su Bentancur ci stiamo lavorando, abbiamo un diritto di prelazione che scade ad aprile, il ragazzo sta facendo molto bene nel Boca e credo che lo riscatteremo, non a gennaio ma per la prossima stagione".

Ma i bianconeri seguono anche i giovani: "Caldara e Gagliardini sono 2 giovani molto interessanti, - ha ammesso l'a.d. - sotto gli occhi di diversi club italiani e stranieri. Noi monitoriamo e cerchiamo di reclutare i giovani migliori in circolazione: avere uno zoccolo duro di italiani significa avere meno problemi e più facilità di apprendimento dei valori della Juve e del calcio italiano".

"Una delle componenti vincenti della Juve - ha ricordato Marotta - è il fatto di annoverare parecchi italiani che capiscono cosa significa indossare la maglia bianconera, andare sui campi di provincia e lottare col coltello fra i denti. Ci stiamo attivando per quello e abbiamo gli occhi puntati su diversi giovani".

Secondo quanto riferisce 'La Gazzetta dello Sport', proprio in giornata Marotta ha in programma un incontro con l'a.d. dell'Atalanta, Luca Percassi, per definire l'affare Caldara. Il futuro del centrale dell’Atalanta sembra ormai deciso: andrà a irrobustire la difesa bianconera dall’estate del 2018. Madama lo pagherà 15 milioni più bonus, legati alle presenze che farà anche coi bergamaschi. In totale, insomma, la cifra potrà salire fino a 20.

Nel summit di oggi dovrebbero essere definiti gli ultimi dettagli, ma il più appare fatto: per battere la concorrenza di Inter e Milan è stata decisiva la decisione di Marotta di lasciare il 22enne ancora un altro anno a Bergamo.

Grazie alla vittoria sulla Roma, la squadra di Allegri ha messo un altro importante mattoncino verso il 6° Scudetto di fila: "E' qualcosa che il nostro presidente Agnelli ha definito leggendario, storico, una cosa unica - ha commentato Marotta - ed è un obbiettivo che ci stimola. Sarebbe una pagina che rimane incancellabile. Si sta trasformando in una realtà e speriamo di centrarla".

"Siamo soddisfatti della vittoria di 5 Scudetti - ha proseguito - ma non è un dato che va dato scontato. E' stato il risultato di un lavoro profondo che portiamo avanti da anni. Andrea Agnelli? E' l'elemento più importante di tutti i risultati, rappresenta la proprietà ed ha grandi capacità".

"Alla Juventus - ha sottolineato Marotta - c'è un modello di riferimento che è fatto da una proprietà forte, un grande palmares, di competenze, in una struttura molto forte con un presidente che ha dato le giuste deleghe ai suoi collaboratori. Quando arrivi qui respiri un'aria diversa, di grande serietà, ambizioni e voglia di vincere che ti porta con più facilità a raggiungere gli obbiettivi". 

Prima del 6° possibile Scudetto ci sarà però da provare a vincere la Supercoppa Italiana contro il Milan: "Oggi il complesso del Milan deve essere preso ad esempio, - ha detto Marotta - ha dimostrato con l'organizzazione di gioco, che è merito di Montella, e con una società alle spalle che soffre di mancanza di identità, di fare molto bene". 

"In queste situazioni - ha aggiunto il dirigente bianconero parlando dei rossoneri - capita spesso nel calcio che i giocatori diano il massimo di sé. Sono liberi e spensierati. E' un Milan diverso da quello degli anni '90 che ha vinto tutto, con una certa facilità, ma sta recitando un ruolo importante nella valorizzazione dei propri talenti".

Il grande sogno della Vecchia Signora resta però la Champions League: "Se non arrivassimo in semifinale non dovrà essere una delusione, - ha avvertito - noi siamo stati sempre stati competitivi. E' un obiettivo stimolante che società e tifosi desidererebbero raggiungere, ma ci sono degli avversari".

"C'è differenza tra campionato e Champions. - ha sottolineato l'a.d. - Nel campionato i valori assoluti emergono, in Champions ci sono elementi di imprevedibilità, come un sorteggio non favorevole, o giocatori infortunati nella partita importante, o condizioni climatiche avverse... Nei primi posti però arrivano sempre quelle che squadre che hanno il ranking o il fatturato migliore".

Infine alcune considerazioni sulla possibilità che la FIFA ampli a 48 squadre la fase finale dei Mondiali. "Il mondo del calcio si è evoluto ed è diventato un fenomeno di intrattenimento e business, - ha commentato Marotta - ma già l'attività dei club è piena di numerosi impegni, dobbiamo gestire la stagione sportiva con costi elevati quindi si fanno tournée in varie parti del mondo per incrementare la diffusione del proprio brand e i ricavi, non si va più in ritiro 15 giorni in montagna. Tutti gli impegni non legati al club determinano una gestione complicata e riteniamo giusto e doveroso per l'integrità fisica dei giocatori che dobbiamo ridurre le partite durante la stagione e incrementare il livello di qualità".

"La prima cosa è che bisogna valutare il fatto che calcio in termini di gioco è cambiato, - ha osservato Marotta - si è velocizzato, gli scontri fisici sono più frequenti nel corso di una gara e anche negli allenamenti. Sono aumentati gli infortuni da traumi. Negli anni '60 il contatto con un avversario era molto raro, oggi appena tocchi palla c'è grande pressing da parte degli avversari, gli allenatori studiano meglio la materia rispetto al passato".

"Poi - ha concluso l'a.d. - c'è l'esasperazione degli eventi ufficiali, le competizioni sono continuamente in crescita, alcuni giocatori sfiorano, come Bufffon, le 60 partite all'anno, è uno sforzo notevole a cui va aggiunta una attività di allenamento altrettanto intensa, è giusto prevenirlo allestendo una rosa all'altezza, con almeno due titolari per ruolo". 

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