Borja Valero tira le orecchie a Bernardeschi: "Mai alla Juve, so che significa per un fiorentino"

Commenti()
Getty
Borja Valero: "Nel 2013 il Milan tolse alla viola il terzo posto in maniera 'strana'. Bernardeschi? Non sarei mai andato alla Juve, scelte personali".

Nella nuova Inter che Luciano Spalletti sta cercando di formare ci sarà sicuramente spazio per uno dei nuovi arrivati, il centrocampista spagnolo ex Fiorentina Borja Valero. Ai taccuini della Gazzetta dello Sport l'ex viola parla del suo presente ed anche del passato in maglia viola.

Il suo obiettivo è quello di giocare la Champions League, che nel 2013 sfumò all'ultima giornata per 'colpa' del Milan. "Alla Champions ci sono andato vicino nel 2013 con la Fiorentina, ma il Milan ci tolse quel terzo posto in maniera strana. L'Inter è una squadra di livello mondiale, rappresenta una importante sfida personale per me. Vecino? Un ragazzo forte con molti margini di miglioramento. Difficile fermarlo quando parte palla al piede".

L'Inter ha però il dovere di puntare anche allo Scudetto. "La Juventus è sempre forte, ma non imbattibile. L'anno scorso ci sono stati segnali che lo hanno dimostrato. Penso che per lo Scudetto sarà un lotta a cinque squadre: Juve, Roma. Napoli, Inter e Milan. Per quanto mi riguarda lavorerò come un matto per far sì che la squadra possa tornare in Champion e vorrò dare il mio contributo, non importa se in campo o in panchina".

Una piccola critica all'oramai ex compagno Bernardeschi, in procinto di passare alla Juventus. "Non sarei mai andato alla Juventus, anche perchè so cosa significa per un tifoso della Fiorentina. Messaggio a Bernardeschi? Nella vita ognugno è libero di fare quello che ritiene più opportuno. Nella mia famiglia tifano tutti per il Real Madrid, me compreso. Potete immaginare da che parte stavamo in occasione della finale di Cardiff".

Solo elogi invece per il nuovo allenatore Luciano Spalletti. "Spalletti è un allenatore molto disponibile e simpatico, ma state certi che quando le cose non vanno per il verso giusto sa farsi sentire in maniera forte. E' quello che ci voleva secondo il mio punto di vista. Penso che l'Inter mi abbia preso per le mie qualità tecniche ed anche perchè sono una persona seria. Troppo arrivare settimi l'anno scorso con quella qualità che si ha in squadra. Alcune partite si iniziano a vincere in allenamento e negli spogliatoi".

Era già da un anno che Borja progettava l'addio alla maglia viola. "Già all'inizio della scorsa stagione c'erano stati dei segnali che non mi erano piaciuti e che facevano intuire che si era rotto qualcosa. La certezza è arrivata a giugno, quando l'Inter ha cominciato ad insistere. Ho comunque tatuate con mia moglie le coordinate del Ponte Vecchio: abbiamo deciso di scriverci per sempre l'amore per quella città".

Una volta appese le scarpette al chiodo, il mondo del calcio non gli interesserà più. "Non mi vedo nel calcio, ho tanti amici fuori dall'ambiente. In futuro mi piacerebbe tornare a studiare e viaggiare anche con lo zaino in spalla. Voglio godermi la vita. Noi calciatori siamo dei privilegiati senza dubbio, ma durante la nostra vita è molto difficile godersi la famiglia ed i figli".

Chiudi