Balotelli chiama Mancini: "Nazionale? Non è colpa mia se non ci sono"

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Balotelli sul futuro e sulla nazionale: "Potrei restare al Marsiglia. Brescia? Difficile l'anno prossimo. Nazionale? Non è colpa mia se non ci sono".

16 presenze ed 8 goal. E' stato questo il bottino di Mario Balotelli nei suoi sei mesi con la maglia del Marsiglia. Intervistato da Canal +, SuperMario ha parlato del proprio futuro ed anche delle sue velleità di tornare a giocare con la maglia della nazionale.

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In primis però ha voluto commentare la sua stagione e cercare di eliminare una volta per tutte la convinzione che sia una persona poco serena sia dentro che fuori dal campo.

"Penso che la mia sia stata una stagione positiva, chi mi critica perchè non difendo è stupido perchè è chiaro che non sono un Tevez o Cavani, giocatori che invece pressano ovunque. Pazzo? Forse lo sono in campo perchè voglio vincere sempre, ma fuori dal campo sono tranquillo e non stupido. L'immagine di pazzo me l'hanno sempre data i giornalisti inglesi, ma non ho mai preso a freccette nessuno. E' vero che ho avuto un maiale in casa, mi avevano detto che era nano, poi quando è cresciuto l'ho dovuto cedere".

Non è ancora chiaro quale sarà il suo futuro nella prossima stagione. Difficile però che possa realizzarsi subito il sogno di giocare con la maglia del Brescia.

"Non escludo di poter restare qui, ma non ho parlato coi dirigenti. Mi piacerebbe giocare un giorno per il Brescia, ma non penso che sarà l'anno prossimo".

Molto fermo il suo punto di vista nei confronti del razzismo, soprattutto quando si parla di uscire dal campo in caso di 'buu' razzisti.

"Non capisco proprio come non ci si rivolti contro le discriminazioni. Se dovessi essere allo stadio con mio figlio e qualcuno dovesse insultarlo per il colore della sua pelle o perchè gay, non potrei non tirargli le orecchie. Non mi alleno tutta la settimana però per uscire fuori dal campo se uno scemo fa un buu. E' più facile individuare lo scemo e mandarlo via".

Tra i suoi obiettivi c'è chiaramente quello di tornare a fare parte della nazionale azzurra.

"Se non sono più in nazionale parte della colpa è anche mia, quando ero al Liverpool per fare solo un esempio non ho giocato bene e non sono stato convocato. Poi si sono aggiunte anche altre circostanze, non so se dipende dal mio carattere un po' forte o da altro, è comodo non chiamarmi o c'entra il razzismo. Ripeto, di sicuro non è colpa mia se non sono in Nazionale".
 

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