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Calciomercato Atalanta, Gomez: "Sono stato ad un passo dalla Lazio"

09:56 CEST 04/10/17
Alejandro Gomez Atalanta Serie A 20092017
Il 'Papu' Gomez: "Mai vicino al Milan, ma ad un passo dalla Lazio. Resto all'Atalanta? Non lo so". Poi confida: "Sognavo di giocare per l'Italia".

Lazio per un pelo. Lo confida Alejandro Gomez, il quale svela il retroscena relativo all'ultima sessione di mercato nella quale ha rischiato concretamente di lasciare l'Atalanta.

Il 'Papu', intervistato da 'Il Giorno', spiega come la squadra che ne ha sfiorato l'acquisto sia stata quella biancoceleste: "Vicino vicino al Milan mai... mentre sono stato ad un passo dalla Lazio. Mister Montella mi conosce bene. Io so che mi voleva, poi se hanno scelto altri attaccanti meglio così. Io sono una persona onesta, quando parlo non prendo in giro nessuno".

Poi è arrivato il rinnovo con l'Atalanta, anche se sul futuro alla Dea Gomez addensa nubi: "Resto a Bergamo? Quest’anno resto qui di sicuro, ma la prossima stagione chi lo sa...", confida il capitano della 'banda' Gasperini.

Che con la Dea non si nasconde: "Tra 5 o 6 partite potremo dirlo. Credo che si potrà ancora lottare per l’Europa, e lo stiamo dimostrando. Sono poche le squadre che riescono a tenere testa alla Juve e una di queste siamo noi. Ma anche in Europa League cominciano a conoscerci... Quanti goal vorrei segnare? 15-16 in tutto. Una decina in campionato e la metà nelle coppe mi bastano".

Che qualche rammarico per una carriera che poteva vederlo in top club ce l'ha eccome: "Due su tutti, Atletico Madrid e Inter. Senza dimenticare Fiorentina, Milan, Lazio... Gli allenatori mi volevano, poi succedeva sempre qualcosa, per esempio catania e Atletico non si misero d’accordo sui soldi, ma non quelli che volevo io. Certo, l’Atletico è il rimpianto più grande, nel 2014 vinse la Liga... Diciamo che ho avuto sfortuna, anche con l’Inter, visto che Stramaccioni mi aveva chiamato".

Dal mercato al capitolo Nazionale, con Gomez che oggi difende i colori della sua Argentina ma che poteva farlo per quelli dell'Italia: "Vero. Ventura mi parlò e c’era questa possibilità, avendo il doppio passaporto. Poi scoprimmo quella norma del regolamento Fifa, e avendo giocato con l’Under 20 dieci anni prima non avrei potuto indossare la maglia azzurra. Ammetto che ci rimasi male, era il mio sogno. Anche perché dopo tanti anni trascorsi qui mi sento italiano, questa nazione è la mia casa".

Infine, una battuta sull'ormai virale 'Papu Dance': "Chissà, potrei aprire una scuola di ballo.. scherzi a parte, è nata quasi per gioco. Il ballo col Papu era ed è un modo per aiutare dei ragazzi con dei problemi ed è bello che si sia riusciti a centrare l’obiettivo... Magari faremo qualcosa di simile in futuro, ma sempre con l’obiettivo di dare una mano a chi ne ha bisogno".