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Serie A

Bruno Peres ora è fondamentale per la Roma: può restare da protagonista

12:13 CEST 23/07/20
Bruno Peres - Roma
Dopo annate complicate, Bruno Peres sta vivendo il suo miglior periodo alla Roma. Le difficoltà sono un ricordo, con Fonseca si è rilanciato.

Quando nell’estate del 2016 la Roma l’ha prelevato dal Torino, furono in molti a pensare che quello messo a segno dal club giallorosso fosse uno dei colpi più interessanti dell’intera sessione di calciomercato. Acquistando Bruno Peres, a fronte di un esborso da circa 15 milioni di euro suddivisi tra costo del prestito ed obbligo di riscatto, i capitolini si erano garantiti un esterno difensivo che sembrava pronto a compiere il definitivo salto di qualità.

Nelle sue due prime stagioni italiane vissute in granata, aveva dimostrato di essere un giocatore veloce, potente, capace di coprire con grande facilità tutta la fascia, che abbinava a queste importanti qualità anche una buona propensione alla rete.

Quello messo a disposizione di Luciano Spalletti era dunque un elemento chiamato ad essere padrone assoluto dell’out di destra, uno dei punti di forza di una Roma che puntava a grandi traguardi. In realtà, quella di Bruno Peres in giallorosso si rivelerà un’avventura molto più complicata ed avara di soddisfazioni del previsto.

Nella sua prima annata nella Capitale solo di rado riesce a giocare a quei livelli ai quali aveva abituato a Torino, tanto che nella fase finale perde anche i galloni di titolare. Il rendimento non migliora nella stagione 2017-18, che anzi viene vissuta da comparsa almeno fino ad una notte di febbraio, quando torna sotto la luce dei riflettori, ma per un episodio che con il calcio ha poco a che fare. L’esterno, poco dopo le 5,00 di mattina, perde il controllo della sua Lamborghini nei pressi del Circo Massimo. La macchina è distrutta e soprattutto scatta una denuncia penale per guida in stato d’ebrezza.

La Roma decide di prendere provvedimenti e di metterlo fuori rosa. Quello che si ritrova a fare i conti con il momento più difficile della sua carriera, è un giocatore che poche settimane prima aveva rifiutato un trasferimento al Genoa, che da mesi non si esprime ad alti livelli, che sembra ormai al capolinea della sua deludente parentesi giallorossa e che si è guadagnato il soprannome di Bruno Ceres. Ceres… come la nota birra.

Quando nel luglio del 2018 viene ufficializzato il suo trasferimento al San Paolo con la formula del prestito con diritto di riscatto, la sensazione è quella che per rivedere Bruno Peres in giallorosso bisognerà ricorrere alle foto d’archivio. In realtà anche in Brasile le cose non vanno benissimo, nel settembre 2019 passa al Recife ancora in prestito e questo vuol dire una cosa sola: non ci sarà alcun riscatto e di conseguenza dovrà tornare nella Capitale.

Quello che a gennaio rimette piede a Roma è però un giocatore diverso. Da mesi chiede di non essere più chiamato ‘Ceres’, sente di aver voltato pagina e di poter tornare ad essere quello di un tempo. Le cattive prestazioni, unite alle cattive abitudini, sono alle spalle insieme ai prestiti ed i periodi fuori rosa: c’è una nuova chance da sfruttare.

Paulo Fonseca lo accoglie senza farsi condizionare dal passato, il resto lo fanno anche il mercato e gli infortuni. La Roma cede Florenzi al Valencia, Zappacosta è ai box da tempo a causa di un brutto infortunio e Santon è frenato da problemi muscolari. Bruno Peres si trova servita su un piatto d’argento l’occasione tanto attesa.

I primi minuti contro Genoa, Sassuolo e Bologna, poi il definitivo exploit. Prima del lungo stop imposto dal Coronavirus, gioca tre partite da titolare, ma è dopo il lockdown che darà il suo meglio. Bruno Peres si presenta alla ripresa tirato a lucido ed oggi può essere considerato a tutti gli effetti un titolare della Roma.

Il momento più alto della sua stagione è coinciso con l’ultima partita contro la SPAL. Il brasiliano, che recentemente si è tatuato il Colosseo sulla spalla (questo a far capire ancora di più quanto tenga alla Roma e a Roma), al Mazza gioca il primo tempo a destra e il secondo a sinistra, risultando tra i migliori in campo. Nella ripresa arrivano anche i goal che valgono una doppietta: si tratta delle prime reti in giallorosso a tre anni e mezzo dall’ultima.

Quello che sembrava un giocatore ‘perso’ è oggi un elemento di nuovo importantissimo per i giallorossi, tanto che una sua conferma anche per l’anno prossimo sembra scontata. A Fonseca vanno dati i meriti di aver creduto in lui, ma allo stesso Bruno Peres va riconosciuto il fatto di aver creduto in un recupero per molti difficile anche solo da immaginare.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

+3 Deus e Deus Tudo tem seu tempo determinado a um tempo Para todo propósito debaixo do céu 🙏🙏

Un post condiviso da Bruno Peres (@brunoperes25) in data: 22 Lug 2020 alle ore 4:19 PDT

L’esterno brasiliano, parlando ai microfoni di Sky dopo la vittoria ottenuta contro la SPAL, non ha nascosto la sua gioia.

“Sono felice per i goal, ma soprattutto per la vittoria. Era importante vincere e son contento di aver dato il mio contributo. Quando sono tornato a Roma il mister mi ha parlato, mi ha spiegato cosa fare, ho capito che per restare qui dovevo cambiare atteggiamento e fare il professionista. Sto cercando di fare quanto mi hanno chiesto e sono felice di poter dare una mano ai compagni”.